Born to play guitar

“Ah sì? A che scopo? La domanda magica è “a che scopo?” L’arte è lo scopo finale. Salva le nostre anime e ci fa vivere felici. Ci aiuta a esprimere noi stessi e essere felici senza l’aiuto di alcol e droghe. In risposta a una domanda così pragmatica, dobbiamo essere forti.”Solo per il divertimento. Mi spiace divertirmi senza di te”
Young-ha Kim

borntoplayastratLasciatemi usare il titolo di un recente album del grande Buddy Guy, è troppo calzante, non posso resistere! Di solito davanti a un padre di famiglia della mia età che suona la chitarra in un gruppo, molti storcono il naso, sembra una cosa adolescenziale, che poco si adatta a chi ormai è adulto. In realtà succede perché a tutti noi che non facciamo dell’arte un lavoro è stato insegnato di soffocare il naturale istinto a fare arte che abbiamo innato sin da bambini. Se qualcuno da adulto si permette di tenerlo sveglio in qualche modo, scattano le reazioni negative. Diciamo che è normale. Ma diciamo pure che non è mai troppo tardi, come dice lo scrittore coreano Young-ha Kim, sarebbe urgente ritrovare il nostro bambino soffocato e lasciarlo esprimere. E’ salutare, ne va del nostro corretto equilibrio mentale. Ed è proprio per questo che lo faccio. Sono nato per suonare la chitarra!

E sono nato con la Musica (non mi sto vantando, in realtà mi sto prendendo in giro da solo). Era il 1964, i Rolling Stones avevano da poco pubblicato il loro primo album, i Beatles facevano uscire il loro secondo e terzo disco, Bob Dylan cantava che “i tempi stavano cambiando”, l’omonimo album era “uscito” due giorni …prima di me. Il mio ricordo più lontano è proprio legato alla musica. Ho questa immagine di me che aiuto uno zio a mettere dischi su una fonovaligia bianca mentre gli adulti ballavano. Mi dicono che era il carnevale del ’66, quindi io dovevo avere un anno e mezzo…

Non ho mai avuto una spiccata sensibilità artistica (ed da tempo cerco di rimediare lavorando su questa mia “atrofia” frequentando di tanto in tanto mostre e musei), ma la Musica non è mai stata un problema. E’ l’unica forma d’arte che da sempre, in modo del tutto naturale, mi ha impregnato l’essere, mi ha preso da dentro, toccando nervi ben scoperti. Possiamo parlare di qualunque argomento, in qualunque campo; io non avrò mai posizioni preconcette, sarò sempre aperto alla discussione, cercherò sempre di essere moderato. Con la Musica no. Qui ho i paraocchi. Non sopporto di ascoltare Musica che non mi piaccia (badate bene, “che non mi piaccia”: riconosco senza problemi le capacità artistiche e le doti musicali, ma se il prodotto non mi piace non lo sopporto e lo dico chiaramente). Davvero, è musica-shalotl’unico campo in cui faccio così, ascoltare Musica a me non gradita mi innervosisce, mi rende intrattabile. Non lo sopporto. Credo che sia dovuto al fatto che la Musica riesce ad arrivare nel profondo del mio essere, influendo sul mio stato d’animo, comunicandomi il messaggio dell’artista direttamente. Cosa per me molto difficile da ottenere con altre forme d’arte, almeno fino a qualche tempo fa.

Fin da piccolissimo (ancora non andavo a scuola) cantavo ripetendo a memoria le canzoni ascoltate alla radio, mimando con la voce anche le parti strumentali. Parecchio dopo, verso gli undici anni, scoprii il mio strumento, la chitarra, grazie a mia sorella, più giovane di me di due anni. Non ho mai studiato (anzi, lo faccio più oggi che da giovane). Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto grazie ai suggerimenti di chi era più avanti di me e grazie a quel poco di musica che si studia nella scuola. Non ho mai imparato a leggere e scrivere un pentagramma in tempo reale, ma so come funziona. Non ho un metodo, quello che so fare, poco o tento che sia, mi è venuto di istinto, senza consapevolezza, non so spiegare come. Cosa che non mi succede in nessun’altra attività.

Qualche anno dopo aver scoperto la chitarra scoprii la stereofonia e l’Alta Fedeltà e capii che per me era anche molto importante poter ascoltare la Musica nel migliore dei modi. Insomma, quando se si parla di arte per me si tratta di Musica. Non la scrivo e non la leggo, ma mi piace ascoltarla e suonarla. La cosa migliore che ho fatto negli ultimi anni è riprendere a farlo sul serio. Mi fa bene e già quasto basta e avanza…

 

 

 

musica-LedZeppelinChicago75_2Cosa ascolto? Amo moltissimo il Rock anni 60/70, un classico ormai, creato dai Rolling Stones a partire dal Blues, di cui i Led Zeppelin rimangono i massimi interpreti – insuperati. Mi piacciono molto anche i Pink Floyd, che più che rock sarebbero un rock-pop psichedelico, anche se c’è molto Blues in ciò che David Gilmour fa; è uno dei chitarristi che mi ispira di più, fermi restando gli assi Eric Clapton, Jimi Hendrix e Jimmy Page, autori del revival britannico del Blues. Ammiro molto Eric Clapton anche come persona, che assieme a Gilmour, è ciò che rappresenta il mio ideale di chitarrista di quel periodo: davidgilmoursono oggi delle persone “normali”, non delle rockstar viziate e non fanno della velocità mozzafiato lo scopo dei loro assoli. Le band più recenti che ricalcano secondo me gli schemi del grande rock anni 70 le apprezzo moltissimo. Tra questi ho sempre preferito di gran lunga i miei coetanei Pearl Jam. Anche se vanno genericamente sotto il nome di Grunge, io credo che siano soltanto una moderna reinterpretazione, molto ben EricClapton-OfficialStore-desktop

riuscita, del Rock originale. Che poi non abbiano fatto da colonna sonora ad una rivoluzione culturale è un altro discorso…
Apprezzo il Jazz ma non ne sono un intenditore e la chitarra Jazz non mi dà le emozioni di quella Blues/Rock. Ultimamente, da quando ho ripreso a suonare la chitarra in un gruppo, sono stato attratto fortemente, direi quasi ovviamente, dal Blues, da cui tutto nasce. Ho una particolare ammirazione per un grande chitarrista della mia generazione, Warren Haynes e i suoi splendidi Gov’t Mule, i miei preferiti tra gli attivi oggi. Ho poi scoperto anche dei “giovani” bluesmen americani che apprezzo moltissimo, quali Joe Bonamassa e John Mayer, a cui sono particolarmente grato per mantenere vivo un certo modo di suonare la chitarra.

Da Robert Johnson è probabilmente iniziato tutto. T-Bone Walker ha posto le fondamenta della chitarra solista Blues e i 3 Re del Blues, BB King, Alfred King e Freddie King la resero grande ispirandosi a lui. Attraverso Chuck Berry e Buddy Guy all’inizio, gli interpreti britannici dei 3 King, Peter Green (BB), Mick Taylor (Alfred) ed Eric Clapton (Freddie) fecero rivivere al Blues una nuova vita negli anni 60, mentre i Rolling Stones, Jimi Hendrix e i Led Zeppelin creavano il Rock da quelle basi. Jeff Beck e Rory Gallagher ne sperimentavano i limiti.
Nel frattempo Duane Allman fondava gli Allman Brothers Band e il Blues tornò indietro di diritto dal Regno Unito agli Stati Uniti, specialmente nel sud con i Lynyrd Skynyrd. Ispirato da tutti questi grandi chitarristi, il gigantesco Stevie Ray Vaughan manteneva il Blues vivo negli anni 80 con il contributo di un grande Gary Moore, mentre Bruce Springsteen e gli U2 erano forse gli unici a suonare vero Rock.
Il Grunge degli anni 90, con Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden ed Alice in Chains, continuò alla fine a suonare una specie di Classic Rock. Warren Haynes ed i Gov’t Mule continuarono a fare Blues a pieno diritto. E proseguono anche negli anni 2000, assieme a gente del calibro di Joe Bonamassa, solo o con i Black Country Communion, Eric Gales, Kenny Wayne Shepard, Jack Black e Philip Sayce, con il contributo di alcuni lavori di John Mayer, che ha comunque anche un’anima Pop.

Fa una certa impressione pensare che se non ci fosse stata la schiavitù negli Stati Uniti, oggi non avremmo avuto tutta questa Musica, che deriva dai tristi canti dei lavoratori neri nei campi di cotone americani. Blues, Jazz, Rock, hanno tutti le origini in Africa, come del resto lo stesso genere umano.