Adventures of a “Papalfa”

I had a dream. It was night and the headlights of a car illuminated a gate of a country house. It was as if I was looking at them sideways at their height, as if I were a child. I felt that feeling of security and warmth of going home with your family, a very positive feeling that was imprinted on me with that same image of the dream. The car headlights were round and chrome. There were four of them. In the middle was a V-shaped grille with a round logo on the top that always reminded me of a time when life was different, it had another, more natural rhythm. A time when when you were traveling or simply taking a ride you were untraceable and to call someone you had to look for a pay phone. It was also the most glorious period of the brand of that logo and I associate it with my childhood and a pre-digital period, with more human rhythms. It was the Alfa Romeo logo on a front panel typical of those years: Oo=V=oO.

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Italia, Land of Quattro…

quattroQuesta pubblicità, bellissima per carità, mi fa un po’ ridere.

È la pubblicità dell’Audi, noto produttore tedesco di ottime nonché costosissime auto. Utilizza panorami mozzafiato dell’Italia per pubblicizzare i suoi modelli a trazione integrale; ci sta: è la campagna pubblicitaria per il nostro paese. Ma già mi fa sorridere come abbiano utilizzato la parola italiana “quattro” per indicare i modelli a 4 ruote motrici; poi, dire in inglese che l’Italia è la terra ideale per la loro trazione integrale… Mi sembra troppo!

Vediamo di fare un po’ di ordine…

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Automobili, pregiudizi ed esterofilia

Il mondo è pieno di appassionati di automobili, ma anche di chi le odia; a questi ultimi non si può dar proprio torto. L’automobile è diventato il simbolo dell’economia capitalistica. Gli Stati sovvenzionano le compagnie automobilistiche in difficoltà, quindi soldi pubblici, di chi paga le tasse, vanno ad aiutare aziende di questo tipo ma altre no. Il giro di interessi attorno alle automobili è gigantesco. Che inquinino le città e causino morti a migliaia all’anno in ogni paese non importa: dell’automobile c’è bisogno e tutti ce l’hanno e, per di più, molti la usano come status symbol. Siamo bombardati da pubblicità di automobili più che di altri prodotti. E la pubblicità è pensata per far nascere in noi il bisogno di avere qualcosa che prima non avevamo. Le case produttrici cercano ancora disperatamente di venderci l’ultimo modello facendoci credere che non possiamo farne a meno. Anche quella delle varie specifiche anti inquinamento Euro 4, 5, 6, ecc.  è una manovra per spingere il prodotto nuovo. Eppure molti ne sono appassionati. Anche io, ma con la giusta dose di buon senso…

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