A volte mi trovo a rimuginare inutilmente su certe scelte fatte in passato che hanno influenzato la mia carriera geologica e a dieci anni dalla sua interruzione rifletto su questo. E’ inutile perché il passato non si può cambiare e se le cose oggi stanno così un motivo ci sarà, non ci si può fare proprio nulla. Al massimo si può riflettere sulle scelte fatte per dare consigli ai figli e, perché no, capire che forse non si tratta mai di scelte giuste o sbagliate ma solo diverse, scelte che hanno portato a risultati diversi. Si può giocare a immaginare come sarebbero andate le cose, a che risultati avrebbero portato le scelte diverse, si può, ma quanto è utile? Non ne sono certo, ma eccomi qui, a dieci anni dalla “disfatta” a riflettere su come alla fine più di tanto non posso lamentarmi…
Geologia
La prima Crosta Terrestre era continentale – molto prima dell’inizio della Tettonica delle Placche

Una nuova scoperta sta ridisegnando il modo in cui gli scienziati comprendono la storia iniziale della Terra, in particolare come si sono formati i continenti e quando è iniziata la tettonica delle placche. In uno studio pubblicato su Nature il 2 aprile, i ricercatori hanno scoperto che la prima crosta terrestre, formatasi circa 4,5 miliardi di anni fa, aveva già caratteristiche chimiche simili all’attuale crosta continentale.
Ciò significa che la particolare firma chimica che si trova nei continenti moderni potrebbe essere stata presente fin dall’inizio della storia della Terra. Lo studio è stato condotto dal Professor Simon Turner della Facoltà di Scienze e Ingegneria della Macquarie University, insieme a ricercatori di istituti australiani, britannici e francesi.
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Campi Flegrei | Un nuovo studio svela la dinamica dei serbatoi magmatici profondi all’origine del bradisismo
Definita l’architettura del sistema magmatico profondo dei Campi Flegrei all’origine della dinamica della caldera, di fondamentale importanza anche per la valutazione della pericolosità vulcanica dell’area.
Questi i risultati raggiunti da un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nello studio “New insights into the recent magma dynamics under Campi Flegrei caldera (Italy) from petrological and geochemical evidence”, e appena pubblicato sulla rivista ‘Journal of Geophysical Research: Solid Earth’ dell’AGU.
“Le caldere sono depressioni vulcaniche formate dal collasso delle rocce a tetto della camera magmatica che viene svuotata durante enormi eruzioni”, spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell’INGV e co-autrice dello studio. “Spesso manifestano delle fasi di ‘unrest’ (ovvero di ‘squilibrio’), con frequenti terremoti, sollevamento del suolo (il cosiddetto ‘bradisismo’) e un considerevole flusso di gas e calore. Tuttavia, poiché questa attività è dovuta alle complesse interazioni tra magma e sistema idrotermale immagazzinato sotto il vulcano, è sempre difficile identificare la sorgente e prevedere l’evoluzione di queste manifestazioni”.
Why rocks on Earth resemble planet Mercury

Curiosity has killed many an explorer, and Nicola Mari feared he was to be the next.
Driving around Cyprus’s remotest mountains, Mari had relied on his cell phone for directions. But as the light of the day faded, so did his phone battery – and he found himself stuck in the middle of nowhere with little idea of the way back to his lodgings. “I’d travelled for more than 50km (31 miles) without seeing another vehicle,” he says.
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Geo-rimpianti?
Una volta facevo il geologo ed ero pure abbastanza bravo. Solo che me ne rendo conto oggi, a quei tempi non ne ero coscente e forse questo è uno dei motivi per cui oggi non lo faccio più. Magari ci si è messa anche la sfortuna e qualche scelta poco oculata. Sta di fatto che oggi faccio altro e che all’epoca mi sentivo circondato da colleghi ben più esperti di me soffrendo a volte di un leggero complesso di inferiorità. Non che fossi un genio della scienza (o almeno non ho mai avuto l’opportunità di provarlo) ma diciamo che per quel che riguarda la capacità di capire e risolvere alcuni problemi geologici non sono stato niente male.
Ma che diavolo fa un geologo?
Noto spesso che persino altri scienziati ben preparati quando parlano di geologia a volte commettono errori banali. Forse, essendo la Geologia una scienza relativamente nuova, è poco conosciuta. ad esempio, l’altra scienza “cugina” perché anch’essa scienza “storica”, l’Astronomia, è ben più nota. Probabilmente guardare in alto, verso le stelle, ci fa sognare di più che guardare in basso, sottoterra. Poi molti associano il geologo alla sua libera professione, quella legata all’edilizia, ai sondaggi, allo studio delle caratteristiche tecniche dei terreni. Ma quella è solo una delle tante applicazioni della Geologia. Altre possono essere la ricerca delle risorse del sottosuolo, lo studio del rischio geologico (terremoti, eruzioni, frane, alluvioni – temi che forse spiegano il maggior fascino dell’Astronomia rispetto alla Geologia). Potrei continuare ma voglio qui soffermarmi su quello che davvero è tipico del geologo, qualunque attività faccia: il geologo è in grado di lavorare sul terreno.