Il Compact Disc sarebbe un formato in via di estinzione. Lo streaming è la modalità del momento, a pochi euro al mese abbiamo tutta la musica (o quasi) che possiamo immaginare. Basta connettere il computer o un telefonino a un buon Dac e la sorgente digitale è comoda e a buon mercato. Se abbiamo una buona collezione di CD l’ideale è estrarre le tracce su computer, catalogarle ed ascoltarle sempre grazie a un bion Dac (che alcuni amplificatori moderni hanno anche integrato). Quindi qual è il senso oggi di spendere soldi per un lettore CD? Per chi apprezza avere un supporto fisico il CD rimane una sorgente che può suonare davvero bene. I prezzi sono davvero molto bassi anche se in realtà i CD stanno tornando di moda e potrebbero aumentare. Ma c’è dell’altro…
Author: Pasquale Robustini
I still play vinyl – should I also play poly?
La sezione HiFi di questo sito si chiama I Still Play Vinyl. Ma i “vinili”, così come giradischi, bracci e testine, ormai hanno raggiunto prezzi così assurdi che la cosa è diventata poco conveniente. Forse dovrei aggiornare il titolo (o affiancarlo) con I Still Play Poly(carbonate).
Per un lungo periodo il Compact Disc, un formato ritenuto quasi morto, ha avuto un calo di vendite e di conseguenza di prezzi tale da far tornare i dischi ottici ad essere un buon affare! E ricordo bene di quando ci si lamentava del problema dei prezzi dei CD! Ora stanno tornando di moda e sicuramente i prezzi risaliranno.
Un anno con la Strato di AL Custom Guitars
Non avrei mai pensato di poter fare una spesa importante su una chitarra. Qualche anno fa non ero in grado di capire certe differenze, di percepire certe sfumature e dar loro importanza. Ma oggi, a circa un anno di distanza, posso dire senza dubbi che sono ultra soddisfatto! Non ho parole per descrivere la sensazione di completa armonia con lo strumento. Ho capito cosa si intende quando si dice che tra musicista (mi perdonino quelli veri) e strumento si stabilisce una connessione speciale. Anche se, a guardare la realtà dei fatti, la chitarra è di una qualità tale che meriterebbe ben altri chitarrisiti, l’acquisto ha comunque un senso (a prescindere da considerazioni economiche): è uno strumento che ti spinge a suonarlo, che ti richiama a sé e ti fa migliorare come chitarrista. Scusate se è poco!
Un anno con l’Alfa 159
Normalmente un’Alfa Romeo si sceglie con il cuore, non con la ragione. Questo tema veniva usato anche in una vecchia pubblicità Alfa Romeo. Infatti anche la mia scelta è stata puramente di cuore, se non per qualche punta di razionalità. In pratica la domanda è: perché acquistare un’auto così vecchia e per certi versi inquinante? Una prima mia risposta personale potrebbe essere: perché io cercavo un Alfa Romeo, non un’automobile in genere. Ci sono anche modelli più recenti tipo la Giulietta, ma si trovavano come minimo al doppio del prezzo. Quindi la scelta obbligata era un’Alfa 159.
La chitarra dei 60
Non so come sia potuto succedere ma anche io sono arrivato in un battibaleno a 60 anni. Fa impressione solo scriverlo qui. Una bella età, nel senso che gli anni non sono pochi e per certi versi si sente; per altri non mi sembra di averli davvero. Sarà che continuo a strimpellare allegramente? Penso di sì, anche per quello. E forse perché ancora alimento i sogni, il sale della vita. Fin da giovanissimo ho sempre sognato di avere una Fender Stratocaster. Come è accaduto per molti, il mio idolo chitarrista ne utilizzava una ed è così che ho conosciuto il celebre modello di chitarra elettrica nato in California negli anni 50. La prima Stratocaster che ho avuto è stata una imitazione piuttosto economica, regalatami a 15 anni dai miei genitori. È tuttora il regalo più bello che io abbia mai ricevuto. La prima chitarra non si scorda mai e, sebbene fosse ridotta male, costruita con materiali di bassa qualità, fatta eccezione per gli ottimi pick-up della Di Marzio, ne ho un ricordo affezionatissimo e maledico il giorno in cui l’ho data via.
Ma sarò in Grado di apprezzare le differenze tra varie testine fono?
Ovviamente il gioco di parole è voluto. Avevo già scritto un articolo usando lo stesso giochetto per il titolo, sull’onda dell’entusiasmo dopo l’acquisto di una Grado Prestige Blue 3 nuova. Ero contentissimo di essere tornato ad ascoltare dischi con una testina Grado, anche perché adoro la loro filosofia di fare business e la loro storia; le loro testine sono assemblate a mano ancora oggi un un laboratorio di Brooklyn usando strumenti anni 50-70 e attrezzi da orologiaio. La realtà è che sono arrivato a rivendere la Blue 3 perché tristemente il suo suono proprio non mi andava giù. L’avrò montata male? Ma la mia Shure M97HE suona benissimo. Qualcosa era cambiato nei miei gusti? Il mio ricordo di un bel suono Grado era legato all’uso del prestigioso stilo 8MZ da me poi stupidamente danneggiato? O forse non sono in Grado io di discernere?