Mono, stereo or multichannel

SD8_Silver-6-1024x662The unstoppable advance of the technologies that “make our life better”… (?)
Since when I was a kid, I have been amazed by the magic of audio reproduction. I began singing when I was about 3 years old, at 10 I was gifted with a tape recorder and I started to experiment. Soon after, at the home of an uncle of mine, I listened to a stereo system for the first time and I was captured by the effect created by the two loudspeakers emitting different sounds.

As a naive kid, I thought that maybe, if each instrument was played by a different loudspeaker, the reproduction of a musical event would have been even more realistic. But it does not work like that. To cut it short, we have two ears, so two loudspeakers recreate at the best the live experience of a musical event.

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Mezzo secolo…

196450 anni.
Sono arrivati anche per me. Cifra tonda – Mezzo secolo dal 1964 (ottima annata). Quando si compie un’età con lo 0 finale si è spinti a fare un consuntivo, a tirare le somme. Provo a farlo anch’io. Non posso che essere soddisfatto del risultato (nonostante premesse poco incoraggianti)…

Spin the black circle!

spintheblackcircleCosì cantavano i Pearl Jam nel lontano 1994, nel loro album Vitalogy, il primo dei loro che ho comprato, ma in formato CD. Mentre il “black circle” è il disco nero, quello in vinile. Hanno scritto una canzone apposta per decantare le lodi del loro supporto musicale preferito. Beh, che dire, sono miei coetanei e sono cresciuti con i dischi in vinile, i 33 giri, i 45 giri, il mangiadischi, ecc. Tutto molto bello. Ma oggi? Ne vale ancora la pena? Sono in tanti a pensare di no, davvero molti. Eppure da qualche anno le vendite dei CD sono in calo costante; quelle degli LP crescono. Intendiamoci, non si parla di sorpasso, non accadrà mai. Ma c’è una possibilità: che il CD scompaia definitivamente distrutto dalla musica liquida, quella su file, l’LP no… 😉

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Musica: liquida o …solida? Questo è il problema!

Ho un dilemma (gli audiofili hanno sempre dubbi assillanti, problemi che li angosciano, dilemmi che tolgono il sonno e l’appetito…).
Il mio impianto HiFi ha più di 20 anni. Per la precisione parlo di diffusori e amplificatore. All’epoca era di tutto rispetto. Per capirci, spesi più di 1 milione a componente alla fine del 1991. La sorgente è molto più recente, un lettore CD/DVD dall’ottima qualità sonora e stupefacente qualità video. Euro 150 usato nel 2010…
Ora: escludendo l’ottimo giradischi Thorens, la sorgente è l’anello forse un po’ più debole della catena. Forse (ripeto) l’impianto meriterebbe un lettore più blasonato?
Ma al giorno d’oggi potrebbe essere più razionale puntare sulla cosiddetta musica liquida: estrarre le tracce dai miei CD su hard disk in un formato non compresso (lossless) e per il nuovo acquistare in rete file audio ad alta defiizione (Flac o simili). L’acquisto da fare sarebbe un opportuno convertitore digitale/analogico (DAC) con cui far suonare il mio MacBook in modo davvero HiFi. Ma ho davvero voglia di crearmi una libreria digitale di musica su hard disk e cominciare (come per le foto) a preoccuprami dei backup, della sicurezza dei dati digitali che possono svanire per un qualunque guasto?

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Automobili, pregiudizi ed esterofilia

Il mondo è pieno di appassionati di automobili, ma anche di chi le odia; a questi ultimi non si può dar proprio torto. L’automobile è diventato il simbolo dell’economia capitalistica. Gli Stati sovvenzionano le compagnie automobilistiche in difficoltà, quindi soldi pubblici, di chi paga le tasse, vanno ad aiutare aziende di questo tipo ma altre no. Il giro di interessi attorno alle automobili è gigantesco. Che inquinino le città e causino morti a migliaia all’anno in ogni paese non importa: dell’automobile c’è bisogno e tutti ce l’hanno e, per di più, molti la usano come status symbol. Siamo bombardati da pubblicità di automobili più che di altri prodotti. E la pubblicità è pensata per far nascere in noi il bisogno di avere qualcosa che prima non avevamo. Le case produttrici cercano ancora disperatamente di venderci l’ultimo modello facendoci credere che non possiamo farne a meno. Anche quella delle varie specifiche anti inquinamento Euro 4, 5, 6, ecc.  è una manovra per spingere il prodotto nuovo. Eppure molti ne sono appassionati. Anche io, ma con la giusta dose di buon senso…

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Io e Roma

Dopo 7 anni a vivere fuori, lontano (anche se non troppo) dalla mia città, nel corso del 2012 ero tornato ad essere “cittadino romano”. Ma sono andato via di nuovo già all’inizio del 2014, costretto, si, da precarietà lavorativa e spese esorbitanti, ma anche da caos, sporcizia, inquinamento. In una parola: degrado. Questo degrado l’ho visto crescere, peggiorare di anno in anno. Negli ultimi tempi avevo assistito allo scempio da pendolare. Dopo il lavoro me ne tornavo nelle campagne a nord della città e mi rilassavo, mi ricaricavo.
Quando ero andato via dalla città, abitavo in periferia. Erano più di 20 anni che non vivevo in una zona centrale. Prima avevo abitato, vivendo con i miei, in tre angoli diversi del quartiere Tuscolano. Il ritorno recente era avvenuto nel quartiere della Vittoria, nome emblematico visto che un passo del genere poteva solo essere nei miei sogni anche meno di 10 anni fa.