Il software libero

Poi, più riusciamo ad utilizzare software libero piuttosto che proprietario, prodotto da uno dei grandi 5, meglio è. Il software Open Source (il cui codice sorgente è di dominio pubblico) è anche denominato “libero”. Da chi? Per software libero si intende software che si è liberi di scaricare, installare, copiare, modificare (se capaci), divulgare, senza incorrere nel rischio di ledere i diritti di autore di nessuno. La maggior parte delle volte il software libero è pure gratuito. Se volete utilizzare, ad esempio, Microsoft Office o Autodesk AutoCAD, in realtà dovreste acquistarne la licenza d’uso. Il software non è acquistabile, viene ceduta dalla casa produttrice una licenza ad utilizzarlo, nient’altro.

Una volta anche i sistemi operativi erano da acquistare. Windows era compreso nel prezzo dei computer portatili, Mac OSX lo era per i computer Apple (costava enormemente meno ed è basato su una versione open source di Unix). Oggi non si pagano più i sistemi operativi. Forse perché il grosso del lavoro si è spostato sui dispositivi mobili (dove il sistema era sempre compreso nel prezzo), area dove Microsoft ha fatto un buco nell’acqua e Google ne ha preso il posto con Android. Badate bene, Android è open source e basato su Linux, ma è pur sempre il sistema operativo di Google (di cui siete obbligati a creare un account). Come gli altri è gratuito ma è ben pensato per passare a chi di dovere tutte le informazioni delle nostre attività di cui sopra (fermo restando che al momento iOS della Apple è anche più “problematico”). Se per i computer esiste l’ottima alternativa Linux, per i telefoni non è così semplice. Il Linux phone è ancora un miraggio; esiste però GrapheneOS, basato su Linux, che può essere installato su alcuni telefoni Android. Sarebbe il telefono più sicuro disponibile.

Per quel che riguarda passare a Linux come sistema operativo per i propri computer, la cosa, ammetto, non è facile. Non che sia complicato installare Linux ma necessita comunque di imparare un modo un po’ diverso di fare le cose. Si tratta sempre di utilizzare menu a tendina ed icone, ma se siete abituati a usare Windows ed Office, Photoshop ed Illustrator, Autocad e via dicendo, questi software non esistono su Linux. Esistono ottime alternative ma bisogna riabituarsi ad utilizzarle. Libre Office è una ottima suite per l’ufficio che gira su tutti i sistemi operativi ed è in grado di leggere e salvare in formato Microsoft.

In luogo di Photoshop e Illustrator esistono Gimp e Inkscape mentre Blender è l’alternativa open source alla grafica più spinta e all’animazione 3D. Certo, c’è da imparare ad usare software diversi, che per altro non costano nulla. So però che i grafici difficilmente abbandonerebbero Photoshop e Illustrator e provate ad immaginare a convincere i dipendenti di una azienda a mollare MS Office per Libre Office!

Insomma, Linux sarebbe la garanzia di maggior sicurezza, privacy e anonimato online, quindi si potrebbe anche pensare di utilizzarlo solo per le attività internet. Si può installare su una partizione, su un disco esterno o memoria flash e lanciarlo quando serve. Tutti i browser tranne Chrome, Edge e Safari sono disponibili anche per Linux (diciamo che da questo punto di vista non ci si perde niente). Ovviamente, all’occorrenza, sia Microsoft Windows che Apple OSX possono essere installati su macchine virtuali dentro Linux. Si può fare, bisogna solo trovare la motivazione perché del lavoro da fare c’è e cambiare le abitudini non è semplice.

E comunque tutte queste applicazioni alternative sono disponibili gratuitamente per qualunque sistema operativo e molte di loro non scherzano affatto: con Blender si va dal semplice video editing ad un film di animazione intero!


Links:

http://www.no1984.org
http://www.softwarelibero.it/

Perché allegare documenti Word è male:
http://www.gnu.org/philosophy/no-word-attachments.it.html