Lettore CD Cambridge Audio D500 SE

Dismesso il lettore Oppo mi è presa la nostalgia del bel Cambridge Audio che avevo prima (tra l’altro oggi si trova raramente e a prezzi ben più alti di quello a cui l’ho venduto).

Così mi sono messo a cercare un vecchio lettore Cambridge Audio da usare come meccanica di lettura, in ricordo del mio vecchio CD6. Oggi come oggi l’ancor più vecchio CD4 è forse il più considerato, essendo stato progettato dal famoso John Westlake, poi passato all’Audiolab. Alla modica cifra che potevo spendere, i CD5 erano disponibili ma sono comunque precedenti al CD6. Poi mi capitò di leggere una ottima recensione di TNT-Audio, la mia rivista di riferimento, del Cambridge Audio D500SE.

d500se

Cambridge Audio D500SE

La Special Edition del D500, che ha seguito di poco l’uscita dell’edizione base, si distacca di molto dal progetto originale, qui pesantemente rivisto in partnership con Sony. Il D500SE è splendidamente costruito, solido all’esterno e ordinatissimo all’interno. Il DAC è centrato su chip Crystal CS4391 della Cirrus Logic ed arriva ad un upsampling di 24 bit/192kHz, davvero notevole per l’epoca (praticamente un DacMagic). Si parla comunque di un progetto del 2002, ere geologiche fa nel campo dell’audio digitale. Di contro se ne trovano a buon prezzo se con qualche difetto da mettere a posto. Se i difetti non sono insormontabili e non riguardano la meccanica di trasporto o il laser, possono tranquillamente fare da lettore in unione con convertitore esterno più moderno e allo stesso tempo ricordarmi il vecchio CD6.

Trovai un D500SE con le uscite analogiche non funzionanti ma con quella digitale a posto a 50 auro. Il cassetto porta CD aveva a volte qualche problema ad aprirsi ma di solito sono cose che si risolvono facilmente. Ho dovuto sostituire il cassetto e la cinghia del D500 con delle parti prese da un D300. Il carrello porta CD aveva la piastra frontale spostata in alto, cosa che ne impediva spesso l’apertura. La cinghia era rigida per l’età. Ho preso carrello e la cinghia dal D300 e li ho montati sul D500. Immediatamente ha ripreso a funzionare anche se solo come meccanica di lettura connessa al Dac esterno. Ma qualcosa non mi ha mai convinto sul reale funzionamento della macchina.

L’interno ottimamente assemblato del D500SE in cui spiccano il trasformatore toroidale e i servo meccanismi progettati da Sony in esclusiva per Cambridge Audio

Anche se la tecnologia digitale in 20 anni ha fatto passi da gigante, poco male, il D500SE sembra essere un ottima meccanica da trasporto dedicata Sony KSS 213c con servo meccanismo appositamente progettato. Il lettore è dotato di uscita digitale BNC e Toslink. la prima è considerata la soluzione migliore, superiore anche alla RCA (la ottica è lo standard peggiore, da usare solo se non c’è altra scelta). Ho preso quindi un buon cavo RCA-BNC e ho connesso il D500SE al mio umile ma onesto Pro-Ject DacBox E.

Nel 2025, la mancanza di un telecomando, il display debole e povero, i dubbi sullo stato delle meccaniche mi hanno spinto a cercare ancora. In realtà mi serve solo un lettore, andrebbe bene qualunque moderno Blue Ray con uscita digitale. Ma non mi piacciono. Ripensando ai miei CD passati, la robustezza del Pioneer PD8500 è ancora un bel ricordo. Si trova raramente usato e a prezzi esagerati. Ma ho trovato interessante la serie PD-S degli stessi anni 90: un’idea Pioneer era stata quella di invertire il sistema di lettura e far ruotare il CD con il lato contenente i dati verso l’alto, rendendolo più stabile e in un certo senso più simile all’idea di un disco. Ho trovato sull’eBay tedesco un PD S603 revisionato e in ottimo stato (con telecomando!). Purtroppo non ha una uscita digitale SPDIF ma solo ottica – pazienza, lo avrei connesso al Dac tanto…

Un intermezzo – per qualche mese ho usato un bel Pioneer PD S603 con meccanica Stable Platter degli anni 90; purtroppo, dotato della sola uscita digitale ottica, ha perso il confronto con il Cambridge che ha l’uscita coassiale BNC

La cosa che mi ha sorpreso di più è come il suono del Pioneer dalle sue uscite analogiche fosse nettamente migliore di quello via toslink attraverso il più moderno Dac ProJect. Non credevo alle mie orecchie! Un lettore anni 90 sbeffeggiava un Dac anni 2000! Ok, il ProJect è un Dac economico… sicuramente l’anello debole del mio impianto. Così dopo qualche tempo ho finalmente trovato l’occasione giusta e ho preso uno Schiit Modius usato. Il Dac, ottimamente recensito sul mio riferimento TNT-Audio, è decisamente migliore!

Con il nuovo Dac la situazione era capovolta: il Cambridge suonava chiaramente meglio dalla sua uscita coassiale BNC. Il Pioneer aveva solo quella ottica e suonava abbastanza chiaramente meno dinamico e definito (un siono abbastanza simile di quello del Cambridge se anch’esso connesso via toslink – mi sono apparsi chiari i limiti della connessione ottica rispetto alla coassiale, dovuti per lo più alla peggiore gestione del jitter).

Mi sono così di nuovo appassionato al mio D500SE e l’ho portato a revisionare in un laboratorio, ho preso un telecomando originale dall’Inghilterra ed un bel cavo BNC-RCA a 75 ohm della Mogami con connettori dorati Canare.

Il futuro

La situazione, seppur molto gradevole, non è però all’altezza del resto dell’impianto, che potrebbe fare di più. E’ un po’ una deficienza storica del mio sistema visto che da qualche anno prediligo l’ascolto del vinile. Ma, come dicevo, i costi dei dischi mi stanno riportando ai CD e quindi l’impianto meriterebbe di più. Cosa? Un Dac superiore? O una meccanica di lettura più moderna? Chiesto consiglio alla solita encomiabile TNT-Audio, mi viene chiarito il concetto per cui a questi livelli è meglio puntare su una soluzione integrata, un lettore CD dedicato. Quale? I soliti nomi vengono fatti: Naim, Rega, Cyrus (nell’usato non troppo vecchio). Il mio sogno Meridian è troppo rischioso per motivi di età. Più un lettore è datato, più il rischio di guasti irreparabili è alto. E’ capitato proprio a me, incappato nell’acquisto di un bellissimo Meridian 506.20 a buon prezzo ma con molti problemi di lettura dei dischi (per fortuna la restituzione è stata accettata).

Nel 2025 avevo messo sotto l’albero di Natale uno splendido Meridian 506.20 che purtroppo ho dovuto restituire perché non funzionante…

In un mondo che si stava preparando all’abbandono del formato CD, i produttori di meccaniche di lettura e laser (Sony e Philips su tutti) hanno smesso di investire e non forniscono più parti di ricambio per molti modelli, quindi bisogna prima accertarsene. Altrimenti ci sono cose nuove ben fatte, tipo l’Arcam CD5 Radia o diversi modelli Rotel (CD11, CD14, CD1572) o Marantz (CD60 o CD 6007). Ma sono tutti inferiori ai Naim, Rega e Cyrus usati di pochi anni fa: Naim CD 5i, Rega Apollo/Saturn, Cyrus CD6/8. Nel caso di Naim siamo difronte a meccanica Philips VM1202 (per alcuni sarebbe la più nota CDM12.1), non più prodotta, per cui esistono meccaniche di terze parti con cui si puù lavorare tranquillamente. Rega monta meccaniche Sanyo, ancora prodotte. I tre marchi inglesi oggi producono pochi modelli: Naim solo il CD 5si, Rega i nuovi Apollo Saturn MK3 e il costosissimo Isis. Cyrus l’ottimo CDi e il CD40. Tutti inavvicinabili per me. Devo puntare all’usato (e anche al risparmio). Delle tre opzioni su citate quella maggiormente a buon mercato è il Rega Apollo CD MK1, quindi il più probabile ad entrare nell’impianto in un prossimo futuro. L’originale caricamento dall’alto dei CD nei lettori Rega è molto pratico perché ci sono meno parti motorizzate che possono rompersi ma costringe a tenere il lettore in cima alla catena o comunque con abbastanza spazio su di esso. La forma ricorda però l’astronave Enterprise e fa pensare ad un tributo a Star Trek, che trovo piuttosto simpatico… 😉

Il primo Rega Apollo (metà anni 2000) è uno dei lettori CD candidati ad entrare in futuro nel mio sistema

Del resto è un lettore CD prodotto da chi ha fatto dell’estrarre al meglio la musica dal vinile la sua missione: Rega ha atteso un bel po’ prima di tirar fuori dal cappello un suo lettore digitale (il Planet) e quando lo fece ebbe un enorme successo perché non suonava così “digitale” come i lettori del passato. L’Apollo è la sua evoluzione e il Saturn che seguì (identico esternamente) ne era la massima espressione (ma non credo sia nel mio budget). In rete esiste un gran numero di lamentele su malfunzionamenti dei lettori CD Rega, con gente che li sconsiglia e che ha smesso di comprarli per questo (anche se dispiaciuti perché suonano meraviglisamente). Beh, immagino che gli acquirenti soddisfatti non si preoccupino di aprirne discussioni sui forum e TNT-Audio continua a consigliarli quando opportuno. Del resto sto parlando io che ho un lettore del 2000 che ancora va egregiamente… I vecchi Planet possono essere un rischio maggiore anche perché hanno vecchie meccaniche Sony (proprio come quella del mio Cambridge) non più reperibili e non sostituibili con altro! E magari hanno un suono un po’ vecchia maniera (roll-off degli alti). I lettori moderni tendono tutti al brillante, quindi per me un CD non troppo vecchio ma di un certo blasone sarebbe l’ideale…

La presenza di un bell’amplificatore Naim farebbe tendere ad accoppiarlo ad un CD della stessa casa, ma non è obbligatorio e di solito si trovano a prezzi più alti. Non è detto che un Rega non possa ammorbidire la tendenza al dettaglio dell’ampli Naim. Anche se a dire il vero i Rega di dettaglio ne recuperano a bizzaffe anche loro, ma sono pure famosi per rendere una bella scena sonora ampia, più dei Naim (quindi per questo potrebbero equilibrarsi e spesso sono accoppiati insieme). Vedremo…