Lettore CD Rega Apollo

Era un po’ che mi rendevo conto che il mio impianto non aveva mai avuto un lettore CD davvero alla sua altezza. La situazione con il Cambridge Audio e il Dac esterno, economico ma di buona qualità, era anche soddisfacente, ma l’idea di un bel lettore CD come si deve mi ronzava nella testa da parecchio. Dopo l’esperienza negativa dell’acquisto di un bel Meridian usato avrei dovuto stare molto più attento. Purtroppo, le finanze non aiutavano, ma continuavo a cercare negli annunci usati dei tre marchi inglesi suggeritimi da TNT Audio: Naim, Rega, e Cyrus. Vista la presenza di un amplificatore Naim nel mio impianto, la scelta più sensata sarebbe stata un lettore della Naim. Avevo anche trovato un annuncio interessante per un lettore della stessa serie del mio amplificatore ossia un CD 5XS ma a un prezzo un po’ più alto di quanto potevo spendere. In alternativa, si potevano trovare dei CD 5i più vicini al mio budget. I Cyrus CD6 e CD8 viaggiavano ancora più alti. Anche i Rega Saturn. Alla fine ho optato per cose che potevo andare a provare di persona: c’era da scegliere tra un Naim CD 5i-2 e un Rega Apollo.

Il mio “nuovo” Rega Apollo CD, un esemplare del luglio 2006 ben tenuto

Costavano esattamente quanto il mio budget minimo, ma alla fine ho scelto il Rega Apollo perché usa una meccanica Sanyo ancora disponibile. I Naim avevano meccaniche Philips non più prodotte ma esistono unità di terze parti compatibili con cui è possibile ripararli. Mi è sembrato di andare più sul sicuro con Rega, tanto lettori CD della stessa fascia suonano quasi identici. Le differenze in teoria sarebbero che i Naim sono ovviamente molto precisi ed essenziali nella presentazione, i Cyrus sono ancora più dettagliati e i Rega pur non mancando di dettaglio offrirebbero una presentazione più spaziosa e godibile. Ma, ripeto, mi dicono che sono differenze minime ascoltabili solo con impianti molto rivelatori.
Quindi, un bel giorno di gennaio 2026 mi sono messo alla guida verso il privato che vendeva un Rega Apollo del 2006 revisionato da poco e funzionante. Aveva persino la ricevuta d’acquisto, i manuali, l’imballo originale. Quando ho fatto la prova con alcuni miei CD non ho avuto alcun problema quindi l’ho acquistato. Non sono rientrato a casa ma mi sono fermato a dormire dai miei perché il giorno dopo avrei dovuto lavorare in ufficio. Dopo aver passato la notte nel suo imballo in casa, il lettore è rimasto in automobile per tutta la giornata di lavoro e per l’intero viaggio di ritorno di poco più di un’ora. Nell’entusiasmo ho fatto l’errore di collegarlo subito all’impianto e provarlo. Non suonava… Leggeva il disco, andava in riproduzione, ma non emetteva nessun suono. Cominciavo a preoccuparmi quando a un certo punto il lettore si è messo tranquillamente a suonare; ma il suono mi sembrava piuttosto cupo, con i bassi in evidenza gli altri arretrati. Che fosse questo il carattere del Rega? Ma se è così non mi piace! Che mi fossi abituato con lo Schiit Modius al suono digitale moderno? Poi mi è venuto in mente che magari non sarebbe stato il caso di mettere in funzione un lettore CD freddo. Così l’ho fatto acclimatare per tutta la notte. La mattina dopo l’ho collegato e tenuto acceso per circa un’ora. Poi gli ho fatto suonare un CD in repeat per più di un’ora a un certo punto si è bloccato nel bel mezzo di un brano! Ho provato a fargli rileggere il disco, ma smetteva di suonare dopo 30 secondi, si fermava per altri 30 secondi o più e poi ripartiva da solo. A volte non riuscivo a fargli leggere il disco, altre volte partiva per interrompersi e riprendere, in continuazione. A questo punto ho scritto al venditore che però, forte delle seppur brevi prove eseguite a casa sua, si è difeso dicendo che essendo un privato non può vendere, insomma, non era assolutamente intenzionato a riprendersi l’oggetto.

L’accoppiata Rega – Naim è un vecchio classico della HiFi britannica, una unione che promuove passo, tempo e ritmo (Pace, Rhythm and Timing = PRaT)

Maledicendomi più volte per aver voluto insistere su vecchi lettori CD di alta caratura piuttosto che cercare qualcosa di più nuovo, ho continuato a cercare di farlo suonare finché a un certo punto ha suonato un disco per intero. Le interruzioni cominciavano ad essere sempre più rare e brevi.
Ho cominciato a pensare che il freddo avesse potuto aumentare la viscosità del materiale lubrificante lungo i carrelli che fanno spostare il laser longitudinalmente, mentre legge il disco. Questo potrebbe spiegare difficoltà di movimento del laser e quindi di lettura. Probabilmente, una volta andato a temperatura, il lettore stava cominciando a riprendersi lentamente e a suonare correttamente. Il suono infatti era diventato semplicemente fantastico! Col tempo, occasionali errori di lettura si sono manifestati ma ho potuto suonare diversi CD nella loro interezza. E ho cercato di mantenere il lettore sempre acceso, come del resto già faccio con l’amplificatore Naim Nait XS. Insomma, sembra che sia tutto dovuto a una sorta di shock termico subito dal lettore. Anche un fenomeno di condensa sulla lente dovuto al salto di temperatura. Il precedente proprietario aveva fatto riparare il laser, o meglio la sua alimentazione. Nello specifico, il laser non era ben alimentato, alterazioni di tensione non consentivano al fascio laser di mettere a fuoco correttamente. Hanno così messo a punto il laser tramite circuito di pilotaggio e pulito slitta ed ingranaggi. Si può quindi sperare che i tecnici abbiano comunque controllato la sua funzionalità generale

Ma quando poi ho cominciato a spegnere il lettore, ogni volta ho dovuto aspettare tempi sempre più lunghi perché suonasse. Arrivato a dover attendere circa 1 ora prima di poterlo utilizzare ho dotuto contattare l’assistenza ufficiale per l’Italia, LASA Snc, di Piacenza. Temevo che molti dei condensatori fossero invecchiati al punto di necessitare molto tempo per caricarsi. Se si fosse trattato di pochi magari sarebbe stato semplice, ma mi hanno avvisato che sostituirne molti può diventare un’operazione pericolosa per l’integrità della base del circuito. Incrociando le dita, ho spedito il Rega in assistenza che, velocissima, lo ha riparato nel giro di un paio di giorni: non erano i condensatori il problema, era il relay che abilita le ‘uscite analogiche che, non funzionando, non le innescava (probabilmente ci riusciva a circuiti ben scaldati). Hanno anche verificato che il sistema di lettura del laser è a posto. Con sole 100 euro mi riporto a casa un signor lettore revisionato. Pur se ventenne, è sonicamente superiore a diversi lettori attuali o recenti, pecialmente se considero il budget a disposizione. In più un lettore Rega è una delle migliori combinazioni possibili con le amplificazioni Naim.

Finalmente ho un lettore CD all’altezza dell’impianto! Una menzione d’onore va però al vecchio lettore Cambridge Audio D500SE che, connesso allo Schiit Modius, Dac moderno di buona qualità (ma immagino comunque inferiore a quello interno della Rega Apollo), suona davvero in modo incredibile, perdendo di misura contro il ventenne Apollo che risulta più definito (in particolare nei bassi), con una scena più ampia, capace di estrarre ancora più dettagli.

Rega Apollo: Precision Crafted in Britain – nel retro ci sono delle normali uscite stereo RCA analogiche, più quelle digitali, sia coassiale che ottica.

La Rega Research era stata fondata nel 1973 da Tony RElph e Roy GAndy (REGA). Roy Gandy, un ingegnere della Ford Motor Company, era cresciuto imparando a costruire e riparare da solo qualunque cosa non potesse permettersi, dalla bici, alla moto, alla chitarra elettrica. Non soddisfatto delle prestazioni dei vari Thorens, Lenco e AR e impossiblitato anche al solo sognare di avere un Linn Sondek, il giradischi per eccellenza dell’epoca, Roy arrivò anche a costruirsene uno da solo. E fu così che la Rega Research ha iniziato a produrre assemblando a mano i suoi giradischi Rega Planet in casa, agli inizi con bracci di terze parti. Negli anni, i volumi di vendita sono cresciuti spingendo l’azienda a diventare sempre più completa, producendo sia sia i celebri bracci, che anche diffusori e amplificatori di prestigio.

L’avvento dei CD nei primi anni 80 ha visto calare le vendite dei giradischi, di cui Rega era ormai quasi un sinonimo. Ma Rega è entrata nel mercato di lettori CD con un certo ritardo, facendo anche notizia. Il suono dei lettori CD non aveva mai soddisfatto Roy ma il mercato spingeva in quella direzione. I produttori di lettori erano giganti come Sony e Philips, inventori del sistema, oltre a Pioneer e Marantz. Piccole aziende come Rega se ne erano tenute fuori, ma ormai anche le concorrenti inglesi Quad, Naim, Arcam si erano buttate nel mercato dei lettori CD. Alla fine fu Sony a proporre un suo kit di sviluppo lettori CD, basato sulla meccanica KSS, a Rega. Terry Bateman, l’ingegnere Rega ormai famoso per il suo lavoro sull’amplificatore Brio, si occupò di tirarne fuori un lettore che suonasse diversamente da quelli circolanti che a Roy non piacevano per nulla. In più fu deciso di eliminare il classico carrello che trascina il disco all’interno (ritenuto fonte di diversi problemi nei lettori della concorrenza) e utilizzare invece un caricamento dall’alto più simile all’utilizzo di un normale giradischi. Il tutto piacque molto a Roy e così il Rega Planet CD era nato.

E fu accolto con successo dal pubblico in particolare perché aveva, proprio nelle intenzioni dei progettisti, un suono più analogico dei lettori CD che giravano all’epoca, negli anni 90. Il suono digitale di quei tempi veniva percepito come freddo e asettico rispetto a quello del vinile. Si deve dire che il vinile aveva alle spalle decenni di ricerca mentre i lettori CD erano nati una decina d’anni prima. In genere la caratteristica principale di un buon sistema analogico è la sua coerenza timbrica e il suo ritmo, che giradischi digitali dell’epoca non potevano raggiungere. Il Rega Planet sembrava invece aver fatto un bel passo avanti proprio su queste cose. Ascoltato oggi forse potrebbe sembrare avere la gamma alta un po’ arretrata, probabilmente fatto intenzionale per dargli un suono un po’ più caldo della concorrenza. Il Planet era venduto a 995 £ espressamente per farne il migliore lettore CD esistente sotto le 1000 sterline.

All’inizio degli anni 2000 si venne a sapere che Sony avrebbe fermato le forniture dei kit per CD a livello globale. Fu un duro colpo per tutte le piccole aziende produttrici di lettori CD. La Rega, tramite Terry Bateman, venne a conoscenza di una azienda inglese, la Global Silicon, che produceva chip custom ad alte prestazioni. Avendo previsto anni prima che le grandi Philips e Sony avrebbero potuto limitare le forniture o smettere proprio di produrre kit, avevano ben pensato di sviluppare un loro chip ma ancora non lo avevano mai implementato in un vero lettore CD, visto che in realtà erano stati inizialmente ingentemente finanziati per creare un’alternativa all’iPod.

Il chip Global Silicon con 20 Mb di memoria e capacità di calcolo a 32 bit era nettamente superiore a quelli normalmente utilizzati; permetteva di memorizzare, alla lettura iniziale del disco, tutte le informazioni necessarie alla successiva riproduzione. Questo permetteva una notevole riduzione della correzione degli errori liberando molta potenza di calcolo per la semplice estrazione più accurata dei dati, potendo così raccoglierne una quantità sconosciuta dai chipset standard della concorrenza. In più, essendo stato pensato per estrarre dati da un lettore in movimento, chissà quante più informazioni avrebbe potuto estrarre una volta inserito in un tranquillo lettore CD da tavolo. Ricevuto un esemplare per prova, Terry Bateman gli costruì attorno un prototipo di lettore CD che Roy Gandy trovò davvero eccezionale.

Dopo lunghe trattative, nonostante la Global Silicon cominciasse a pensare di lasciare il settore del digitale (infine avrebbe chiuso i battenti), Rega poté approfittare della necessità dell’azienda di liberarsi di una enorme quantità di chip già pronti ad un prezzo estremamente concorrenziale. Poteva così continuare la produzione di lettori CD senza il timore di finire le scorte. I chipset Global Silicon vennero preservati nel caveau di un banca. Nel 2004 fu così lanciato il nuovo Rega Apollo CD, con meccanica Sanyo (ancora oggi disponibile) e il nuovo chipset custom Global Solutions, una esclusiva Rega. Il Rega Apollo migliorò decisamente la qualità sonora ma mantenne lo stesso identico prezzo del Planet. L’unità in mio possesso è stata acquistata nel luglio del 2006 quando il prezzo normale di vendita era di 1000 €. Oltre alla potenza di calcolo del chipset, l’Apollo vantava un doppio DAC Wolfson, stadi di uscita separati in classe A, componentistica di riguardo messa insieme dal geniale Terry Bateman. Il successo fu enorme. Il Rega Apollo riusciva ad estrarre una quantità di informazioni mai ascoltata prima da un CD, con una musicalità senza precedenti.

I lettori Rega Planet avevano utilizzato meccaniche Sony KSS 213 (esattamente come quella nel mio vecchio Cambridge Audio) oggi non più reperibili e non riparabili, neanche sostituendole con qualcosa di compatibile; semplicemente non esiste. Rega è stata lungimirante nell’adottare meccaniche Sanyo quando sia Philips che Sony hanno smesso di produrre quelle che montavano anche lettori di prestigio dell’epoca. Mentre un lettore Naim di pochi anni fa deve essere riparato con meccaniche di lettura compatibili di terze parti, i vecchi Rega hanno a disposizione ricambi originali Sanyo. Non a caso l’unico lettore CD ancora prodotto da Naim oggi, il CD 5si, monta meccaniche Sanyo.

Il caratteristico sportello a forma di Starship Enterprise rivela la meccanica di lettura Sanyo SF-P101N adottata da Rega in modo lungimirante sin dal 2004, dato che Philips e Sony stavano fermandone la produzione

Come sempre, nella parte superiore del Rega Apollo c’è uno sportello, di una forma che ricorda la nave spaziale Enterprise di Star Trek, che va sollevato e il disco posizionato a mano nel vano di lettura, in cui anche il laser è esposto. Il sistema di lettura è isolato meccanicamente dallo chassis in lega di alluminio. Se da un lato il caricamento dall’alto può diventare scomodo perché richiede di posizionare il lettore in modo che abbia spazio in alto, questa soluzione elimina diverse parti motorizzate che prima o poi possono rompersi. Questo dà ai lettori CD Rega un look abbastanza originale e un tocco che ricorda l’analogico, dovendo posizionare a mano il disco sopra il lettore prima di poterlo ascoltare. Chissà se la somiglianza dello sportello del vano CD con l’astronave Enterprise è voluta, visto che il primo lettore si chiamava Planet e il secondo Apollo (con riferimento alle varie missioni spaziali reali). Forse Rega voleva dirci che i suoi sono lettori CD da fantascienza!
E in effetti, a parte il look originale che può essere anche un motivo di scelta di preferenza, il suono è fantastico davvero.

Il piccolo trasformatore toroidale fa da spalla ad un notevole stadio di uscita in classe A (da aussieaudiomart.com)

Chiudendo lo sportello sul CD, appare la scritta “Initialising” sul display. Il sistema, grazie adoltre 20 Mb di memoria e capacità di calcolo a 32 bit reali, legge preventivamente tutti i metadati dal disco, evitando di dover intervenire con correzioni in tempo reale. Rega fece da subito uso di nuovi processori avanzati con capacità di calcolo ben superiore rispetto a quelli del passato. Il segnale digitale viene poi trattato da una sezione di conversione di tutto rispetto, centrata sui chip Wolfson WM8740, il top della casa all’epoca, che effettuano una conversione Delta-Sigma a 24 bit. La sezione di uscita analogica, tra i maggiori responsabili, assieme al Dac, del suono di un lettore CD, è completamente disegnata da Rega, con stadi finali in classe A separati per i due canali.

La realizzazione della circuiteria è impeccabile… (da aussieaudiomart.com)

Anche i prodotti Rega, sia i giradischi che gli amplificatori, come quelli Naim e Linn, sono noti per prediligere il tempo e il ritmo (PRaT). Agli inizi non capivo cosa si intendesse per PRaT. Che senso ha parlare di capacità di un riproduttore di musica di tenere il ritmo? Mica è la riproduzione che tiene il ritmo. Sono i musicisti che mentre suonano devono farlo. Lo so perché sono un musicista dielttante e a tempo non è faciel andarci! Se sis sbaglia lo senti anche dalla registrazione. Ma non è il registratore che non va a tempo! Sei tu! 😉

Poi ci ho riflettuto perché non è che tutti i recensori audio fossero usciti di testa, un motivo per cui si parla di PRaT ci sarà. Ho pensato che la costruzione precisa ed essenziale delle circuitazioni di queste macchine fa sì che generino dei picchi audio così puliti, precisi, netti, definiti, che risulta più facile seguire il ritmo nell’ascolto. Non vanno “più a tempo” di altri perché il tempo in senso stretto è registrato così. Ma il tempo, ossia i picchi musicali (tutti i colpi di batteria, basso, chitarra ritmica…) sono scanditi cosi finemente che possono essere percepiti benissimo, ben isolati dal fondo, più che con altri sistemi in cui i picchi ci sono, anche belli e corposi ma meno definiti, non all’eccesso come in macchine dall’alto PRaT.

Mentre Naim concentra quasi tutto su questo, Rega si concede anche un ottimo equilibrio timbrico e soprattutto una scena spaziale naturalmente più vasta e profonda di quella dei loro rivali della Naim. Per questo motivo, sebbene i lettori CD delle due case inglesi diano sicuramente il meglio di sé quando accoppiati ad amplificatori della stessa marca, di solito le accoppiate Rega + Naim sono notoriamente vincenti negli impianti un certo livello, impianti certamente con un postazione sonora di tutto riguardo, ma comunque tendente al coinvolgimento completo dell’ascoltatore.

…e agli ingegneri Rega non manca la simpatia… 😉 (da aussieaudiomart.com)


Link a recensioni del Rega Apollo MK1:

https://www.stereophile.com/content/rega-apollo-cd-player-sam-tellig-march-2007

https://www.whathifi.com/rega/apollo/review

https://www.techradar.com/reviews/audio-visual/hi-fi-and-audio/cd-players-and-recorders/rega-apollo-78188/review

https://www.theabsolutesound.com/articles/rega-apollo-cd-player/

https://the-ear.net/review-hardware/classic-components-rega-apollo-cd-player/

The Rega Apollo CD Player

https://www.stereophile.com/content/rega-apollo-cd-player-measurements


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