Il digitale e la chitarra – non fa per me

Guitar effects pedals pile on CraiyonSu questo sito potete trovare confronti tra digitale ed analogico sia nella sezione di Alta Fedeltà che in quella di Fotografia. Di recente mi sono trovato a confrontarmi con questo tipo di dilemma anche per quel che riguarda la chitarra. Il digitale, l’informatica, imperversa in tutti i campi, ovviamente. Anche nelle automobili (altra sezione di questo sito), dove ora tra le caratteristiche da pubblicizzare contano più le dimensioni dello schermo che il tipo di sospensioni (e poi usare quello del cellulare è proibito). Generalmente il digitale dovrebbe semplificarci le cose, venire in nostro aiuto, consentirci di fare cose che prima non potevamo fare. Una volta era impossibile che qualcuno ci telefonasse mentre eravamo in giro. Sicuro che oggi è più bello ricevere telefonate di lavoro, o peggio, di marketing aggressivo ovunque noi siamo? Certo, è bello poter chiamare in caso di emergenza, a volte è vitale. Ma in generale, senza disturbare i casi in cui salva la vita, il digitale ci mette fretta, ci sommerge di scelte e finisce per farci usufruire di meno delle cose (vedi la scelta di un film o serie su una piattaforma di streaming). E con la chitarra?

Premetto: non sono uno di quelli che snobba il digitale perché suona peggio di un vero amplificatore a valvole con bei pedali analogici. Può anche darsi ma non è questo il mio punto. Il mio punto è che quello che bisogna fare per ottenere un buon suono da un sistema digitale a me non va per niente di farlo. Preferisco i contro di un sistema analogico (connessioni, ingombro, peso) piuttosto che i pro di un sistema digitale (compattezza, uniformità sonora, immediatezza). Io non ho alcuna voglia di imparare e utilizzare un sistema computerizzato, semplicemente perché l’informatica è il mio lavoro. Anche se questo dovrebbe rendermi molto più accessibile il passaggio al digitale, invece la cosa mi mette di pessimo umore, proprio perché mi sembra di continuare a lavorare durante il mio tempo libero. Non lo sopporto…

Quando ho ripreso a suonare in una band anni fa non avevo effetti per chitarra. La chitarra elettrica non la usavo quasi mai. Avevo avuto un distorsore Boss in gioventù, poi sostituito da un multieffetti digitale Zoom, che alla fine aveva stirato le zampe ma ricordo che usavo solo un paio dei preset forniti. Mi misi alla ricerca e mi imbattei nel software Amplitube della italiana IK Multimedia. Teoricamente avrei pututo connettere la chitarra ad un iPhone e usare simulazioni di effetti e amplificatori. Finii per acquistare uno Zoom Multistomp, se non altro per provare alcuni dei numerosi effetti presenti per capire un po’ come funzionano. Ero a digiuno totale di queste cose. Poi acquistai un paio di buoni effetti a pedale analogici e piano piano cominciai a farmi una cultura.

Line 6 HX Stomp Multi-Effects Processor Pedal | zZounds

Con me il pur ottimo Line 6 HX Stomp è durato una settimana…

Arrivai ad avere una pedaliera con una decina di effetti, quasi una decina di kg di peso. Portarmela dietro ogni settimana per le prove, con 4-5 kg di chitarra in custodia non era bello. Figuriamoci nei seppur rari eventi dal vivo che bello caricarsi pure il valvolare da 20 kg! Quella dei pedali era diventata quasi un passione e, dopo un periodo in cui compravo solo quelli che usavo, finii per accumularne un po’. Ero oltre i 1000 euro di pedali! Un po’ disgustato con me stesso (non me ne voglia chi ne ha ben di più, ma per me è così), decisi di fare il grande passo al digitale e vendere quasi tutto! Ah! Finalmente un po’ di modernità e vita semplificata!

No.

Avevo acquistato un Line 6 HX Stomp usato. Altro che più semplice. Ripeto, non sono mai stato uno allergico alla tecnologia. Anzi. Ero quello che gli amici chiamavano quando avevano problemi col computer. Ho usato tutti i sistemi operativi, sono un fautore di Linux, dopo aver perso il lavoro da Geologo mi sono riciclato grazie alle capacità informatiche e ogni giorno, per lavoro, configuro software, programmo, capisco come funzionano certi tool informatici. Quando stacco non ce la faccio più, non posso continuare così anche per suonare la chitarra! Mi prende proprio male! Dopo una settimana ho venduto il Line 6 e ricomprato qualche pedale che avevo venduto. Ho deciso di limitarmi a una pedaliera piccola e se serve vado anche dritto al mixer grazie alle simulazioni di amplificatore di un piccolo effetto digitale. Il resto è analogico.

Intendiamoci, i moderni sistemi digitali suonano davvero bene, li usano sia i professionisti che le star. In un evento in cui la strumentazione è al top e si necessità di ridurre al minimo il volume sul palco, è una gran cosa avere tutti i propri suoni già pronti, memorizzati nel multieffetti, compresi gli amplificatori necessari, perfettamente modellati da software potentissimo. Porti il tuo suono ovunque, ti connetti al mixer e hai fatto. Ma non è sempre cos’ e non per tutti.

Primo, è vero che le unità moderne suonano da paura, ma devono essere amplificate per suonare. Se non si tratta di esercitarsi in cuffia o su un sistemino casalingo, o di registrare diretti al computer (lì sono fantastici: mettiti un po’ a microfonare un amplificatore a casa e a farlo suonare al volume a cui dà il meglio!), serve comunque una cassa attiva per ascoltarsi. E deve essere buona quando lo splendido multieffetti digitale che abbiamo comprato. Quindi, se non stiamo parlando di amplificatori ultra costosi e pesanti, di sistemi testata + cassa enormi, comincio a mettere in dubbio l’utlità di passare al digitale.

Alla fine se proprio devi essere digitale per andare dritto al mixer basta avere dei buoni overdrive e un tutto fare a seguire, simulazioni amp e IR compresi…

Capisco chi, immagino professionista, abbia in studio un Two Rock, un Marshall o Fender vintage, costoso e ingombrante. Lo modello e mi porto il suo suono in tasca, non mi spacco la schiena, non rischio di danneggiarlo o peggio portandomelo in giro. Non devo dannarmi a microfonarlo correttamente e posizionarlo come si deve. Una favola! Ma un povero mortale come me ha un ampli valvolare per i live (Bugera V22) e uno piccolo per casa (Bugera V5). Che faccio? Li modello per non portarmeli in giro? O uso i modelli di, che so, un Two Rock o un Dumble che non avrò mai? E una simulazione di un Dumble come fa a suonare come un Dumble se uso una cassa da quattro soldi? Magari ce ne vuole una molto costosa, non quanto un Dumble, non è possibile, ma magari quanto un buon Fender, superiore (dipende) a un Bugera. E sono punto d’accapo: comunque ho peso da portarmi dietro. Certo, se ho tutto pronto in sala prove basta che mi porto il mio multieffetti e la chitarra ed ho finito lì. Il problema è cosa trovo se vado in giro a suonare live nei locali. Quale sarebbe la differenza tra portarsi un combo di 20 kg più la pedaliera e un monitor di qualità più il multieffetti digitale?

E’ vero che oggi esistono sistemini tascabili che suonano da paura. Ma davvero arrivano a pareggiare con un buon ampli valvolare e pochi effetti a pedale di qualità? Come può un multieffetti anche serio e costoso emulare davvero un vero Tubescreamer, Klon o Blues Driver che spingono un buon valvolare, anche non troppo costoso? Si avvicinano e lo faranno sempre più. Ma alla fine è come con lo streaming audio o televisivo: hai a disposizione centinaia di effetti e decine di amplificatori. Che co devi fare? Nella realtà quanti ne usi? Io la massimo una decina di pedali e un amplificatore. Dei professionisti potrebbero usarne di più. E’ anche vero che se mi serve un certo effetto per un solo brano, invece che comprarmelo, col digitale lo seleziono solo quando serve. Ma basta pure avere un piccolo pedale multieffetti per quei casi e mantenere pedaliera e amplificatore reali.

Bela pedaliera avevo, ma stavo esagerando. Ho quasi dimezzato ma preferisco le manopole alle configurazioni digitali…

Quello che mi blocca veramente è che so, ed ho provato per esperienza diretta, che per far suonare come si deve un multieffetti digitale bisogna imparare a configurarlo bene. Questo è il mio vero scoglio. Ne sono perfettamente capace ma non ho alcuna voglia di mettermi a farlo nel mio tempo libero. Dopo il lavoro mi devo divertire. Meglio le manopole. Poi vuoi mettere, se ci scappa la jam, qualcuno suggerisce un brano al volo e mi serve un certo tipo di effetto: se sono analogico può darsi che in pedaliera non ce l’ho e mi adatto…. se sono digitale ce l’ho ma devo mettermi a smanettare per metterlo nella patch. Preferisco il primo caso. Sono d’accordo se la sala è piccola e tale che un amplificatore per chitarra in più aumenti solo il caos, quindi ok andare dritto al mixer con un multieffetti. Ma se non ho casse eccezionali hai voglia ad usare il miglior emulatore Dumble! Che senso ha allora? Specie se non sono un professionista?

Probabilmente il senso è il mercato. Con la tecnologia oggi a disposizione è impossibile non utilizzarla anche in questo campo, spingendo sempre più chitarristi a abbandonare pedaliere affollate, jack e cavetti, ronzii, amplificatori pesanti e ingombranti ed acquistare sistemi digitali che diventano vecchi presto e vanno aggiornati. Altro che un bel Fender anni 60 che ancora suona …e meglio di quelli odierni! Non è buono per gli affari!

Forse quella del digitale per la chitarra è una bolla che esploderà. Poi tutti di nuovo al vintage, come coi dischi in vinile. Ma costerà di più e chi non potrà permetterselo dovrà rimanere digitale… forse è meglio non vendere i pedali fondamentali!