Come le parole, i suoni sono importanti. Io ci ho sempre tenuto. La qualità audio è stata per me un “must” da quando ho scoperto l’alta fedeltà. Non sono un audiofilo esperto, né un fonico o ingegnere del suono. Ma un certo orecchio e una certa sensibilità alla qualità della fonte sonora le ho sviluppate. Non ho ascoltato numerosi componenti hifi, né provato diversi amplificatori per chitarra o chitarre stesse. Ma comunque se c’è qualcosa che non va me ne accorgo. Ora, se parliamo di purezza nel suono di una chitarra elettrica ce n’è da discutere visto che spesso siamo in overdrive, cioè in regime di distorsione, quindi andrebbero chiarite diverse cose. Ma la qualità dell’ascolto audio è per me importante ma vedo che si sta perdendone la necessità e anche la capacità di accorgersene. Anche nel campo della musica live.
Ossessione compulsiva
Quando si vive un momento piuttosto duro della vita, anche semplici oggetti possono assumere il valore di un simbolo, un ricordo di momenti intensi del passato. Nel mio caso, certamente il momento più duro è stato la perdita del lavoro da Geologo. È concisa con la mia ripresa a suonare in un gruppo.quindi per me riprendere a suonare, quel gruppo stesso con cui suonavo e anche la strumentazione utilizzata sono il simbolo del ricordo. Suonare mi ha mantenuto a galla, mi ha impedito di perdere la testa e tra l’altro è stato anche il mezzo con cui ho trovato un nuovo lavoro più avanti quindi ci sono certe cose di quel periodo che in qualche modo simboleggiano il mio rimanere aggrappato alla speranza e alla fine anche la mia ripresa. Sì, anche se si tratta di un semplice effetto a pedale per chitarra…
Dove c’è la luce…
Era un periodo piuttosto buio della mia vita. Si prospettavano nubi scure all’orizzonte, la ditta per cui lavoravo stava per chiudere e non sapevo cosa fare. In una normale giornata come tante, cercando di non disperare e pensando che qualcosa uscirà, mi moglie mi alleggerisce l’animo facendomi vedere il video di un chitarrista americano che suonava davanti a migliaia di persone con la sua band. Mi colpì la sua giovinezza (il video era del 2007, quasi 10 anni prima, e certamente all’epoca era giovane) ma soprattutto in rapporto a come suonava: molto bene, certo, ma suonava la chitarra (una Stratocaster poi) alla “vecchia maniera”. Insomma, si vedeva che era ispirato ai grandi del passato, Hendrix, Clapton, Steve Ray Vaughan, ma era bravo perché ci metteva anche di suo. E poi aveva anche un gran voce, un chitarrista cantante che fa pure assoli notevoli, come una volta. Ero contento che ci fosse ancora un giovane che usasse la chitarra in questo modo. Molti di voi avranno capito che si trattava di John Mayer…
Viaggio nel freddo nord!
Romani a Milano? Ma sì! Basta premunirsi per il freddo (colbacco e cappottoni) e nel dubbio chiedere ai vigili urbani (“noio volevan savuàr….”). Qui al nord il clima è diverso – vallo a spiegare all’ondata di caldo africano che ha avvolto l’Europa in questi giorni: praticamente si fonde…
A parte gli scherzi, una gita di una settimana a Milano mi ha dato da riflettere su diverse cose. Da come mi trovi bene in questa città nonostante sia romano di origini sannite (cioè terrone) e come a me i milanesi risultino normalmente simpatici (poi dipende sempre dalle persone). A parte che al servizio verso il pubblico (e mi dicono anche a Napoli) si trova una cortesia che a Roma è sempre più rara (ma forse sta migliorando), si tratta comunque di una grande città italiana (anche se ben meno vasta di Roma), e come tale splendida nelle zone centrali e con i classici problemi nelle periferie. Nello specifico, sono stato presso il Politecnico di Milano, non per mio lavoro ma per accompagnare mio figlio adolescente ad un corso estivo offerto dal prestigioso istituto intitolato a Leonardo da Vinci. Era la seconda volta: l’anno scorso eravamo solo io e lui (magnifico viaggio tra padre e figlio) e quest’anno c’è la famiglia intera. Come l’altro anno, io ho dovuto continuare a lavorare da remoto. Quest’anno è potuta venire mia moglie ma ha dovuto fare la turista da sola. Lavorare dentro un’univeristà è stata la prima opportunità di riflessione che mi si è offerta.
L’onestà oggi è merce rara anche tra gli audiofili
Non dico nulla di nuovo e in un certo senso me la sono cercata. Comprare usato è un rischio. Spendi meno e lo accetti, proprio per poter risparmiare. E a volta anche perché oggetti nuovi di quella qualità non esistono o non ti piacciono. Lo faccio con le auto. Quando proprio sono costretto a cambiarla vado sull’usato. Le auto di oggi non mi piacciono e il costi sono tali che l’usato è tutta un’altra storia. Lo faccio con gli effetti per chitarra: li rivendi facilmente alla stessa cifra e così ne puoi provare svariati senza perdere nulla. Con le chitarre è anche meglio uno strumento usato, con una storia, suona pure meglio proprio perché è usato. Ma nell’alta fedeltà ci sono rimasto scottato. Molte volte mi è andata bene ma sapevo che con i lettori CD il rischio era più alto…
Il digitale e la chitarra – non fa per me
Su questo sito potete trovare confronti tra digitale ed analogico sia nella sezione di Alta Fedeltà che in quella di Fotografia. Di recente mi sono trovato a confrontarmi con questo tipo di dilemma anche per quel che riguarda la chitarra. Il digitale, l’informatica, imperversa in tutti i campi, ovviamente. Anche nelle automobili (altra sezione di questo sito), dove ora tra le caratteristiche da pubblicizzare contano più le dimensioni dello schermo che il tipo di sospensioni (e poi usare quello del cellulare è proibito). Generalmente il digitale dovrebbe semplificarci le cose, venire in nostro aiuto, consentirci di fare cose che prima non potevamo fare. Una volta era impossibile che qualcuno ci telefonasse mentre eravamo in giro. Sicuro che oggi è più bello ricevere telefonate di lavoro, o peggio, di marketing aggressivo ovunque noi siamo? Certo, è bello poter chiamare in caso di emergenza, a volte è vitale. Ma in generale, senza disturbare i casi in cui salva la vita, il digitale ci mette fretta, ci sommerge di scelte e finisce per farci usufruire di meno delle cose (vedi la scelta di un film o serie su una piattaforma di streaming). E con la chitarra?