I still play vinyl

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Il giradischi? Il vinile? Oggi non è facile…

Il digitale, a risoluzione almeno pari a quella dei CD, dovrebbe essere superiore a un supporto in vinile. I vecchi dischi sono tornati di moda e da qualche anno sono sinonimo di “cool”, li vediamo nei film, nelle serie (persino in un episodio di un moderno Star Trek un tipo ascoltava dischi nella sua astronave). E i prezzi sono saliti a tal punto che persino io, che ancora ascolto dischi in vinile, ho grosse difficoltà a acquistare un LP piuttosto che un CD. Insomma, chi è che comprerebbe un certo disco se in vinie costa 60 ma n CD solo 10? Ma vuoi mettere come è figo il vinile? Ed ecco che chi è appassionato di alta fedeltà come me dovrebbe fare la scelta razionale e comprare 6 CD a 10 euro piuttosto che un disco in vinile pe far il figo.

Il punto di questa pagina non è una superiorità sonica di un formato sull’altro. I dischi in vinile hanno dal canto loro una “modalità” diversa di fruizione della musica che, a patto di avere voglia di prendersi cura della gestione di un sistema analogico serio (che non è uno scherzo), può ancora oggi dare molte soddisfazioni. Ma si tratta di una scelta. Bisogna però capire prima di tutto che non è il supporto ad essere superiore o inferiore ma la registrazione originale. Insomma, un file ad alta risoluzione (superiore a quella del CD), magari una rimasterizzazione moderna (spesso molto peggiore di quella originale) di un disco dei tempi in cui esisteva solo il vinile, suonerà quasi certamente abbastanza peggio di un disco in vinile in un sistema di qualità.

Per cominciare

Probabilmente se non avete già un po’ di dischi da suonare far partire oggi una collezione e comprare giradischi, testina e spess un preamplificatore fono non vale proprio la pena. Ma ognuno spende i soldi come gli pare.

Per chi non vuole problemi e non se la sente di buttarsi sull’usato, un Project Debut o Essential è un ottimo inizio, economico e già regolato, con la sua testina di serie, pronto per suonare. Ancora meglio sarebbe un moderno Rega RP-1, anche se un vecchio giradischi, un Thorens come il mio ad esempio, o un Garrard, un Lenco, un Dual, rimesso in sesto e regolato per bene, ha molto da dire ancora oggi e può suonare molto meglio di un lettore CD che non sia di classe davvero alta. Intendiamoci: un vinile registrato male suonerà peggio di un CD registrato bene, nessuno lo nega e succede spesso. Il CD può suonare davvero bene in un lettore dedicato di un certo livello. Io amo particolarmente il vinile e non mi sento, per ora, molto attratto dal far suonare i file da un computer o hard disc connessi a un DAC (anche se sembra suonino comunque meglio di un CD), ma se dovessi consigliare di costruire un impianto hifi da zero partendo dal giradischi ad una persona che non ha neanche un disco, cercherei di scoraggiarla. Certo, se la passione e la curiosità è tale da andare avanti, accomodatevi pure, ma sarebbe più comodo cominciare col CD come sorgente iniziale, visto che è ancora il supporto più diffuso e, grazie al fatto che nonostante ciò sia sulla via del tramonto a causa del download di file audio, ha subito un notevole calo di prezzi negli ultimi anni.

I dischi neri (spin the black circle…)

“See this needle, see my hand dropping it down…oh, so gently… Pull it out a paper sleeve. Oh, my joy, only you deserve conceit. You’re so warm…oh, the ritual, when I lay down your crooked arm…” Così cantavano i miei coetanei Pearl Jam (con una certa energia!) nell’ormai lontano 1994 (album Vitalogy). Il brano “Spin the black circle” era il tributo rock al “mezzo” musicale da loro più amato.

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Negli ultimi anni le vendite dei dischi in vinile sono risalite. Il motivo è per lo più dovuto al fatto che le case discografiche hanno fiutato un rinnovato interesse e hanno cominciato a rimpolpare i cataloghi per approfittare di una moda. Si rischia spesso di incorrere in incisioni scadenti o addirittura in riversamenti dal CD! Ma un disco in vinile, se ben registrato, è forse più naturale per l’orecchio umano. Riascoltare oggi un buon giradischi, regolato come si deve, potrebbe stupirvi più di quanto immaginiate.

Il CD ci fu presentato come miracolo tecnologico, il fantascientifico “disco laser” senza rumore di fondo, al solo scopo di far ripartire il mercato saturo dei dischi.Certamente fu il risultato di anni di ricerca sulla registrazione digitale da parte di Philips e Sony. E’ una storia affascinante ma il nuovo formato fu accolto a braccia aperte dalle case discografiche perché intravvedevano una ripresa delle vendite, con i consumatori intenti a sostituire tutta la loro discografia con i nuovi dischi ottici.

Quindi se avete un vecchio giradischi a casa non sottovalutatelo. Se non lo avete ma avete ancora dei dischi in vinile in buono stato conviene certamente cercarne uno, nuovo (tra i marchi Project, Rega) o, certamente usato (Thorens, Rega, Linn, Dual, Garrard, AR) ma occhio, ci vuole un po’ di esperienza. Non ve ne pentirete, è vero che i dischi si usurano, che saltano e hanno rumore di fondo ma sapendo sistemare bene un giradischi sono cose che si minimizzano; considerate che quando il vinile era l’unico supporto, ben pochi si curavano di come regolare opportunamente il giradischi o forse neanche lo sapevano fare. Aumentando la qualità del sistema, in particolar modo di braccio e testina, gli scricchiolii si possono diminuire, minimizzare, in alcuni casi possono quasi scomparire. Comunque, la qualità dell’ascolto è tale da consetirci di convivere facilmente con essi. Ma un disco tenuto a dovere, pulito per bene, rimesso nella sua custodia in posizione verticale, suonato sempre su un giradischi ben regolato, può tranquillamente durare più di quanto immaginiamo. Ho dischi degli anni 60 (!!!) che suonano ancora perfettamente…

In teoria il digitale è superiore, ha una gamma dinamica che il vinile si sogna, registrare in digitale è molto più pratico, gli ostacoli da superare sono un’inezia rispetto a quelli per portare la musica su vinile e poi riprodurla. Non c’è paragone eppure esistono delle registrazioni su vinile direct-to-disc che fanno quasi impressione come suonano. Come dice il direttore di TNT-Audio Lucio Cadeddu, è un po’ come tra il camino e il termosifone: il termosifone scalda benissimo ed è più pratico, ma vuoi mettere il fuoco di un camino? Il disco in vinile si gode a partire dal rituale, estrendolo dalla cusotodia, passando la spazzolina per pulirlo, poi la testina scende e al contatto col solco avviene il miracolo – lo è davvero se si pensa alla tecnologia utilizzata. E’ così, il vinile non dovrebbe suonare bene, ma lui non lo sa e suona bene lo stesso…