Dilemmi chitarristici

28676532732_6694d6b7e2_oFarsi un Stratocaster? E se sì, come?

L’uso del verbo fare non è una scelta casuale. L’opzione di costruire una Stratocaster è da prendere in seria considerazione. Parlo di assemblarla con parti già pronte, non esageriamo, non avrei le conoscenze di base per costruire un corpo e un manico da zero. Certo, comprarne una fatta dalla Fender negli Stati Uniti sarebbe bello ma non è poi necessariamente la scelta qualitativa migliore. La Fender Stratocaster era la chitarra dei miei sogni di ragazzo. Oggi che ho ripreso a suonare “in tarda età” in un gruppo, non sarebbe male coronare il sogno nonostante il fatto che io non mi possa assolutamente lamentare della mia chitarra attuale. Continue reading “Dilemmi chitarristici”

Aikido e chitarra

dimarzio_powered_b&wLe due mie più grandi passioni attuali avranno pure qualcosa in comune visto che albergano in una stessa persona? Esistono esempi ben più brillanti di me di aikidoka-chitarristi, quali Steven Seagal, William Gleason e sicuramente chissà quanti altri. Chitarristi-aikidoka? Non ne sono a conoscenza ma immagino che qualche buon chitarrista che si sia cimentato nella via dell’Aiki ci sia stato. Forse poi smette per paura di danneggiarsi le articolazioni tanto utili ai virtuosismi del proprio strumento. Ma qui intervengo io e dico: e perché? Aikido dovrebbe migliorare le condizioni delle nostre articolazioni a meno di non usare le nostre amate leve in modo improprio (a proposito di leve, molte chitarre, tipo la Fender Stratocaster, hanno la leva del tremolo – farci nikkyo è un po’ difficile ma già abbiamo trovato un punto in comune). Continue reading “Aikido e chitarra”

Amatrice e Geologia

amatrice prima e dopoSono un geologo e come può un geologo non amare Amatrice ed i monti circostanti? I monti della Laga sono famosi tra i geologi dell’Appennino, hanno un significato preciso nella sua dinamica. E sono bellissimi, verdi, con piccoli paesi armoniosamente arroccati sui versanti a partire dai 1000 m di quota, in un’area che comprende Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo lungo la valle del fiume Tronto.

Amatrice è famosa nel mondo per aver donato alla cucina tradizionale romana un gustoso piatto, la pasta all’amatriciana (dire o scrivere in italiano “alla matriciana” è un errore, dato che Matrice è in provincia di Campobasso e non so se ha una pasta tipica tradizionale). Si tratta di un saporito sugo a base di guanciale completato da pecorino e parmigiano. Il paese vicino, Grisciano, ha dato il nome alla variante “in bianco”, la pasta alla Gricia. La Carbonara, forse più prettamente romana, è preparata con uovo sbattuto e pepe nero, niente sugo. Insomma, ottima cucina, bella gente (gay compresi), bel paesaggio e bella geologia. Ma la geologia del posto (che non è influenzata dalla cucina, ve lo giuro) prevede pure che sia parte della zona più sismica di tutta la catena appenninica. Continue reading “Amatrice e Geologia”

Dilemmi fotografici: digitale o pellicola?

Nikon D70_Nikon FEMi sono sempre ritenuto una persona “analogica” che però conosce bene il “digitale”. Amo ascoltare dischi in vinile e fare foto con la pellicola. Il motivo non è una presunta superiorità del mezzo analogico, semmai un diverso rapporto con esso, un ritmo più naturale nel suo utilizzo. Eppure anche io dopo anni comincio a sentire quasi un po’ di stanchezza, come se si trattasse di una lotta coi mulini a vento. E se abbracciassi il digitale e lo facessi persino con piacere? Continue reading “Dilemmi fotografici: digitale o pellicola?”

Il tono della chitarra

tumblr_oav00tykwc1vpv2xso1_400Per prima cosa voglio precisare che in questo articolo non voglio insegnare niente a nessuno. Ho semplicemente voglia di mettere per iscritto e condividere alcune cose che ho capito; scrivendole fisso i concetti, li rendo miei e mi chiarisco le idee ulteriormente. In più, riunisco questi concetti in una sola pagina per mia futura memoria. Se poi la condivisione può aiutare qualcun altro, tanto di guadagnato.

Come dico spesso, sono solo uno strimpellatore, non un musicista. Con la chitarra so fare alcune cose anche a livello decente, tanto da porterle eseguite accettabilmente in pubblico. Poi basta che mi guardi leggermente attorno e di chitarristi più bravi di me ce ne è a bizzeffe. Mi difendo, ok?
Se un giorno imparerò a leggere e scrivere la musica, saprò qualcosa in più di teoria musicale, di armonia, ecc. e magari guadagnerò qualcosa suonando o insegnando, forse allora mi definirei timidamente un musicista.

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Guidare un’Alfa Romeo

Alfa-Romeo-Giulia-abitacolo_02Parliamo di cose futili (dai, siamo in vacanza!). Premetto anche che non sono un fanatico dell’automobile, uno che la lucida ogni giorno ed ha paura di lasciarla al parcheggio. Mi piace però guidare – e la macchina mi serve. Visto che costa anche molto comprarla e mantenerla, almeno cerco di avere un’auto che mi dia delle sensazioni piacevoli quando la guido – e non parlo solo di prestazioni. L’automobile può essere molto più che un mero strumento, a volte necessario. E’ la sintesi di tecnica e design, per molti è uno status symbol. Certo non per me. Io cerco altro in un’auto. Continue reading “Guidare un’Alfa Romeo”

L’importanza della regolazione della chitarra

pickup heightAlcuni chitarristi sottostimano l’importanza della regolazione di una chitarra. Lo facevo anche io. Ora non più. Da quando ho ripreso a suonare davvero, ho imparato anche che le regolazioni vanno fatte un paio di volte l’anno, al cambio di stagione, per accomodare i movimenti che i legni fanno col cambiamento di temperatura ed umidità. Eppure c’è chi crede che queste siano esagerazioni, almeno per i non professionisti come me. Io stesso non ricorrevo mai ad un liutaio per regolare la mia chitarra quando ero ragazzo. Del resto avevo una imitazione Stratocaster di poco valore e con un manico che, anche se regolato, non sarebbe mai stato preciso. Ma dagli anni 90 ho una bella Paul Reed Smith che di certo merita le migliori cure. Continue reading “L’importanza della regolazione della chitarra”

Testine moderne o dei bei vecchi tempi?

hifi-grado_prestige_goldA volte mi chiedo quanto ci manchino davvero i tempi andati, al punto tale di credere sul serio che si stava meglio prima. Gli anni 70, per esempio, sono tanto di moda oggi. Anch’io provo nostalgia per certe cose e mi manca il senso di libertà che avevamo quando non utilizzavamo cellulari, social network e computer. Non mi mancano gli anni di piombo, però. Quindi qual è il problema? Probabilmente si tende ad affezionarsi al periodo in cui si è stati giovani e più spensierati, quindi i nati negli anni 60 come me hanno nostalgia degli anni 70 e 80. Niente di più semplice… Continue reading “Testine moderne o dei bei vecchi tempi?”

La prima chitarra non si scorda mai…

dimarzio_powered-e1459372958238Invece la mia si scordava eccome! Ma in realtà volevo dire che non la dimenticherò mai e mi piacerebbe averla ancora per ricordo dei bei tempi andati. Sto parlando della mia prima chitarra elettrica, regalatami da mio padre poco prima che compissi 16 anni.
Ne avevo 11 quando ho cominciato a suonare seguendo mia sorella di 9 che sperimentava con una vecchia chitarra spagnola, una Framez del 54, credo, che mio padre aveva comprato usata da giovane. La utilizzava a quel tempo il suo fratello più piccolo (10 anni più giovane) a casa sei nostri nonni. Quando il giovane zio ci vide interessati, ci insegnò i primi 4-5 accordi e da lì cominciammo a sperimentare. Continue reading “La prima chitarra non si scorda mai…”

Non è solo qualità sonora

back-to-the-vinyl-640x360Il boom del disco in vinile di questi ultimi anni viene spesso spiegato come una riscoperta da parte di appassionati vecchi e nuovi della qualità sonora superiore dell’analogico rispetto al digitale. Molti neanche immaginano come possa suonare bene un disco in vinile, ma ci sarebbe da discutere anche su che tipo di digitale si prenda in considerazione. Il punto è un altro. Il fascino del vinile è completamente diverso. In più la cosa è diventata ormai una moda, sulla scia della voglia di “vintage” che sta prendendo un po’ tutti, quasi come se i tempi moderni non fossero mai belli come quelli andati e gli oggetti che ci ricordano come eravamo appaiono sempre più desiderabili. Ma c’è dell’altro…

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