Effetti a pedale

La filosofia base della mia pedaliera è di utilizzare il minimo indispensabile ma della massima qualità possibile – fermo restando che spendere cifre assurde per un semplice pedale per chitarra è fuori da qualunque mia comprensione: mi sfugge totalmente il motivo per cui spendere migliaia (ma anche centinaia) di euro per un pedale overdrive, che alla fine è un semplicissimo circuito replicabile da chiunque abbia un po’ di dimestichezza col saldatore. Penso al caso del Klon Centaur, di cui esistono pochi esemplari originali a costi inverosimili ed una miriade di ottimi cloni (il gioco di parole si presta benissimo) perfettamente adatti a fare quello che fa l’originale ad un prezzo enormemente più basso. Sicuramente la ragione principale è che chi può investe su un oggetto raro che aumenterà di valore.

A me comune mortale che suono in un gruppo cover serve versatilità, quindi oltre a diversi overdrive ho bisogno di qualche effetto di modulazione come phaser e delay. Trattandosi di rock/blues l’overdrive di qualità è fondamentale. Ma deve essere un overdrive che funzioni bene su un canale clean piuttosto cristallino, quale quello del mio Bugera V22. Alla base del mio suono c’è quindi un Fulltone OCD 1.7 coadiuvato da un Nobels ODR-1 BC per i gain più elevati. Per i suoni più distorti ricorro sempre più raramente a un CAE/MXR MC402, praticamente un fuzz a cui è associato un boost lineare che posiziono prima degli overdrive. Quindi il crunch base me lo dà l’OCD a bassi gain, mentre la spinta è data dal Nobels per gain medi con l’aiuto, all’occorrenza, del boost pulito incluso nel pedale CAE/MXR. Chiude la catena l’ottimo Xotic Super Sweet ad abbellire il suono e migliorare il segnale di uscita:

Tuner > Phaser > Fuzz > Clean Boost > OCD > Nobles > Delay > Xotic SS

ipotesi futura:

Tuner > Phaser > Xotic RC Booster > Nobles > OCD > Delay > Xotic SS

Sto valutando il lavoro in tandem di Nobels ODR-1 e Fulltone OCD, Non so se il primo potrà aiutarmi a fare un lavoro da Tube Screamer perché è ben più corposo come suono. L’arrivo del booster più moderno, lo Xotic Super Sweet (basato sullo stesso processore JCR4558 del TS9 ma è più trasparente) ha favorito l’uscita di scena del compressore e rimane sempre acceso. Vedremo – Adesso un po’ di storia…

Quando, in età ormai “avanzata”, ho ripreso a suonare la chitarra attivamente in un gruppo, sapevo poco o nulla sugli effetti a pedale. Da ragazzo avevo solo un distorsore, il Boss Heavy Metal HM-1. Molto più avanti optai per un multieffetti digitale della Zoom. Poi il nulla per anni. Anche dopo i miei nuovi inizi, presi un multieffetti Zoom, l’ottimo Multistomp. C’è da ammettere che fa un lavoro egregio, è molto consigliato, specie per chi, come me, non lavora da professionista, tantomeno in studio. Al mio livello non servirebbe niente di più. Ma…

Fulltone OCD v. 1.7

Qualcuno mi fece sentire due pedali che mi hanno poi costretto a cambiare impostazione: l’overdrive/boost CAE/MXR MC-402 e soprattutto il famoso Fulltone OCD. Potrebbero sembrare due pedali che in parte si equivalgono (2 overdrive), con l’OCD che è forse il più raffinato dei due. Una tiepida notte di primavera, insonne davanti allo schermo del computer, navigai su eBay e trovai un OCD usato a prezzo invitante. “Sì, lo voglio! Deve essere mio!” pensai tra i fumi dell’alcol… In totale segreto cliccai su “compralo subito” e ne attesi l’arrivo dagli USA. Nessuno lo seppe mai…. 😉

Le sonorità che mi piacciono sono quelle blues-rock, tipo amplificatore a valvole al limite della saturazione, da mandare oltre quando serve per assoli o altro. Ma un amplificatore a valvole all’inizio non l’avevo. Quindi basavo il mio suono sul CAE/MXR col gain a ore 9 (a zero non suona) e l’OCD pensava a distorsioni più corpose.

Il temibile Fulltone “Obsessive Compulsive Drive” (OCD): quando l’hai provato non ne puoi più fare a meno, diventa un’ossessione compulsiva…

Ma dell’OCD mi piace il modo in cui suona con livelli di gain medio/bassi: risponde benissimo alla dinamica della mano destra e al volume della chitarra, pulendo il segnale fino a diventare quasi “clean” quando si abbassa il volume della chitarra (troppo trascurato dai più) o quando si pizzicano più delicatamente le corde; alzando il volume o aumentando la dinamica delle plettrate, il suono si distorce progressivamente, mimando molto bene il comportamento di un amplificatore a valvole che va in saturazione.

Dal numero di serie elevato e dalla scritta 1/15, presumibilmente la data “gennaio 2015”, dovrei avere un OCD v. 1.7, che acquistai usato nel 2016 dagli USA


“Not an inside joke, just whenever I make a change to the PCB, whether it be a word because of a Trademark change, a new logo, etc It received a ‘revision’;
I don’t think there’s a much difference between a 1.4 and a 1.7, but I’m sure I could get someone on the internet to argue with me ;)😉
1.7, the final revision for the OCD, have larger very large 100uf or 47uf filter caps in the power supply, which theoretically could Bass up/warm up the sound a bit. Theoretically that is. Practically, ehhh, maybe.”

Mike Fuller


 

Si discute molto sulle differenze tra le varie versioni OCD 1.x. Gli OCD v. 1.1 – 1.3 sono i più quotati nell’usato. Anche la versione 1.4 lo è, ma c’è consenso generale (a parte il costruttore stesso che dice che non c’è differenza) che le successive abbiano un suono più aperto e un minore avvallamento della risposta sui medi (in particolare la più recente 1.7 come il mio OCD), ragione per cui le versioni precedenti vengono spesso boostate con Tubescreamer o simili.

Se si possiede un ampli a valvole di qualità, l’ideale sarebbe usare il suo canale distorto al limite della saturazione, ed utilizzare un overdrive (OCD o altri) per “boostare” il segnale ed aumentare la distorsione quando serve – è il motivo per cui sono stati originariamente progettati i pedali overdrive, a partire dall’Ibanez Tube Screamer.

Per un periodo ho usato un Tubescreamer per boostare l’OCD nei soli per compensare la supposta carenza di frequenze medie, necessarie per uscire dal mix, anche se nel mio caso sembra che il problema sia di minore entità, essendone l’OCD 1.7 meno povero. Comunque consigliarono di abbinargli un Tube Screamer o simili e io presi dapprima l’ottimo clone Electro Harmonix East River Drive, che è il clone del TS808 realizzato con componentistica suggerita dal più famoso “modder” di Tube Screamer e altro, l’ottimo Mike “Analogman” Piera. Quest’ultimo mi aveva consigliato gentilmente per email un pedale Ibanez vero, perché costruito come un carro armato e quindi eterno, nonché modificabile tranquillamente se un giorno avessi voluto. Così dopo un po’ ho venduto l’ERD ed ho acquistato un Ibanez TS9 reissue degli anni 2000. Non c’è che dire, la costruzione è solidissima, un po’ bruttino per i miei gusti ma un classico che volevo avere in pedaliera. Mi sono praticamente tolto uno sfizio perché in realtà non fa assolutamente nulla in più del suo ottimo clone Electro Harmonix (che in realtà usa il chip del TS808, non del TS9) a parte essere evidentemente più robusto. Usato come booster dell’OCD funzionava benissimo, faceva proprio quello che serve, come mi avevano consigliato. Ma da quando ho un buon valvolare come il Bugera V22 Infinium che mi permette di discernere meglio le varie sfumature sonore, quando innescavo il TS9 storcevo il naso. I suoi detrattori lo accusano di un suono, appunto, “nasale” ed è esattamente quello che percepisco io. Lascio un po’ il beneficio del dubbio per il fatto che non ho una grandissima esperienza e forse sono io a non comprenderlo, ma sono in ottima compagnia se dichiaro che a me il suono del Tube Screamer non piace poi così tanto…

Nobels ODR-1 Natural Overdrive

Il nuovo Nobels ODR-1 BC è la riedizione di un classico anni 90, l’overdrive più usato dai pro, trasparente e non povero di bassi né di alti (se i bassi sono un problema, questa versione ha uno switch interno per attenuarli)

Probabilmente sono uno di quelli cha a un Tube Screamer preferirebbe Klon Centaur, sicuramente un clone, anche economico come il Soul Food della stessa Electro Harmonix. Ma per ora ho aggiunto il Nobels ODR-1 Natural Overdrive di produzione tedesca. Come dice il nome, a differenza del Tube Screamer non è povero nelle bande di frequenza al di fuori di quelle medie, ha sia bei bassi che begli alti. Non altera minimamente il suono della chitarra o dell’amplificatore ed ha un overdrive morbido e piacevole. Tutti i recensori ed utilizzatori ne sono semplicemente entusiasti. C’è chi arriva a paragonarne il suono ai prestigiosi e costosissimi amplificatori Dumble!

Anche io ne sono entusiasta! A primo impatto mi sembrava un po’ scuro, ma usandolo un po’ l’ho apprezzato sempre più. Poi ho il modello nuovo che consente di abbassare i bassi grazie a uno switch. L’idea originale dei progettisti era nata dal fatto che gli overdrive degli anni 80, essendo tutti più o meno ispirati al Tube Screamer, avevano un deciso rigonfiamento sulle frequenze medie. Alla Nobels pensavano ad un overdrive che avesse una risposta in frequenza meno caratterizzata e che rispondesse prontamente ai cambi di dinamica del chitarrista e reagisse fluidamente alle regolazioni di volume sulla chitarra stessa. L’ODR-1 fa tutto questo in modo eccezionale ed è diventato presto l’arma segreta dei professionisti. A parte Gary Moore, i grandi nomi non sono annoverati tra gli utenti, quindi il pedale non è diventato famoso come il Tube Screamer, ma chiunque lo usi non può non notarne le qualità. I video dimostrativi di questo pedale stanno proliferando tra i vari Youtuber chitarristi e già il prezzo di vendita odierno è superiore a quello del passato (una delle qualità era essere un pedale da 70 dollari, cosa che non è più vera). Aspettandomi ulteriori aumenti di prezzo mi sono affrettato a comprarne uno – nuovo, impossibile trovarlo usato (forse è anche segno della sua qualità: chi ce l’ha se lo tiene).

Molti dicono che funzioni anche meglio di un OCD, sicuramente l’overdrive di maggior successo nel mercato. Io non lo sostituirò con il Nobels ma li affiancherò. La mia idea è di usare l’OCD per un crunch di base, il Nobels per gli overdrive più spinti e il CAE/MXR per le distorsioni/fuzz. Per ora sono molto soddisfatto del suo suono e si è conquistato il posto in pedaliera a sfavore del TS9…

CAE/MXR MC-402 Boost / Overdrive

mxr

L’ottimamente costruito MC-402, frutto di una collaborazione tra la MXR di Jim Dunlop e la Custom Audio Electronics – MXR MC401 Line Boost + CAE OD-1 Black Cat: due pedali in uno e qualità allo stato dell’arte.

Parlando di distorsioni più elevate, torniamo all’ottimo ma frainteso CAE/MXR MC-402 di Jim Dunlop, utilizzato da Kenny Wayne Shepard, The Edge, Slash, Joe Perry. Due pedali in uno per uno strumento forse un po’ sottovalutato anche dal sottoscritto: prima lo utilizzavo con la manopola del gain a ore 9, dove si comporta come overdrive “puro” e non come distorsore fuzz. Inserivo l’OCD per distorsioni più pesanti (lavoro che svolge bene ma in effetti mi piace molto di più a gain bassi) e per un po’ ho basato il mio suono sullo splendido MXR, tra l’altro costruito in maniera eccellente e dotato di una sezione boost pulita, che aumenta solo i decibel del segnale, quando serve più spinta. Quando dico due pedali in uno intendo in senso letterale: il boost di questo pedale è in realtà il famoso line buffer boost MXR/CAE MC 401, uno dei boost più trasparenti in commercio, adatto anche a tirare su il segnale perso tra varie connessioni in pedaliera. Mentre la sezione overdrive in realtà è la riproduzione del CAE OD-1 “Black Cat”, noto anche come Freddie Fuzz, creato da Fred Bonte quando era il tecnico di Eric Johnson e Bob Bradshaw della CAE. Il Black Cat, come l’MC402, utilizza l’operazionale di alta qualità Analog Devices OP275. Il Black Cat Freddie Fuzz è un fuzz/overdrive in stile Big Muff/Rat che è stato usato anche da Steve Lukather e Jeff Beck. Quindi è bene sottolinearlo prima di criticarlo: il CAE/MXR MC402 è un fuzz, non un overdrive!

Questo potrebbe spiegare anche il posizionamento del boost dopo la sezione “OD” invece di prima: molti ritengono che i fuzz vanno meglio posizionati prima di boost e overdrive. Il Freddie Fuzz è un fuzz che pulisce il suono molto bene a gain bassi e quindi si comporta un po’ come overdrive. Quando si legge in giro di questo pedale si trova apprezzamento per la sezione boost, meno per quella overdrive. Ma bisogna capire che è un fuzz e come tale si comporta. Sul pedale c’è scritto overdrive perché per i produttori è il CAE OD-1, che è identico al Freddie Fuzz. Infatti lo uso, ora che l’ho capito, per sonorità Big Muff o Rat tipo Gilmour o Hendrix, spostandolo quindi al ruolo di fuzz/distorsore, usando gain oltre le ore 12, anche fino a ore 3. Non è un fuzz al germanio ma fa il suo “sporco” lavoro, non lo ritengo scadente come spesso leggo.

Il circuito del CAE/MXR MC402 da un forum di appassionati “modder”, del tutto analogo a quello del Black Cat mostrato qui in basso
Il circuito del “Freddie Fuzz”, alias Black Cat OD-1 – l’operazionale OP275 è lo stesso utilizzato nell’MC402

Riassumendo, al momento l’MC 402 funge da distorsore e boost di linea, a cui segue un Nobles ODR-1 e a sua volta l’OCD. Il boost dell’MC 402 all’occorrenza può boostare sia il Nobels che l’OCD che lo seguono in catena (vale la pena ricordare che un boost prima dei distorti fornisce più gain, dopo i distorti fornisce più volume mantenendo il gain inalterato).

Xotic Super Sweet Booster

E a proposito di boost, ho da poco inserito in pedaliera un gioiellino che ho trovato ad un prezzo così invitante che non ho potuto dire di no: lo Xotic Super Sweet Booster. Come il suo fratello di gain ridotto Super Clean, è possibile impostarlo anche come buffer, cosa che mi sta ha fatto considerare di metterlo al posto del compressore Boss a inizio catena, come pedale sempre acceso per realizzare il mio suono di base. Sembra che dia alla coppia amplificatore-chitarra quel non so che in più che crea un bel suono corposo e cristallino, bilanciando anche le perdite di segnale dovute ai cablaggi. Ha 4 selettori sul lato che innescano all’occorrenza high-cut, high-mid boost, low-mid-boost e low-boost. Sono pensati per dare forma al proprio suono e/o adattare il proprio arsenale a diverse situazioni. Sembra che innescando il low-boost replichi il comportamento del famoso Xotic EP Booster che avevo valutato prima dell’uscita dei nuovi “quasi gemelli”.

Il delizioso booster della Xotic, il Super Sweet. Basato sul processore JCR4558 reso famoso dall’Ibanez TS808, di default è impostato come “mid-boost”. Gli switch laterali consentono altre impostazioni per esaltare i bassi o i medio alti, tagliare gli alti e modellare quindi il suono a seconda delle occasioni

La piccola manopola del gain va da un pulito cristallino a dei gain medi a cui si possono sommare volendo altri stadi gain dei successivi overdrive, come i miei, con l’obbiettivo di “spingerli” oltre. Potrebbe essere la chiave per il mio suono base. Lo valuterò tenendo presente la possibilità che il vecchio Xotic RC Boost potrebbe anche risultare più versatile avendo due potenziometri attivi per bassi e alti che a ore 12 non agiscono, mentre regolandoli si può gestire la sonorità a piacere. Probabilmente il nuovo Super Sweet utilizza degli switch più immediati nel funzionamento anche se forse meno accessibili. Internamente il gain dell’RC Boost è fornito dal processore JCR4557 invece del 4558 del più moderno SS. Sto provando il Super Sweet anche a fine catena dato che il suo possente boost mi manda in overdrive i pedali gain che lo seguono (alcuni utilizzano un Super Clean a inizio catena ed un Super Sweet alla fine). Sarà comunque sempre acceso, fondamentale per il mio suono.

Ragionamenti, ecc.

Per il resto, ho eliminato il delay Boss DD-3 (così come il compressore Boss CS-3) avendo constatato che i loro buffer “vecchia maniera” jfet fanno perdere qualcosa di evidente al suono. Come delay ho preferito un TC Electronics Flashback prima serie che è true-by pass. Il buffering a fine catena lo fornisce lo Xotic Super Sweet per limitare le perdite di segnale (ho un cavo di 7 m dalla pedaliera all’ampli). Anche il Nobels è un buffer bypass, ma di concezione più moderna dei pur ottimi pedali Boss.

In casi più rari attivo anche un Electro Harmonix Small Stone per effetti phaser nei brani che lo richiedono. Ho eliminato anche il chorus. Niente più oltre all’accordatore, che potrà in futuro diventare un recente PolyTune della TC Electronics per fornire servizio di buffering in entrata. Sono convinto che in pedaliera la semplicità sia tutto, non ho quindi molti pedali, ma da quando ho un valvolare così trasparente e pulito, mi rendo conto che anche una pedaliera così limitata toglie qualcosa al suono originale. Così sto cercando il giusto equilibrio tra pedali true bypass e buffer: l’ideal è avere quanti più true bypass possibile ma con un buffer di qualità almeno alla fine, meglio se anche all’inizio della catena. L’ideale sarebbero due buffer dedicati, ma con solo 7 pedali posso permettermi di avere due pedali buffer by pass al posto di due buffer dedicati. Almeno per ora…

Delay, phaser, mi servono solo in casi particolari, per sonorità meno blues-rock, magari più ricercate (li uso nelle cover dei Pink Floyd). Grazie alla tecnologia Infinium, il mio valvolare da 22, usato in modalità triodo anziché pentodo, può essere spinto a leggera saturazione sul canale clean con il boost Xotic Super Sweet. Da lì parto per avere diversi livelli di saturazione overdrive con OCD e ODR-1. In spazi più aperti, in occasione di esibizioni dal vivo, posso riportare il V22 a modalità pentodo per avere più “headroom”. A casa ho il Bugera V5 Infinium, che invece va in saturazione se utilizzato a basse potenze, selezionabili con l’apposito switch sul retro. Ed in pratica realizzo la stessa modalità: un overdrive funziona bene se si aggiunge alla naturale saturazione della valvole. Questa si può ottenere tenendo alto il volume dell’amplificatore ed abbassando quello della chitarra, cosa che consente anche di avere riserva in caso si necessiti spingere di più.

Prendo esempio da uno dei miei chitarristi attivi preferiti, Joe Bonamassa, che si è liberato della pedaliera per fare tutto con dei Fender Tweed vintage in serie, un overdrive di qualità Way Huge Overrated a cui ha collaborato ed un volume a pedale. Less is more… ma sfido io! Vorrei vedere con 5-6 ampli vintage che costano un botto!

Mi piacciono le pedalboard minimali, senza fronzoli, piccole e trasportabili. Korg PB-4 > Small Stone > CAE MC-402  > Fulltone OCD > Nobels ODR-1 > TC Flashback > Xotic Super Sweet

Quindi il mio suono è basato principalmente sulla presenza dello Xotic Super Sweet Booster e sull’OCD che adesso uso a gain bassi per lasciare la parte dei gain medi all’ODR-1. Quando mi fecero provare l’OCD la prima volta fu amore a primo ascolto. Da allora è rimasto fondamentale. Lessi dopo che è un overdrive del tipo “amp in a box”, cioè che simula il comportamento del canale distorto di un vero amplificatore valvolare, nel caso specifico un Marshall Plexi. All’epoca mi sembrava l’ideale dato che avevo un amplificatore a transistor ed usavo solo il canale pulito. E’ favoloso, in particolare con impostazioni di gain medio-bassi. Dato che col gruppo facciamo cover di diverse band mi serve però un minimo di versatilità (gli effetti a tempo e modulazione mi servono più che altro per quello).

Per un po’ ho usato un chorus, che ho voluto provare e quindi ho preso un economicissimo TC Electronics Afterglow, che comunque è un buon chorus analogico che utilizza la tecnologia “bucket brigade”. Il suo più grosso difetto sono le dimensioni, ora che sono votato alla pedaliera minimalista. Ho eliminato anche il compressore dato che se cerchiamo tanto la dinamica non vedo perché limitarla; ma a volte servirebbe sui puliti dove limita anche un po’ la “botta” iniziale dell’attacco alla plettrata. Anche la funzione di sustainer è utile all’occorrenza e funziona bene come boost abbastanza trasparente. Il Boss è un gran pedale, come tutti i Boss: una sicurezza (ma la compressione del CS-3 è molto spinta rispetto al predecessore CS-2 più ricercato). Lo stesso vale per il delay digitale Boss DD-3, economico, eterno, affidabile. Ho sognato a lungo l’analogico MXR Carbon Copy ma il Boss costava la metà e non era necessario avere un delay analogico. Alla fine per avere un true-bypass nella sua posizione ma soprattutto per la pulizia del suono quando non è in uso ho preferito un TC Electronics Flashback…

Mi è spiaciuto dar via il TS9 (non tengo cose che non uso, non posso); è andato bene come treble boost per l’OCD. C’è sempre il clean boost MXR appena prima in catena, un boost totalmente pulito che lascia il suono com’è, ma con l’arrivo dello Xotic SS, che all’occorrenza ha uno switch mid-boost per emulare un Tubescreamer con tanto di chip JRC4558, non vedevo ragione di tenerlo, se non il fatto che è un pedale storico.

Per un po’ ho pensato ad un clone del Klon Centaur, tipo il famoso Soul Food della Electro Harmonix o meglio ancor un Archer o Tumnus. Rispetto al TS9 si dice che sia ben più trasparente, forse perché non perde i bassi come l’Ibanez e magari è meno nasale. Forse io sono più per un booster della Xotic. I due nuovi e piccoli Super Clean o Super Sweet, oltre ad avere una funzione di buffer attivabile all’occorrenza, hanno la fama di impreziosire il suono generale senza alterarne l’essenza. Sembra un controsenso ma già all’ascolto Youtube in alta fedeltà la cosa è evidente. La mia idea, forse balzana, è boost a fine catena che spinge le valvole ad un minimo di saturazione base da spingere ulteriormente con gli altri overdrive che precedono. E un pedale Xotic che sia il massimo della trasparenza e che equilibri il suono in partenza sembrerebbe sulla carta essere l’ideale. Per ora ho scelto l’opzione più utilizzata dai professionisti session-men di tutto il mondo: il tedesco Nobels ODR-1! Per il suono crunch di base è perfetto l’OCD. Ma con il Nobels c’è chi con esso ha smesso di usare il canale distorto di ampli ben superiori al mio! Pare sia l’arma segreta più diffusa nel tempio della musica che è Nashville. Ora ce l’ho anche io…


 

Piccolo approfondimento sul concetto di distorsione e/o overdrive
Quando l’ampiezza di un segnale viene amplificata oltre le capacità del sistema (i picchi arrivano al limite superiore e inferiore della dinamica consentita), essi vengono in qualche modo smussati: la capacità di amplificazione del segnale è stata raggiunta e qualunque ampiezza superiore al limite di saturazione delle valvole o dei transistor viene tagliata (clipped). Può accadere in modo dapprima meno drastico (soft clipping = overdrive), poi sempre più pesantemente (hard clipping = distorsione). Al limite la forma d’onda scompare e rimane il cosiddetto dente di sega, un segnale di forma quadrata il cui suono estremamente distorto è detto “crunch” o “fuzz”. Gli effetti a pedale per chitarra replicano questo fenomeno con i loro circuiti elettronici. I pedali overdrive possono essere usati per aumentare la saturazione del segnale che arriva ad un amplificatore valvolare, spingendolo ad un clipping più pesante (una distorsione sempre più intensa).

signal_clipping

E’ da evitare su un amplificatore a transistore dove anche il soft clipping non genera un bel suono; meglio utilizzare il pedale overdrive per “mimare” la saturazione di un amplificatore a valvole. Se l’amplificatore a valvole è così potente (80-100W, ad esempio) da non andare in saturazione molto facilmente, bisognerebbe utilizzare livelli di gain così elevati da risultare esagerati in una situazione di studio, sala prove o piccolo palco. Meglio generare l’overdrive solo grazie al giusto pedale. Altrimenti un amplificatore a valvole meno potente (30-40W) potrebbe raggiungere la saturazione e donarci il bel suono che desideriamo a volumi più bassi ma sempre sufficienti per suonare live con una batteria. L’amplificatore a transistor per questi casi è meglio sia almeno di 60-80W, abbastanza per non arrivare al clipping e per farsi sentire – sempre regolare il volume dei pedali in modo che non tolgano, né aggiungano volume al segnale originale (unity gain).