{"id":283,"date":"2014-02-12T22:59:14","date_gmt":"2014-02-12T21:59:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/blog\/?p=283"},"modified":"2015-01-15T12:15:25","modified_gmt":"2015-01-15T11:15:25","slug":"automobili-pregiudizi-ed-esterofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/automobili-pregiudizi-ed-esterofilia\/","title":{"rendered":"Automobili, pregiudizi ed esterofilia"},"content":{"rendered":"<p><img class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.partecipiamo.it\/primo\/immagini\/catena_di_montaggio_mirafiori_1955.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"248\" \/>Il mondo \u00e8 pieno di appassionati di automobili, ma anche di chi le odia; a questi ultimi non si pu\u00f2 dar proprio torto. L&#8217;automobile \u00e8 diventato il simbolo dell&#8217;economia capitalistica. Gli Stati sovvenzionano le compagnie automobilistiche in difficolt\u00e0, quindi soldi pubblici, di chi paga le tasse, vanno ad aiutare aziende di questo tipo ma altre no. Il giro di interessi attorno alle automobili \u00e8 gigantesco. Che inquinino le citt\u00e0 e causino morti a migliaia all&#8217;anno in ogni paese non importa: dell&#8217;automobile c&#8217;\u00e8 bisogno e tutti ce l&#8217;hanno e, per di pi\u00f9, molti la usano come status symbol. Siamo bombardati da pubblicit\u00e0 di automobili pi\u00f9 che di altri prodotti. E la pubblicit\u00e0 \u00e8 pensata per far nascere in noi il bisogno di avere qualcosa che prima non avevamo. Le case produttrici cercano ancora disperatamente di venderci l&#8217;ultimo modello facendoci credere che non possiamo farne a meno. Anche quella delle varie specifiche anti inquinamento Euro 4, 5, 6, ecc.\u00a0 \u00e8 una manovra per spingere il prodotto nuovo. Eppure molti ne sono appassionati. Anche io, ma con la giusta dose di buon senso&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Mi piace guidare, sapere come va preso bene un certo tipo di curva, come usare l&#8217;acceleratore ed il cambio per entrare ed uscirne nel modo pi\u00f9 opportuno, conoscere le tecniche di guida che fanno gustare meglio un viaggio sia a chi guida che ai passeggeri. Anche io sono il tipo che non si accontenta di un&#8217;auto qualunque. Non per apparire, intendiamoci. Non mi interessa avere un&#8217;auto da sogno, costosa, che rappresenti il mio successo economico. Mi piace guidare un&#8217;auto che mi dia delle sensazioni particolari, sensazioni che io trovo nelle <a title=\"Perch\u00e9 Alfa Romeo\" href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/home\/automobili\/perche-alfa-romeo\/\" target=\"_blank\">Alfa Romeo<\/a>, ma sono possibili anche con altre auto. Non \u00e8 il blasone che mi attrae, l&#8217;auto che tutti si girerebbero a guardare ed ammirare mentre io sono alla guida (\u00e8 un concetto che mi fa ribrezzo). Cerco il piacere di guida, una cosa mia. Pu\u00f2 sembrare un vezzo, una cosa stupida anche, certo non \u00e8 una prima necessit\u00e0, ma \u00e8 uno dei tanti piccoli piaceri della vita che \u00e8 pi\u00f9 salutare non negarsi. Le Alfa Romeo sono sempre state ottime in tenuta di strada e mi danno la sensazione di sicurezza che voglio quando viaggio con la famiglia. Mi piace il piglio sportivo che ne caratterizza la storia, ma anche quella strana sensazione che si ha stando al volante di una Alfa moderna che, anche se non \u00e8 pi\u00f9 quella di una volta, d\u00e0 comunque l&#8217;impressione del ricordo dei modelli del <a title=\"Automobili\" href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/home\/automobili\/\" target=\"_blank\">passato<\/a>. E&#8217; un&#8217;auto con la memoria, con una storia tale alle spalle che si respira ancora oggi mentre le si guida. Quando lo faccio sento il profumo degli anni 60\/70, quando ero piccolo ed ero affascinato dalle auto di allora, Alfa Romeo su di tutte. Sar\u00e0 che sto invecchiando e sento la nostalgia dei bei tempi andati. Le Alfa di oggi se li ricordano e mi trasmettono questa sensazione&#8230;<\/p>\n<p><img class=\"alignright\" src=\"http:\/\/blog.edoardozanon.net\/wp-content\/uploads\/2007\/12\/edoardo-zanon_bicicletta-no-oil1.JPG\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"209\" \/>L&#8217;auto \u00e8 pensata per viaggiare, non per la citt\u00e0. Il traffico, lo smog, il caos urbano generato dalle automobili \u00e8 certamente il lato pi\u00f9 negativo della civilt\u00e0 automobilistica moderna. Forse per questo motivo, una sorta di ambientalismo, diciamolo pure, un po&#8217; talebano \u00e8 contro l&#8217;automobile al 100%. Magari queste persone vanno in bicicletta dichiarandosi &#8220;no oil&#8221; perch\u00e9 individuano nel fenomeno automobilistico il nemico principale dell&#8217;ambiente in quanto, bruciando combustibili fossili, le automobili inquinano. E&#8217; vero. I motori a scoppio inquinano eccome, anche quelli a gas naturale come metano e GPL, sebbene in misura minore. Ma quante parti della bicicletta sono fatte di materiali provenienti dal petrolio? E il lubrificante per la catena non viene dal petrolio? I suoi pneumatici? La gomma che ricopre i cavi dei freni e gli stessi ferodi? L&#8217;energia impiegata durante il processo di costruzione della biciletta con cosa \u00e8 stata prodotta? Nessuno pu\u00f2 negare che nelle citt\u00e0 il problema di inquinamento dovuto ai gas di scarico delle automobili (ed al riscaldamento delle case) sia una cosa davvero seria, che va risolta al pi\u00f9 presto per urgenti motivi di salute. L&#8217;auto elettrica sar\u00e0 quasi certamente la soluzione del futuro, ma rimarr\u00e0 il problema della produzione dell&#8217;energia necessaria a ricaricare le batterie. Una volta invecchiate poi, queste batterie andranno dismesse e, si sa, contengono materiali altamente tossici (come pure i pannelli fotovoltaici, per altro). Certo, non ce li respireremo come i gas di scarico, ma non \u00e8 che l&#8217;auto elettrica sia poi cos\u00ec &#8220;verde&#8221; come si potrebbe pensare ad uno sguardo superficiale. Certo sarebbe meglio della soluzione del motore a scoppio, chi lo nega, e se ne auspica certamente l&#8217;avvento.<\/p>\n<p><img class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcQs2FyGOA1j5DFZRrcc5utp8F2I6UIwQhooLKsIebDiKUAkpfVu\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/>&#8220;No Oil&#8221; \u00e8 probabilmente anche una dichiarazione di essere contro gli sporchi interessi di odiose multinazionali del petrolio che fanno miliardi sfruttando\u00a0 i paesi pi\u00f9 poveri a scapito dell&#8217;ambiente. Per\u00f2 \u00e8 anche vero che esistono normali aziende, a dimensione familiare o poco pi\u00f9, che lavorano nello stesso campo in modo del tutto onesto, nel rispetto dell&#8217;ambiente (sembra assurdo, ma non \u00e8 una contraddizione), contribuendo alla fornitura energetica del proprio paese (il verdissimo gas metano viene trovato e prodotto dalle stesse compagnie), creando lavoro e benessere non solo per i dirigenti. Del resto immagino che nessuno di noi vorrebbe tornare ad utilizzare i poveri cavalli (le associazioni animalistiche si rivolterebbero ed a ragione) o la legna da ardere per riscaldare casa (gi\u00e0 le foreste pluviali vengono martoriate abbastanza e i camini inquinano ben pi\u00f9 del metano). Usare la bicicletta in citt\u00e0 \u00e8 la cosa pi\u00f9 intelligente, magari senza ingenui adesivi &#8220;no oil&#8221;, tanto l&#8217;asfalto, gli pneumatici, molti indumenti, i caschi, le protesi, i CD, i vinili, i computer, i televisori, gli smartphone, e tanto altro sono chiaramente &#8220;oil&#8221;. Che poi sia estremamente necessario, oserei dire urgente, affiancare forme alternative di energia a quelle fossili mi sembra innegabile. Quello che mi sconvolge \u00e8 semmai l&#8217;idea che si possa davvero diventare &#8220;no oil&#8221; dall&#8217;anno prossimo. Gran parte degli oggetti che utilizziamo tutti i giorni sparirebbero, andremmo a letto al tramonto per svegliarci all&#8217;alba, avremmo davvero tanto freddo d&#8217;inverno e molte persone morirebbero per mancanza di adeguate cure.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 negare che avere un&#8217;auto al giorno d&#8217;oggi sia per molti abbastanza necessario. Certo, per chi vive in citt\u00e0, usufruendo di mezzi pubblici, car-sharing, bici, taxi, ecc. se ne potrebbe fare a meno: in caso di viaggio basta noleggiarne una. Ma non vedo perch\u00e9 demonizzare chi vuole (o magari deve) avere un&#8217;auto propria. Se tra questi c&#8217;\u00e8 chi non si accontenta di un&#8217;auto qualunque, ma vuole averne una che per le sue caratterisitche gli si addice di pi\u00f9, non ci trovo niente di male. L&#8217;importante, come sempre, \u00e8 non esagerare. Adorare la propria auto come fosse la cosa pi\u00f9 preziosa che esiste \u00e8 sicuramente fuori luogo. Si tratta pur sempre di un oggetto inanimato, per quanto possa sicuramente presentare diversi simbolismi e significati che vanno ben oltre la semplice ingegneria meccanica. Non dormire sogni tranquilli perch\u00e9 l&#8217;auto \u00e8 parcheggiata in strada e chiss\u00e0 cosa pu\u00f2 succederle durante la notte \u00e8 forse segno di qualche squilibrio. Averne cura per passione, entro certi limiti, credo, non dovrebbe preoccupare molto. Una attenta manutenzione ordinaria non \u00e8 un segno di mania, ma \u00e8 importantissima perch\u00e9 coinvolge problemi di sicurezza per se stessi e gli altri, nonch\u00e9\u00a0 di investimento economico (pi\u00f9 la curi, pi\u00f9 dura).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/restorersscrapbook.com\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/Giulia-Spider.jpg\" target=\"_blank\"><img class=\"alignright\" src=\"http:\/\/restorersscrapbook.com\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/Giulia-Spider.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"172\" \/><\/a>Ma c&#8217;\u00e8 altro. Molto altro. L&#8217;auto \u00e8 simbolo di viaggio, di avventura, di libert\u00e0. Forse la moto lo \u00e8 ancora pi\u00f9 intensamente, ma anche l&#8217;automobile pu\u00f2 esserlo in modo importante. Normalmente gli imprenditori che si sono avventurati nella produzione automobilistica lo hanno fatto per passione, non solo per guadagnare soldi. Oggi l&#8217;automobile \u00e8 il risultato di una profonda sinergia tra diverse professionalit\u00e0 che vanno dalla tecnologia all&#8217;arte. I designer fanno in modo che l&#8217;auto diventi un oggetto di rilevanza sociale, certo, una moda, ma \u00e8 necessaria una qualche abilit\u00e0 artistica per concepire un modello che risulti poi bello da vedere secondo la sensibilit\u00e0 comune. Non a caso tra i pi\u00f9 famosi designer di automobili si annoverano molti italiani quali Giugiaro, Pininfarina, Bertone. L&#8217;ingegneria meccanica, forse in modo pi\u00f9 spinto prima dell&#8217;avvento dell&#8217;elettronica, ha spesso trovato soluzioni geniali al problema dell&#8217;efficienza dei motori o dell&#8217;assetto delle automobili. Alla fine il risultato \u00e8 un prodotto che unisce estetica, funzionalit\u00e0, sicurezza, piacere di guida, tecnologie di provenienza diversa (elettronica, informatica, idraulica, meccanica, aerodinamica), il tutto nel rispetto di certi canoni economici che ne facciano un progetto realizzabile concretamente. Ci vogliono anni, impegno, competenza. Alla fine si potrebbe anche rispettare il lavoro che richiede tutto questo, a partire dagli operai che realizzano l&#8217;assemblaggio (che magari non si potranno mai permettere una delle auto che assemblano, specie se lavorano per la Ferrari). Il problema \u00e8 sempre il troppo: le aziende devono guadagnare sempre di pi\u00f9. Non ho mai capito perch\u00e9 ogni anno il fatturato deve aumentare. Non pu\u00f2 essere &#8220;pi\u00f9 o meno simile&#8221; agli anni precedenti? Oscillare attorno ad una media, senza gridare al disastro se si abbassa, non \u00e8 possibile? Perch\u00e9 le aziende devono guadagnare sempre di pi\u00f9? Non ci si pu\u00f2 accontentare di guadagni pi\u00f9 o meno costanti? Quanto si pu\u00f2 crescere sempre pi\u00f9? Prima o poi si raggiunger\u00e0 un limite! E cos\u00ec via con le &#8220;idee nuove&#8221;, quelle che fanno sentire la gente inadeguata se non cambia o aggiorna il prodotto. Le auto inquinano? Facciamone di nuove, meno inquinanti, e forniamo una buona ragione alla gente per comprarle al posto di quelle che hanno gi\u00e0. Ma si inquina di pi\u00f9 acquistando un&#8217;auto nuova ogni due anni, mettendo in circolazione modelli sempre aggiornati che inquinano sempre meno, o mantenendo un&#8217;auto pi\u00f9 inquinante per 10 anni limitando il processo di costruzione di auto nuove, che richiede grandissime risorse energetiche ed inquina quindi anche esso? Dubbio amletico. Non ho la risposta, non so se qualcuno ce l&#8217;abbia, ma \u00e8 bene rifletterci per esserne consapevoli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.webalice.it\/giuseppe.nicoletti91\/smeriglio%20e%20scavello%20fame\/Figo.jpg\" target=\"_blank\"><img class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.webalice.it\/giuseppe.nicoletti91\/smeriglio%20e%20scavello%20fame\/Figo.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"190\" \/><\/a>Chi inquina pi\u00f9 di una supercar? Non mi hanno mai davvero appassionato le auto che oggi vengono cos\u00ec definite. Fin da piccolo ero attratto delle auto &#8220;normail&#8221;, quelle di tutti i giorni. Certo, le supercar sono la prova di cosa si pu\u00f2 fare in campo automobilistico con un progetto senza compromessi. In Italia siamo sempre stati maestri in questo, siamo il paese di Ferrari, Lamborghini, Maserati. Poi magari si \u00e8 portati a vedere queste auto come il capriccio di gente ricchissima, gli unici che se le possono permettere infischiandosi pure degli aumenti dei costi del carburante. Quindi si \u00e8 pensato di mettere <a href=\"http:\/\/borgomeo.blogautore.repubblica.it\/2011\/12\/20\/e-la-fine-delle-supercar\/\" target=\"_blank\">supertasse<\/a> su auto molto potenti senza contare che poi magari, anche se ricconi, molti dei loro acquirenti si sarebbero rivolti a cose meno costose, affossando un settore che in Italia ancora funzionava bene, in cui chi ci rimette davvero sono i soliti poveracci che lavorano come impiegati ed operai nelle case costruttrici costrette a ricorrere a tagli dolorosi a causa della contrazione del mercato.<\/p>\n<p>Le cose non sono mai bianche o nere. Vogliamo mettere i SUV? A me non piacciono, per me non hanno alcun senso ed \u00e8 verissimo che siano una moda, uno status symbol, un ibrido tra station wagon e fuoristrada, n\u00e9 adatti ad andare davvero &#8220;off-road&#8221;, n\u00e9 a tenere bene la strada come automobili &#8220;normali&#8221; (baricentro troppo alto). Ma prima di sparare giudizi contro chi si fa il macchinone e consuma volumi esagerati di preziosi carburanti inquinando ben pi\u00f9 di auto di taglia media, pensiamo che magari le motivazioni della scelta di un SUV possano anche essere la paura dopo un incidente e quindi la voglia di sentirsi pi\u00f9 al sicuro in caso di impatto. Non capisco assolutamente la ragione di esistere delle Hummer, ma non ho mai amato le auto piccole, non per le dimensioni in s\u00e9 (e ce ne \u00e8 di stupende a partire dalla mitica 500), semmai proprio per ragioni di sicurezza percepita (ed effettiva!): un conto \u00e8 essere tamponati da una berlina mentre si \u00e8 alla guida di una Land Rover, un conto se si \u00e8 in una Micra (lo dice il nome stesso&#8230;)!<\/p>\n<p><img class=\"alignright\" src=\"http:\/\/i0.auto-bild.de\/ir_img\/9\/8\/6\/3\/1\/3\/VW-CC-3-6-FSI-BMW-335i-Mercedes-C350-Audi-S4-304x202-217dd251654c0955.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"202\" \/>Pregiudizi ed esterofilia. Parliamo di auto tedesche. Belle, per carit\u00e0! I tedeschi sono esigentissimi in fatto di automobili e, di riflesso, le case costruttrici di quel paese sfornano modelli di tutto rispetto, famosi in tutto il mondo per la loro qualit\u00e0 ed affidabilit\u00e0. Non a caso le prime auto videro la luce in Germania con i marchi Benz, Daimler e Mercedes. Ma sono davvero le migliori? O meglio, sono davvero cos\u00ec inarrivabili da giustificare lo strepitoso successo a danno della produzione locale in un paese come il nostro, noto per i suoi grandi cotruttori di automobili? Diciamo pure che un po&#8217; di colpa ce l&#8217;hanno i costruttori nostrani. Certi modelli a bassa affidabilit\u00e0 e &#8220;avvenenza&#8221;, diciamo cos\u00ec, poco degna di un paese noto in tutto il mondo per il proprio gusto, hanno lasciato molto spazio ai concorrenti stranieri. Ammetto che davanti ad una Fiat Duna o una Alfa Romeo Arna \u00e8 un po&#8217; difficile parlare di grandezza del design italico&#8230; Quando il gruppo Fiat negli anni 90 produceva le Tempra, le Lancia Prisma, le Alfa 145\/6 era difficile che il pubblico non notasse le Audi e le BMW, anche le Volkswagen di allora! Purtroppo, anche se le cose sono oggi nettamente cambiate, la sensazione che l&#8217;auto italiana sia male assemblata, poco affidabile e duratura, addirittura brutta e troppo costosa per ci\u00f2 che offre \u00e8 rimasta diffusa in Europa e nel nostro stesso paese, soprattutto. Molti storcono il muso al solo sentir parlare di Fiat. Evidentemente Duna, Tempra, Tipo, Palio sono difficili da dimenticare. Gli italiani hanno sempre adorato la Volkswagen Golf preferendola spesso ai vari concorrenti nostrani che le si sono avvicendati quali Ritmo, Tipo, Alfa 33, Lancia Delta. Pochi sanno che la prima Golf fu ispirata dalla Fiat 128, che gli ingegneri tedeschi ritenevano il miglior modello di auto medio-piccola dell&#8217;epoca. E poi fu disegnata da Giorgetto Giugiaro. La Lancia Delta ha vinto rally in tutta Europa per diversi anni consecutivi. Le caratteristiche dell&#8217;Alfa 33 erano di tutto rispetto e mai hanno sfigurato contro la concorrenza tedesca, anzi. Eppure il <a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/golf-giulietta.jpg\"><img class=\"alignleft  wp-image-2530\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/golf-giulietta.jpg\" alt=\"golf-giulietta\" width=\"330\" height=\"198\" data-id=\"2530\" \/><\/a>pregiudizio rimane. La Golf \u00e8 sempre stata un&#8217;ottima auto, non lo nego, ma oggi il made in Italy vanta concorrenti quali Fiat Bravo, la nuova Lancia Delta e la nuova Alfa Romeo Giulietta che mi sembrano nettamente superiori anche se consideriamo solo il design e l&#8217;innovazione estetica. Ma la Golf vende di pi\u00f9. La Giulietta \u00e8 vista come una Bravo ridisegnata anche se non \u00e8 vero, usano due piattaforme diverse. Le Fiat odierne (cos\u00ec come Lancia e Alfa Romeo) sono assemblate altrettanto bene e sono altrettanto durature ed affidabili. Esistono motori Fiat diesel JTD che rasentano i 400.000 km (!!!) e vanno ancora (e vi ricordo che l&#8217;inventore del diesel common rail, oggi utilizzato da tutti, \u00e8 stato il gruppo Fiat &#8211; lasciate perdere che poi il brevetto and\u00f2 a Bosch). Ma di queste cose si parla solo quando il motore \u00e8 Mercedes o Voslkwagen. Loro si che sono dei carri armati, dei Panzer indistruttibili. Si pensa ai Fiat e si sorride con sufficienza, poverini, quelli si smontano da soli dopo 50.000 km&#8230; La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 ben diversa. Esistono persone che hanno tribolato moltissimo con nuovissime Audi e BMW. Lo strano fenomeno \u00e8 che chi acquista queste auto blasonate non si lamenta dei problemi, ha la tendenza a perdonarli o a vederli come casi sfortunati, le eccezioni che confermano la regola, li liquida come irrilevanti, anche perch\u00e9 i costi sostenuti per avere &#8211; e riparare &#8211; l&#8217;auto tedesca sono davvero ingenti. Sono cose che quando succedono ad un&#8217;auto italiana (e succedono a tutte le auto) scatenano polemiche: siamo alle solite, sempre cose fatte male, le Fiat sono quelle che sono. Avete mai chiesto a qualcuno con una grossa Audi o BMW quanto paga un regolare tagliando? Beh, aggiungete uno zero a quello di una Alfa Romeo. E stiamo parlando solo di cambio olio e filtri. Ma i possessori di teutoniche non si lamentano e sborsano. Come mai? Purtroppo possedere una Audi o una BMW \u00e8 ormai uno status symbol. Le persone si sentono speciali nel possederle (che povert\u00e0 d&#8217;animo) e perdonano le magagne liquidandole come dei casi fortuiti anche perch\u00e9 hanno investito grandi quantit\u00e0 di denaro per averle. Se avessero acquistato un&#8217;auto del gruppo Fiat, dopo problemi ben meno gravi li avremmo sentiti decretare: mai pi\u00f9 auto italiane! Le tedesche si che vanno bene! Questo non aiuta l&#8217;economia di un paese in difficolt\u00e0. Provate a fare un discorso simile ai francesi!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/155-vs-Audi-80.jpg\"><img class=\"alignright size-medium wp-image-285\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/155-vs-Audi-80-300x139.jpg\" alt=\"155 vs Audi 80\" width=\"300\" height=\"139\" \/><\/a>Anche io ho avuto un&#8217;auto tedesca. Era un&#8217;Audi 80 B4, ossia prodotta tra il 1991 ed il 1995. Era il periodo in cui la concorrenza italiana si chiamava Tempra, Prisma e Alfa 155. Come dicevo prima, era difficile non notare una Audi 80 dalle linee sinuose e tondeggianti rispetto alle italiane spigolose di allora. Ritenevo la linea dell&#8217;Audi 80 la pi\u00f9 bella in circolazione. Ne acqusitai una usata e la tenni per 13 anni percorrendoci 262.000 km. A quei tempi le Audi non mi davano l&#8217;idea di auto di lusso, di status symbol snob e pretestuoso. Oggi non mi piacciono pi\u00f9, sono secondo me esagerate. E sono anche sicuro che una Alfa 159 non ha nulla da invidiare ad un&#8217;Audi A4. Forse \u00e8 la seconda a dover invidiare alla prima una linea accattivante e degna di nota. Persino in versione 4 ruote motrici, la trazione Q4 di Alfa Romeo \u00e8 per certi versi pi\u00f9 avanzata della tanto decantata <a title=\"Italia, Land of Quattro\u2026\" href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/italia-land-of-quattro\/\" target=\"_blank\">Quattro<\/a> dell&#8217;Audi, ma provate a dirlo in giro.<\/p>\n<p>Le tedesche in genere mi sembrano noiose rispetto alle italiane. Il problema \u00e8 che le italiane non ci sono quasi pi\u00f9. La Fiat sta producendo pochissimi modelli con pochissime versioni. La sola Audi produce modelli dalla A1 alla A8 (comprendendo tutti i numeri in mezzo) con motorizzazioni di tutti i tipi. L&#8217;Alfa Romeo ha solo Mito e Giulietta. La 159 \u00e8 fuori produzione e sar\u00e0 sostituita dalla nuova Giulia solo nel 2015! Questi sono errori che si pagheranno ancora, come si sono pagati quelli dei progetti Tempra\/Prisma\/155. I potenziali acquirenti non ricorderanno neanche una Alfa Romeo concorrente di Audi A4 e BMW Serie 3. Sono sicuro che la nuova Giulia\u00a0(che uscir\u00e0 nel giugno 2015 e con\u00a0trazione posteriore)\u00a0sar\u00e0 spettacolare e superiore alle concorrenti tedesche del futuro, ma \u00e8 solo futuro. Il mercato cosa far\u00e0? Gli italiani la acquisteranno in luogo delle omologhe tedesche? E pensare che quando la VW acquis\u00ec Audi nel 1965 dichiar\u00f2 di volerne fare l&#8217;Alfa Romeo di Germania! La dice lunga sul rispetto che avevano della casa italiana. L&#8217;Alfa Romeo ha insegnato all&#8217;Europa a fare auto, in particolare ai tedeschi. Loro hanno imparato bene ed oggi hanno i mezzi per fare di pi\u00f9. Pensate ad una Audi A7, un grosso coup\u00e9 5 porte. L&#8217;ultimo coup\u00e9 Alfa Romeo \u00e8 stata la Brera, uscita di produzione nel 2010. Se un appassionato di auto sportive volesse un&#8217;auto italiana senza arrivare a Maserati o Ferrari, non avrebbe scelta. Mercedes SLK e BMW Serie 3 offorno coup\u00e8 sportivi a trazione posteriore. Audi ha A5 ed A7 con motorizzazioni di tutto rispetto. Certo, a prezzi esorbitanti, forse esagerati ed ingiustificati (tranne che dal fatto che gli italiani li sborsano volentieri). Coup\u00e9 sportivi economici sono offerti perfino da Peugeot e Renault! E il gruppo Fiat? Nel 2012 non ha saputo fare di meglio che proporre una Lancia Flavia come copia della Crysler 200. Ovviamente ritirata dal commercio l&#8217;anno dopo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/audi-a4-alfa159.jpg\"><img class=\"alignleft  wp-image-2533\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/audi-a4-alfa159.jpg\" alt=\"audi a4-alfa159\" width=\"404\" height=\"270\" data-id=\"2533\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/audi-a4-alfa159.jpg 680w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/audi-a4-alfa159-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a>Insomma, se si prendono i modelli omologhi, ad esempio, di Alfa Romeo, Audi e BMW, a parit\u00e0 di motorizzazioni ed allestimenti, non \u00e8 che le italiane abbiano molto da invidiare. Personalmente le preferisco di gran lunga. La loro affidabilit\u00e0 \u00e8 pari, se non superiore alle tedesche. Lo stesso vale per la durabilit\u00e0. Ma non c&#8217;\u00e8 paragone sull&#8217;offerta di modelli e motorizzazioni delle case tedesche. Le italiane rimangono vittima del pregiudizio ma si sono cercate i guai da sole, bisogna ammetterlo. Rimane da sperare che con l&#8217;acqusizione della Crysler il nuovo gruppo FCA (oltre che a umiliare il glorioso marchio Lancia, che fu di Flavia, Aurelia e Fulvia, utilizzandolo su delle pure Crysler) possa contare su adeguate risorse per\u00a0 rimpinguare il parco auto, davvero troppo risicato al momento, e competere pari a pari con i meritevoli tedeschi. Certo, sarebbe auspicabile un ritorno alle corse con Alfa Romeo, un ritorno della trazione posteriore dei modelli pi\u00f9 sportivi, utilizzare motori specifici per Alfa Romeo o motori Maserati come dovrebbe accadere per la Giulia, offrire Giulia e Giulietta in versione anche spider e sprint come in passato. Ricordiamoci che il gruppo Fiat \u00e8 anche Ferrari e Maserati e magari persino gli italiani capiranno che anche qui sappiamo fare bene le macchine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo \u00e8 pieno di appassionati di automobili, ma anche di chi le odia; a questi ultimi non si pu\u00f2 dar proprio torto. L&#8217;automobile \u00e8 diventato il simbolo dell&#8217;economia capitalistica. 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