La scelta di un lettore CD oggi

Il Compact Disc sarebbe un formato in via di estinzione. Lo streaming è la modalità del momento, a pochi euro al mese abbiamo tutta la musica (o quasi) che possiamo immaginare. Basta connettere il computer o un telefonino a un buon Dac e la sorgente digitale è comoda e a buon mercato. Se abbiamo una buona collezione di CD l’ideale è estrarre le tracce su computer, catalogarle ed ascoltarle sempre grazie a un bion Dac (che alcuni amplificatori moderni hanno anche integrato). Quindi qual è il senso oggi di spendere soldi per un lettore CD? Per chi apprezza avere un supporto fisico il CD rimane una sorgente che può suonare davvero bene. I prezzi sono davvero molto bassi anche se in realtà i CD stanno tornando di moda e potrebbero aumentare. Ma c’è dell’altro…

La sezione HiFi di questa questa pagina web si chiama I Still Play Vinyl e nell’introduzione di parla anche di come siamo stati imbrogliati quando ci hanno proposto il CD come sostituto dei dischi in vinile come pura mossa commerciale, spingendoci a sostituire i nostri amati 33 giri con i nuovi dischi ottici fantascientifici. Erano davvero così meglio? C’è molto da discutere su questo. Il formato digitale ha i suoi problemi ma figuriamoci quello analogico! Il punto è che agli inizi la tecnologia dei giradischi e dei preamplificatori fono era molto avanti, quella dei lettori CD era agli albori. Si poteva certamente apprezzare l’assenza di rumore di fondo, ma il suono poteva sembrare freddo e artificiale. Nel frattempo la tecnologia ha fatto enormi progressi, non c’è paragone tra cosa può fare un lettore CD moderno rispetto a quelli dei primi anni. Il punto oggi è che la registrazione e il mastering devono essere fatti bene. Se è così il disco suona bene da qualunque supporto, anche in streaming. Altrimenti non c’è impianto che possa farlo suonar bene, anzi, migliore è l’impianto, più mette in luce i difetti della registrazione.

Il fascino del vinile è innegabile ma da un punto di vista tecnico è anche innegabile che per produrlo le complicazioni sono infinitamente superiori a quelle della produzione di CD

Detto questo si potrebbe fare un lungo paragone tra l’incredibile salto a ostacoli che deve fare la musica quando viene registrata analogicamente e soprattutto masterizzata per essere incisa su vinile, più tutti gli ostacoli che deve superare il sistema di riproduzione di un disco in vinile per arrivare finalmente alle nostre orecchie. Se ci riflettiamo su, che il vinile suoni bene è un miracolo (eppure lo fa). Di contro, la semplicità della catena digitale è in confronto disarmante. Anche lo streaming ha i suoi problemi e volendolo inserire in una catena davvero HiFi bisogna capire come meglio configurare un computer dedicato o acquistare uno streamer di qualità. Il problema per me più grosso è la Loudness War. Da una ventina d’anni o più c’è una sorta di mania nel comprimere le tracce musicali. probabilmente si fa per far suonare meglio le cose su un telefonino con gli auricolari, la modalità di fruizione oggi più diffusa. Il risultato è che la dinamica (la differenza tra i volumi medi e quelli di picco) di un disco viene ridotta ai minimi termini e il volume viene alzato. Si ha l’impressione che la musica sia più presente, come sparata in faccia e a prima vista può piacere o dare l’impressione che suoni meglio. Ma in realtà si perde molto della qualità sonora potenziale. Il punto è proprio che chi ci tiene più a queste cose?

Da anni la musica viene compressa indiscriminatamente, vendendocela in album rimasterizzati ben peggiori dell’originale – e nei servizi di streaming sono queste rimasterizzaizoni che ci vengono propinate

Siamo pochi boomers rimasti a dare valore ad una buona riproduzione musicale. Quindi lo streaming contiene un volume elevatissimo di tracce rimasterizzate in tal senso. Se le confronto con un vecchio ninile dell’epoca vengono umiliate vergognosamente e la differenza è proprio il range dinamico. E considerate che per via dello spessore delle pareti del solco che limita quanto profondamente si può incidere un segnale, quindi ne limita la dinamica. La dinamica di misura in decibel di differenza tra i picchi e i valori medi. Un vinile può arrivare anche a 12, 14 dB sui 70+ teorici. Mentre nel CD la dinamica teorica disponibile arriva a 90 dB, un valore che ci farebbe cominciare a tapparci le orecchie. Ebbene oggi un CD o un file in streaming può avere anche un DR7 o 8 (DR = Dynamic Range). Quindi se io voglio riprodurre la musica al meglio nel mio impianto HiFi per cui ho speso soldi, tempo per la scelta dei componenti e per l’upgrade negli anni, compro una fantastico Dac, ci attacco il computer per ascoltare la musica ad altissima risoluzione (superiore a quella del CD), ma …con la dinamica compressa?!

Lo streaming online può essere una valida opzione HiFi se si tratta di un servizio che offre almeno la qualità dei 44100 Hz a 16 bit (quella del CD – che è il minimo sindacale per considerarla HiFi ma andare oltre a volte è praticamente inutile). Ma va fruita con impianto HiFi, da computer connesso a buon DAC o da streamer, altrimenti il gioco non vale la candela

Io un servizio di streaming lo uso comunque, a volte è bello poter ascoltare qualunque cosa, è facilissimo oggi scoprire musica nuova, non c’è paragone col passato. E mi paice ascoltarla al meglio anche quando è streaming. Ho scelto Tidal perché al tempo era l’unico ad offrire la risoluzione a livello CD nel prezzo base; poi è quello che paga un po’ meglio gli artisti per stream, del resto era stato fondato da artisti. Oggi offre anche risoluzioni più elevate del CD ma non è facile captare la differenza (anche perché spesso non c’è, si tratta di ricampionamenti di registrazioni originali fatte comunque con la risoluzione del CD e se l’informazione non c’è non la puoi aggiungere). Normalmente, se davvero mi piace un album poi me lo compro, verificando quale sia la copia migliore cercando informazioni in rete e se si tratta di un CD verifico prima il suo DR, che non sia una copia rimasterizzata con la compressione così in voga oggi.

Il Rega Apollo CD MK1 (2004-2011) è ancora oggi un prodotto valido. Rega ha cominciato ad utilizzare meccaniche Sanyo sin da quando Philips ha smesso di produrre quelle che usavano prima. Sono ancor oggi perfettamente riparabili

E da un po’ di tempo, succede sempre più che scelga il formato CD semplicemente perché il prezzo del disco in vinile non ha alcun senso, mentre quello ottico costa una piccola frazione – non c’è partita. Allora perché non ascoltarlo solo in streaming? Perché al momento il mio streaming funziona con computer connesso a Dac. Lavoro al computer tutto il giorno e quando ascolto musica nel tempo libero non ho voglia di configrare computer per l’ascolto (si, non è un computer dedicato sol oa questo ed ogni volta c’è un problema che mi fa sembrare che sto ancora lavorando). Uno stramer? I costi sono spropositati visto che il computer farebbe meglio quello che fanno loro. E’ vero che esistono delle occasioni nell’usato recente, tipo Cocktali Audio, che dovrebebro essere semplici da usare e mentre scrivo comincio a chiedermi anche io perché sto pensando di spendere soldi per un lettore CD!

Ma sono un boomer (più o meno) e sono legato un po’ al rito del supporto fisico. Lo streaming ci mette fretta un po’ come qualunque cosa digitale. L’enorme scelta disorienta e dopo un po’ finisce che non scegliamo proprio niente e spegnamo tutto (a chi non è mai successo scegliendo qualcosa da guardare in TV?). E se qualcosa scegliamo, la stessa enorme (e utilie) disponibilità ci spinge a muoverci su altro, stimolando una fruizione superficiale. Il Long Playing (LP) di una volta era pensato come un’opera d’arte unica, da fruire nella sua interezza. e lo facevamo. Quando finalmente ottenevamo il disco tanto desiderato lo consumavamo di ascolti dall’inizio alla fine. Quello c’era e quello ascoltavamo, ripetutamente. Non ne avevamo un milione di altri tra cui scegliere. E approfondivamo la conoscenza ad ogni ascolto. Oggi i giovani usano la funzionalità di skip continuamente, dopo pochi minuti, via, si passa appresso. Infatti i giovani non sono capaci di mantenere a lungo l’attenzione, anche vedere un film per intero è diventato problematico, e noi pure ne stiamo perdendo la capacità. I Still Play Vinyl anche per questo motivo. Per riscoprire la lentezza, la calma dell’immersione profonda nella fruizione di un’opera artistica musicale. E visto che è diventato costoso, posso farlo anche se I still Play Poly (i dischi ottici compatti sono fatti di policarbonato, un tipo di plastica). La funzione skip è anche lì, ma è limitata ad un album, non a un database con tutta musica modiale!

In più c’è anche il fatto che con questa moda degli abbonamenti non possediamo più nulla. Se va via internet non possiamo più suonare musica, se non paghiamo l’abbonamento passiamo dall’avere tutto al non avere nulla, sembra un ricatto. Detto ciò, probabilmente, come al solito, la verità sta nel mezzo, nell’equilibrio. Possiamo continuare a usare consapevolmente lo streaming, e mantenere le nostre collezioni di supporti fisici, alimentandole grazie a ciò che scopriamo con lo streaming, anche comodo per continuare a sentire musica ovunque siamo.

Il Cambridge Audio D500SE era nel 2000 un lettore degno di nota per impianti di livello medio. Io lo uso solo come meccanica di lettura, connesso a Dac esterno, ma il livello del mio impianto merita di più

Quindi, passando ad un argomento più tecnico, cosa scegliere? Al momento ho un vecchio lettore Cambridge Audio del 2000, che ai suoi tempi era anche notevole, ma l’ho acquistato per 50 euro perché non funzionava l’uscita audio. Lo uso connesso a un Dac esterno e non va niente male. Ma non è all’altezza del mio impianto. Quindi se voglio tornare a ascoltare i miei vecchi CD e soprattutto ad acquistarne nuovi approfittando dei prezzi ridicoli (finché reggono), potrei cercare un degno lettore blasonato per il mio impianto. Come spesso ho fatto mi sono rivolto alla mia rivista HiFi preferita, TNT-Audio. Il direttore, come sempre disponibile e competente, preferisce a questi livelli una soluzione integrata, con CD dedicato. Mi ha sconsigliato di seguire il mio sogno mai realizzato di avere un Meridian per via dell’età avanzata e il rischio di ritrovarsi meccaniche “andate” e costi di riparazione ulteriori. Ma io nel frattempo mi ero lasciato attrarre da un buon prezzo per un Meridian 506.20 che mi volevo regalare per lo scorso Natale. Il mio entusiasmo all’arrivo è stato rapidamente bruciato dato che l’unità non leggeva i dischi. Eppure me lo avevano detto! Restituito il lettore al propretario e ricevuto il rimborso mi sono messo a ragionare su altro…

Auto-regalo del Natale 2025: un bel Meridian 506.20 dei miei sogni che ho dovuto purtroppo restituire perché la meccanica non leggeva più i dischi e si bloccava

Col mio budget si può scegliere qualcosa di interesante nell’usato abbastanza recente di altri marchi notevoli quali Naim, Rega o Cyrus. Anche Rotel e Musical Fidelity offrono qualcosa di buono. Ho un ottimo amplificatore Naim Nait XS e non disdegnerei di accoppiargli un lettore di Salisbury. Ma non è detto che anche un Rega o Cyrus possano fare al caso mio.

Mi sono così messo alla ricerca e ci sono un po’ di cosa da considerare. Primo, sborsare cifre importanti per un lettore CD oggi non è proprio un’ottima idea. Sono pochi i produttori che ancora offrono lettori CD, anche di marchi blasonati, e spesso costano anche un bel po’. Ma probabilmente non investono più come una volta in ricerca e in componenti da terze parti (anche perché la disponibilità è minore che in passato). Oggi la prestigiosissima Naim produce solo il CD 5si, che poco non costa ed è l’unico che riceve asistenza ufficiale. I precedenti lettori Naim, il CD 5i o 5i-2 ad esempio, montavano meccaniche Philips CDM12.1 con laser VM1201, non più in produzione. Esistono copie di terze parti compatibili che funzionano bene ma non è sempre così. Sul 5si hanno adottato una meccanica Sanyo FS-P101, ancora sul mercato, ma incompatibile con i lettori del passato. Anche Rega offre ottimi lettori oggi, il nuovo Apollo MK2 e il fratello maggiore Saturn MK3, quest’ultimo anche ben più caro del Naim (per non parlare del top della serie Isis). Rega usa in modo lungimirante meccaniche Sanyo da quando Philips ha smesso di produrre CDM12.1/VAM1201, quindi dal primo Apollo, che nel 2004 sostituiva il Planet. Il primo lettore CD di Rega, fece scalpore ed ebbe un grande successo, ma montava meccaniche Sony, come il mio Cambridge (KSS 213), non più in produzione e per cui non esistono copie di terze parti compatibili. Cyrus offre oggi un ottimo lettore CDi ed una versione commemorativa del quarantennale Cyrus, il CD40, ancora più costoso.

Il Naim CD5i e il successivo 5i-2 montano meccaniche Philips non più disponibili e quindi non più riparabili dalla casa madre; ma le normali assistenze tecniche non hanno problemi a utilizzare ricambi di terze parti – Naim oggi produce solo il CD 5si, con le diffuse meccaniche Sanyo

Mi piacerebbe trovare un modello di una di queste tre case di qualche anno fa, senza andare troppo indietro nel tempo per via dell’invecchiamento delle meccaniche e della reperibilità delle stesse. Allo stesso tempo devo restare in budget. Il primo lettore che si presterebbe sarebbe un Naim. Nell’usato si trovano i CD 5i o 5xs (modello superiore della stessa serie del mio Nait XS). Naim non offre più servizio su questi modelli ma l’assistenza italiana del distributore conferma che non hanno mai avuto problemi a ripararli con parti compatibili con le vecchie meccaniche Philips non più disponibili. Il CD 5i non ha uscite digitali (ma chi vorrebbe connetterlo a un Dac esterno a meno di non avere un più recente e costoso Dac Naim?). Il 5xs ha uscita digitale e può pure essere potenziato aggiungendo in un secondo momento un alimentatore Naim Flatcap o Hicap, migliorandone le prestazioni ulteriormente. Ovviamente è la soluzione tra le due più costosa.

Cyrus CD8SE + PSX: i lettori Cyrus (non il CD6) possono essere potenziati aggiungendo in un secondo momento un alimentatore esterno Cyrus PSX. I CD6 possono essere aggiornati a CD8, compresa la presa per questi alimentatori. Utilizzano meccanica Philips CDM 12.1, non più disponibile, ma per essi vale lo stesso discorso dei lettori Naim (disponibilità da terze parti)

Rega ha meno problemi di reperibilità parti di ricambio, sono stati furbi ad adottare meccaniche diverse al momento giusto. I due modelli di rango diverso qui sono l’Apollo e il Saturn. L’Apollo e il Saturn hanno versioni più recenti dette Apollo-R e Saturn-R (il primo caratteristicamente largo la metà di un componente HiFi standard). Le versioni R dovrebbero essere migliorate rispetto alle precedenti. Oggi siamo alle versione MK3 per Saturn e MK2 per Apollo. La caratteristica del lettori Rega è la carica dall’alto: nessun carrello, nessuno slot mangia CD, niente motori e parti in movimento, si solleva un coperchio e si posiziona il CD. Ci sono meno parti che possano rompersi ma bisogna posizionare il lettore in modo che ci sia spazio sopra per operare. Rega ebbe un gran successo quando a fine anni 90 mise sul mercato il Rega Planet, il suo primo CD, prodotto da una casa famosa per i suoi giradischi. Il prezzo popolare di 995 sterline era scelto apposta per farne il miglior lettore sotto le 1000 sterline. Anche l’Apollo che lo sostituì aveva lo stesso prezzo “popolare”. Nel tempo i prezzi si sono abbassati ma oggi un moderno Apollo MK2 costa attorno alle 700 sterline. Sta di fatto che il prezzo dei vecchi modelli era più una sfida di Rega, non rappresenta necessariamente il suo valore dal punto di vista audio, anche se i suoi rivali Naim e Cyrus costavano abbastanza di più. Quindi può essere una scelta furba dal punto di vista economico: prezzi più bassi ma prestazioni comunque elevate. E accoppiare lettori Rega ad amplificatori Naim è abbastanza tipico: entrambi prediligono il ritmo e il tempo (PRaT = Pace, Rhythm and Timing) e devono molta della loro fama a questo. Ma si dice che i Rega offrano una presentazione più “analogica”, con un palcoscenico più ampio senza togliere troppo al ritmo e alla precisione.

Rotel produce attualmente il CD14 e il fratello maggiore CD1572, entrambi alla versione MK2. Si trovano buone occasioni per l’usato e sono ottime macchine ma inferiori ai vari Naim, Rega e Cyrus di cui sopra

Cyrus qualche anno fa offriva il CD6 ed il CD8, successivamente migliorati con le versioni S, SE e SE2 in cui hanno aggiunto dei meccanismi servo che migliorano la correzione dei dati in lettura. Il CD8 può essere migliorato con alimentazione esterna PSX, un po’ come i Naim, il CD6 no, ed infatti costa meno. Va dett oche Cyrus può portare su richiesta il CD6 alle specifiche del CD8 compresa la possibilità di alimentazione esterna. Non mi dispiacerebbe una coppia Cyrus CD8 + PSX. Sembra siano molto dettagliati e precisi, quindi forse nel mio caso Rega sarebbe meglio. Ma l’attuale Cyrus CDi è quotatissimo.

Marantz CD6007 e il superiore CD60 godono di ottime recensioni da tutta la stampa specializzata. Ma anche qui dubito siano confrontabili con i vecchi Naim, Rega e Cyrus…

Qualcosa di più recente è disponibile sotto altri marchi come Rotel ad esempio: il CD1572 gode di ottime recensioni. Le versioni più economiche CD14 e CD11 non sono male. Si parla molto bene (tanto da dare l’impressione che sia il più spinto dalla stampa) del Marantz CD6007 e della sua versione top, il CD60. Arcam, famosa negli anni 90 con il lettori della sua serie Alpha, è anch’essa tornata in ballo con un ottimo CD5 di cui leggo molto bene ma è presto per trovarne usati. Certo, la tranquillità sul funzionamento meccanico qui è totale, ma sono tutti una spanna sotto i lettori Naim, Rega e Cyrus di cui si parla, in particolare per l’impostazione moderna tendente al brillante. Lettori CD di alto lignaggio non troppo vecchi hanno un equilibrio tonale e delle prestazioni generali di fatto migliori.

Arcam è tornata a produrre lettori CD con questo ottimo CD5 Radia. Le recensioni sono molto positive ma il dubbio rimane in un eventuale confronto che i grandi CD del passato recente

Quindi che fare? Considerando che lettori CD dello stesso livello suonano davvero molto simili, per quanto si dica che il Naim è più reattivo e preciso, il Rega è più dinamico e coinvolgente, il Cyrus è più dettagliato e solido, il tutto si riduce a considerazioni di prezzo e possibilità di provare. Al momento vedo un Naim CD 5i-2 a 450 raggiungibile in auto o un Naim 5xs a 600 più spedizione; un Rega Apollo a 400 raggiungibile in auto o un Apollo-R a 400 più spedizione. Di Cyrus vedo un CD8 e un CD6s entrambi con laser nuovi e garantiti ma a 690 e 680 più sepdizione rispettivamente. Le versioni SE sono molto più costose per non parlare dei CDi usati! E siamo già fuori budget. Rega è il più abbordabile e, vista la mia esperienza precedente col Meridian difettoso, preferirei qualcosa che posso andare a provare e portare io a casa. Quindi rimangono il Naim CD 5i-2 e il Rega Apollo MK1, che vincerebbe per il prezzo più basso e una maggiore facilità di riparazione delle meccaniche Sanyo anziché Philips…

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Aggiornamento: ecco a voi il mio “nuovo” Rega Apollo CD Player del 2006