A completare il quadro contribuì il canadese John Tuzo Wilson (1908-1993), professore di geofisica presso l’Università di Toronto. Verso la fine degli anni 30, Wilson aveva conosciuto Hess, che insegnava all’Università di Princeton dove il canadese lavorava al suo dottorato. Le idee di Hess lo affascinarono molto ed egli stesso contribuì allo sviluppo della tettonica delle placche confermando gli studi di Dietz sul punto caldo della catena hawaiana.
Ma Tuzo Wilson è noto per aver individuato un terzo tipo di margine tra placche che connetteva le dorsali oceaniche alle fosse di subduzione: quello trasforme. Le dorsali appaiono dislocate da lunghe fratture sub-perpendicolari all’andamento dell’asse delle dorsali stesse.

La topografia di un fondale oceanico nei pressi di un tratto di dorsale separato da una faglia che Wilson chiamò trasforme
Wilson speculò che si trattasse di un tipo particolare di faglie trascorrenti, ossia a movimento orizzontale. La loro particolarità, oltre ad essere un margine di placca, è di essere attive sismicamente solo nella porzione compresa tra i due segmenti di dorsale da esse dislocati. Questo perché si tratta dell’unica zona lungo le faglie trasformi in cui la litosfera si muove in senso opposto.
Ad essere quindi precisi, la faglia trasforme è solo il tratto tra i due segmenti di dorsale. All’esterno si tratta di zone di frattura, ossia senza movimento relativo.
La famigerata faglia di San Andreas in California, quella che suggerì a Henry Reid la teoria del rimbalzo sismico e del rigetto, è un esempio di faglia trasforme propagatasi sulla crosta continentale: la placca nord americana, muovendosi verso ovest sovrascorre su quella pacifica (oceanica), così il rigetto della sottostante faglia trasforme si è propagato in superficie, dando luogo allo spostamento trascorrente destro tra due dei settori della dorsale medio oceanica del Pacifico.
A Tuzo Wilson è stato intitolato anche il cosiddetto Ciclo di Wilson, che descrive il continuo aggregarsi e disaggregarsi dei continenti della Terra a causa dei movimenti tettonici.


