Io e i computer

…My IT bio

Oggi i computer servono perlopiù ad accedere ad internet. Anzi, meglio un tablet o un grosso smartphone per la maggior parte delle cose da fare. La convergenza di informatica e telefonia ha messo un computer nella tasca di ognuno di noi (se non al polso). Eppure non troppo tempo fa (o forse sì dato che si parla della mia gioventù) non si riusciva ad immaginare a cosa potrebbe servire un computer a casa di qualcuno. Agli inizi ci si chiedeva anche a cosa servisse un telefono portatile. Almeno non per tutti! E la stessa cosa successe con internet: sembrava servisse solo a grandi aziende. Oggi invece senza computer connessi a internet non potremmo più vivere. Con la necessità di lavorare o studiare in remoto, internet ed il computer sono diventati essenziali per la vita di tutti i giorni. Ed una volta erano solo nei film di fantascienza…

Verso la fine della scuola superiore l’informatica, che a quei tempi muoveva i primissimi passi verso le case degli utenti comuni, cominciava ad affascinarmi ed avevo anche considerato di studiarla all’università (l’avessi fatto! ;-)). Non l’ho fatto, ok, ma l’interesse è rimasto e soprattutto devo ringraziare che questo mi abbia permesso di essere sempre a mio agio con qualunque software o sistema operativo. Cosa che mi è stata utilissima nella vita lavorativa. A quei tempi computer era una parola che si usava in fantascienza. Io ero affascinatissimo da qualunque cosa riguardasse lo spazio, ero cresciuto guardando Start Trek, UFO e Spazio 1999. Per me esaltavano la scienza e la tecnologia immaginando cosa si potesse fare con esse in futuro. Il computer lo usavano solo i personaggi di fantasia. Incuriosito, entrai in un negozio di computer, uno dei primi, una cosa mai vista! Erano personal compute con 64 kilobyte di memoria, molto superiori a quelli usati dalla NASA per andare sulla Luna! Da lì a poco i genitori mi comprarono un Commodore 64, stessa potenza! Provai ad acquistare una enciclopedia informatica a fascicoli che introduceva anche al Basic, il linguaggio utilizzato nel Commodore 64.

Non ci feci molto. I giochi non mi sono quasi mai piaciuti, non avevo applicazioni per scrivere o fare calcoli. Per la laurea mio padre mi regalò il primo PC. Io in realtà avrei voluto un Macintosh, ma i prezzi erano molto più alti e non se ne parlò…

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L’interfaccia grafica del primo Macintosh

Quindi a fine anni 80 mi sono ritrovato davanti a uno schermo buio con la scritta C:\ _ , il cosiddetto “prompt” del DOS. E da lì ho dovuto imparare, cominciando su uno strepitoso compatibile IBM PC AT con processore Intel 80286 con 512 kb di memoria RAM, floppy drive da 5,25 pollici e 1,2 Mb, hard disc interno da 20 Mb e scheda grafica VGA con monitor bianco e nero da 640×480 pixel! Passai presto al colore, 1 Mb di RAM e 40 Mb di HD con mouse per usare Windows fin dalla primissima versione di prova!

Da allora ho usato tutti i sistemi operativi per PC, dal DOS a Windows 1, 2, 3, 3.11, 95, 98, Me, NT, 2000, XP, 7… e poi basta! “Vista” non l’ho mai visto! Mi sono stufato ed ho installato Linux ed ho provato, Mandrake, Mandriva, Red Hat, SuSe, Debian, Ubuntu… e poi basta!

Poi ho finalmente comprato un Macintosh! Non pensavo che potesse essere così bello…

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L’interfaccia grafica del Macintosh un po’ più recente…

Il primo è stato un MacBook bianco del 2007 con il migliore sistema operativo allora possibile: Mac OSX 10.6 Snow Leopard. Il leopardo delle nevi è un felino bellissimo. Il suo nome si addice moltissimo alla bellezza, fluidità e leggerezza del sistema operativo Apple. Il nome OSX ha un duplice significato: è la 10a versione del sistema operativo per Macintosh, che si era sempre chiamato MacOS fino alla 9. Con la 10 sono cambiate tante cose, principalmente il motore interno del sistema operativo che è stato basato su una versione di BSD Unix, la variante dell’università di Berkeley. La X è da sempre il simbolo di Unix, il primo vero sistema operativo, solido, sicuro e potente. Sul cuore Unix, chiamato Darwin in casa Apple, è stata ridisegnata l’accattivante interfaccia grafica denominata Aqua. Nasce così il nuovo Mac OSX.

Mi è piaciuto così tanto che nel 2010 ho persino acquistato un Mac palmare (iPhone). Poi ho aggiornato il portatile con un Macbook Pro 13″ in alluminio del 2011, fornito del felino Mac OSX 10.7 Lion. A dieci anni di distanza non è male… oggi gira ancora con OSX High Sierra che vola su un hard disc SSD da 500 Gb.

Per aggiornare il mio primo Macbook a Snow Leopard avevo dovuto sborsare l’enorme cifra di €29 e il mio computer era pure più veloce; l’hard disk aveva anche circa 7 Gb di spazio …in più!
Eh, si, perché qualcuno quando aggiorna il proprio sistema operativo lo alleggerisce pure…

In seguito ho aggiornato il mio Macbook Pro a Mac OSX 10.8 Mountain Lion (Puma), l’ultimo felino “utilizzato” da Mac OSX. Anche allora dovetti sfornare un sacco di soldi per l’aggiornamento: €16…

Poi gli aggiornamenti di OSX sono diventati gratuiti e i nomi sono cambiati: prima OSX 10.9 Mavericks, poi OSX 10.10 Yosemite, Sierra, High Sierra (a cui mi sono dovuto fermare sul mio vecchio Macbook Pro del 2011). Non sto facendo pubblicità ad Apple, anzi, non comprateli! Meno siamo ad usarli e più saranno sicuri… I Mac sembrano essere comunque più longevi ma non fatevi l’illusione che un laptop “PC-compatibile” costi meno: è vero che si possono trovare modelli a un terzo del costo di un Macbook, se non meno, ma la differenza di qualità si vede – se acquistate un altro laptop di pari qualità, anche il costo è comparabile.

Da qualche anno Apple ha perso un po’ di “intelligenza” nel preparare le modalità di uso di certi suoi dispositivi. Forse si sente la mancanza del genio di Steve Jobs. In più il mondo degli smartphone da Apple inventati ha portato Internet in tasca a tutti: siamo tutti connessi costantemente e non ci rendiamo conto che spesso la cosa è a nostro sfavore, specialmente nel lungo termine. Apple, come Google, Facebook, Amazon, Microsoft sono diventati i giganti del web e come tali sono ormai portati al profitto e la privacy dei nostri dati non è assicurata da nessuno, nonostante le belle parole.

Non è più la Apple che contrastava eroicamente l’IBM che faceva il bello e il cattivo tempo dell’informatica. Poi il “nemico” è diventato Microsoft. Adesso chi è? Forse sono loro, i Big Five della rete. Linux contro tutti?

Nei primi anni 2000 mi è capitato di tenere un corso di inglese tecnico al Master in GIS dell’Università di Roma Tre, dove avevo lavorato come assegnista di ricerca in Geologia. Ebbi l’idea di basarlo sulla storia dei computer personali e dei sistemi operativi. Così ho “salvato” ed espanso su queste pagine i contenuti di quel corso.