Riflessioni sotto quarantena

In questo momento storico siamo tutti più uniti. Un microscopico virus ci ha fatto dimenticare, anche giustamente, tanti problemi della nostra nazione (e del mondo) che da questa prospettiva di emergenza ci sembrano molto meno importanti. Prima la salute, si è soliti dire. Certamente ci sono cose più importanti di quelle di cui ci lamentiamo tipicamente per quel che riguarda l’amministrazione del nostro bel Paese. Io lamento per prima cosa la soffocante burocrazia che rallenta o blocca qualunque iniziativa, gli stipendi troppo bassi che rendono il costo della vita troppo alto, la pressione fiscale sulle aziende che dovrebbero dare lavoro con più semplicità. E chi più ne ha più ne metta…

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Due parole (2) sui virus?

La parola virus deriva dal temine latino per veleno. Insomma, non cominciamo bene. Molti non ritengono che i virus siano una forma di vita. In biologia si dividono gli essere viventi in 5 regni: batteri, protisti, funghi, piante, animali. I virus non sono compresi perché a loro manca una caratteristica fondamentale degli esseri viventi: la capacità di riprodursi autonomamente. Metti un virus su un tavolino e non farlo entrare in contatto con nessuno e lui sta lì senza muoversi o cambiare. Ma in contatto con la cellula giusta eccolo che si “anima”, si riproduce e si diffonde. Allora possono essere guai. Ma la fortuna sta nel fatto che i virus sono estreamamente specializzati: una dato virus attacca solo certi tipi di cellule di certi esseri viventi. E la cosa può anche tornare utile agli essere umani…

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Credo ancora a Babbo Natale

IMG_7893Il Natale da bambino lo sentivo moltissimo. Non parlo della felicità di ricevere regali e delle frasi fatte tipo “siamo tutti più buoni”. Già allora sentivo che c’era qualcosa di speciale, qualcosa che ancora oggi mi piace. Mio figlio ormai ripete che Babbo Natale non esiste e che siamo noi a mettere i regali sotto l’albero. Ci ha “sgamati” da un po’, è normale. Ma mia moglie insiste con la storia di Babbo Natale, vuole conservare in lui ancora un po’ di magia. Ed io mi trovo d’accordo, anche perché la “magia” del Natale esiste da sempre e nonostante il consumismo e le frasi fatte, continua ad esserci.

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Siate artisti, adesso!

Tengo molto ai concetti espressi dallo scrittore coreano in questo suo illuminante discorso a TED. Suono la chitarra e canto in un gruppo che fa cover rock e spesso ho dovuto ascoltare battutine che facevano riferimento a ricordi adolescenziali, a bambini poco cresciuti, all’inutilità della cosa – tanto chi vi si fila? Beh, il punto è completamente diverso. Lo facciamo per noi stessi. L’arte è fine a se stessa. Ognuno di noi avrebbe bisogno di praticare una propria arte, non è necessario che sia il nostro lavoro. Noi nasciamo con l’arte innata, i bambini la praticano spontaneamente, poi viene loro insegnato questo ritornello comune, bisogna studiare, lavorare, prendersi le responsabilità. L’arte è lasciata agli artisti. E perché? Sarebbe sano essere capaci di praticarla parallelamente ai nostri doveri. Fa bene alla mente e all’anima. Chi lo fa ha meno problemi ed affronta meglio gli ostacoli che la vita ci pone davanti. Parlo per esperienza diretta…

Quindi vi consiglio di lasciar stare le mie parole e proseguire la lettura di questo estratto dal discorso di Young-ha Kim, oppure godersi il video integrale qui sopra.

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Quando qualcuno disse “il geologo è inutile”

Per non dimenticare: riporto un articolo di Paolo Mauri riportato a sua volta dal sito del Consiglio Nazionale dei Geologi dove l’attuale vice Premier, nonché Ministro dell’Ambiente e dell’Economia, fece una gaffe con quella che si sperava fosse una battuta, molto infelice, in cui dichiarava che i geologi fossero inutili e che sarebbe stato inutile tenere aperti enti per gente che ha la passione di raccogliere sassi. Beh… oggi da Ministro continua a bloccare le attività esplorative per idrocarburi, continuando a sottovalutare le nostre risorse geologiche.

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