{"id":832,"date":"2014-10-13T12:01:33","date_gmt":"2014-10-13T10:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/blog\/?page_id=832"},"modified":"2014-10-13T12:11:12","modified_gmt":"2014-10-13T10:11:12","slug":"la-pellicola","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/istillusefilm\/la-pellicola\/","title":{"rendered":"La pellicola"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-pellicola.jpg\"><img class=\"alignleft size-full wp-image-836\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-pellicola.jpg\" alt=\"foto-pellicola\" width=\"261\" height=\"193\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Le fotografie digitali non me le godo davvero. Quando scatto in pellicola le foto sono pi\u00f9 poche, pi\u00f9 intense. E&#8217; molto pi\u00f9 bello starle a guardare. Eppure le guardo al computer pi\u00f9 che in stampa. Di solito le mie pellicole le faccio scansionare direttamente da chi me le sviluppa, quindi le fruisco allo stesso modo di quelle digitali. Ma no nsono affezionato ai miei scatti digitali quanto a quelli analogici. Anzi, direi che a volte non sono affatto affezionato ai miei scatti digitali&#8230; <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Adoro la pellicola, anche se sembrerebbe che se la stia passando male. La domanda \u00e8 molto diminuita dopo l&#8217;avvento del digitale e le case produttrici hanno dovuto correre ai ripari. Ma l&#8217;analogico tiene, anche se il mondo moderno necessita di velocit\u00e0 a cui l&#8217;analogico non pu\u00f2 arrivare. Sarebbe oggi impossibile per un reporter lavorare con la pellicola, nessuna agenzia potrebbe attendere che venga sviluppato il rollino. Ma milioni di appassionati in tutto il mondo, me compreso, continuano ad usare la pellicola con immensa soddisfazione. Nel 2011 le vendite di pellicole sono tornate ad aumentare (cos\u00ec come quelle dei dischi in vinile). <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Eppure per molti la parola &#8220;rollino&#8221; sembra una parola d&#8217;altri tempi. Gli appassionati per\u00f2 sono ancora numerosi e gli artisti continuano ad usarlo. Non credo che la pellicola sia destinata a scomparire. Si diceva dei dischi in vinile con l&#8217;avvento del CD, supporto musicale di qualit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Rullini.jpg\"><img class=\"alignright size-full wp-image-837\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Rullini.jpg\" alt=\"foto-Rullini\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Rullini.jpg 250w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Rullini-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>nettamente inferiore ma necessario alle case discografiche per rinverdire il mercato. Oggi le vendite dei CD sono in calo e quelle dei vinili salgono! Come un disco in vinile pu\u00f2 durare pi\u00f9 di un CD (i CD non sono eterni e se trattati male durano poco anche loro &#8211; a volte anche se trattati bene), una foto analogica pu\u00f2 sicuramente &#8220;durare&#8221; pi\u00f9 di una digitale: si rischia di pi\u00f9, e in modo diverso, con un supporto digitale (memorie flash, cd, hard disk) che con uno analogico (carta, pellicola). Un guasto informatico ci pu\u00f2 far perdere centinaia di foto in un istante. Il progresso tecnologico potrebbe renderci impossibile nel giro di 20 anni aprire i vecchi file Jpeg. Una fotografia stampata seriamente dura come minimo pi\u00f9 di una vita umana e tra 20 o 50 anni \u00e8 l\u00ec per essere ammirata. Il negativo ben conservato \u00e8 pressocch\u00e9 eterno &#8230;a meno di incendi. Questione di punti di vista o forse pi\u00f9 di utilizzo&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Un altro motivo di dibattito \u00e8 il costo. Non \u00e8 detto che il digitale sia pi\u00f9 economico. Normalmente con la fotocamera digitale si \u00e8 portati a scattare centinaia, a volte migliaia di foto. Pensare di stamparle tutte \u00e8 assurdo. Come \u00e8 assurdo il tempo che si perde per fare una cernita. Alla fine non ce le godiamo pi\u00f9 di tanto, proprio perch\u00e9 sono troppe e il nostro mondo frettoloso, in cui regna il digitale, non ci lascia mai abbastanza tempo. Con un rollino da 36 pose ci pensiamo bene prima di scattare (e gi\u00e0 questo aiuta ad ottenere foto di qualit\u00e0 superiore), non scattiamo a raffica, senza riflettere, cosiddette &#8220;foto&#8221; per poi vedere sul display se sono venute bene (se una foto digitale \u00e8 venuta davvero male, a volte si nota solo se ingrandita a monitor). E&#8217; vero, il rollino costa, lo sviluppo e la stampa pure. Ma quanto costano le fotocamere digitali, le schede di memoria, gli hard disk esterni per i backup, i CD ed i DVD per gli archivi e i computer per gestire il tutto? <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Aggiungiamo <\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">pure che i supporti informatici sono molto &#8220;pericolosi&#8221;: \u00e8 facile con un semplice incidente perdere tutto. Il modo pi\u00f9 sicuro per conservare le immagini digitali \u00e8 &#8230;stamparle. Esistono diversi servizi basati su internet che permettono di creare veri e propri libri fotografici con le nostre foto; \u00e8 uno dei migliori modi per conservare e soprattutto per godere dei nostri scatti, specie se digitali. L&#8217;altra cosa da fare \u00e8 appoggiarsi ad un sito internet dove caricare i nostri file e salvaguardarli da guasti informatici. Io utilizzo <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/pasqualerobustini\/\" target=\"_blank\">Flickr<\/a> ma ce ne sono molti. Comunque immagino che costi molto di pi\u00f9 stampare le migliaia di foto che facciamo in digitale ad ogni vacanza piuttosto che far stampare qualche rollino&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Dopo qualche anno la fotocamera digitale ha perso moltissimo del valore iniziale in quanto sorpassata dalle nuove tecnologie in rapidissima evoluzione (forse pi\u00f9 per necessit\u00e0 dei mercati). Una<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"> reflex professionale a pellicola, che si pu\u00f2 permettere obbiettivi nettamente superiori a prezzi ridicoli, oggi si pu\u00f2 trovare a prezzi bassissimi e rimane insuperata negli anni. Ci si scattano poche foto ma buone, magari stampando solo le migliori, selezionate da un economico provino. La differenza \u00e8 (ma non solo) che poi le fotografie ce le godiamo davvero, anche se le scansioniamo per guardarle a monitor come le digitali.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<table style=\"width: 692px; height: 546px;\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" colspan=\"4\"><strong>L&#8217;obsoloscenza rapida del digitale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: center;\">\n<td style=\"width: 100px;\"><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-f100.jpg\"><img class=\"alignnone  wp-image-838\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-f100.jpg\" alt=\"foto-nikon-f100\" width=\"212\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-f100.jpg 538w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-f100-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/td>\n<td><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-D100.jpg\"><img class=\"alignnone  wp-image-833\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-D100.jpg\" alt=\"foto-Nikon D100\" width=\"214\" height=\"158\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>Nikon F100<\/strong> (1999): fotocamera analogica con tutto quel che serve ancora oggi per scattare professionalmente a pellicola. \u20ac100-200 usata.<\/td>\n<td style=\"width: 5px;\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>Nikon D100<\/strong> (2002): fotocamera digitale\u00a0da 6 Megapixel, direttamente derivata\u00a0dalla F100 e ormai sorpassata. \u20ac150-200 usata.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" colspan=\"4\"><strong>La convenienza dell&#8217;analogico<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-F802.jpg\"><img class=\"wp-image-845 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-F802.jpg\" alt=\"foto-Nikon F80\" width=\"207\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-F802.jpg 460w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-Nikon-F802-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><\/td>\n<td><\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-d5300.jpg\"><img class=\"wp-image-835 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-nikon-d5300.jpg\" alt=\"foto-nikon-d5300\" width=\"175\" height=\"165\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>Nikon F80<\/strong> (2003): tutto quello che serve per scattare automaticamente a pellicola (anche qualcosa di pi\u00f9 della F100). \u20ac60-80\u00a0usata.<\/td>\n<td><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>Nikon D5300<\/strong> (2013): il meglio della fotografia digitale non professionale oggi. \u20ac600-700 nuova.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Non sono uno che nega le possibilit\u00e0 del digitale. Per il lavoro o per le foto estemporanee, di occasioni quali le feste in casa, la memorizzazione di informazioni, foto ricordo, o per quando ci serve una foto immediata, il digitale \u00e8 insostituibile. Ad esempio, la regolazione del bilanciamento del bianco, propria del digitale, permette di regolare la ripresa a seconda del tipo di luce (diurna, artificiale, ecc.), cosa che con l&#8217;analogico richiede di cambiare pellicola. Lo stesso vale per la sensibilit\u00e0 alla luce. Ma l&#8217;immagine derivata dalla pellicola ha un &#8220;non so che&#8221; in pi\u00f9; pare che le caratteristiche intrinseche della pellicola abbiano delle affinit\u00e0 maggiori con quelle dell&#8217;occhio umano, rispetto al digitale, e quindi l&#8217;immagine analogica d\u00e0 delle sensazioni particolari che la rendono pi\u00f9 apprezzabile (un po&#8217; come la musica che viene fuori da un disco in vinile rispetto a quella di un CD).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Sono fermamente convinto che la bellezza della foto dipenda dal fotografo. Se un grande fotografo ha in mano una Hasselblad analogica, una Canon digitale o un cellulare, \u00e8 sempre capace di fare grandi foto. Ma quando il grande fotografo usa la pellicola, allora&#8230;<a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-loadfilm.jpg\"><img class=\"alignleft  wp-image-839\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/foto-loadfilm.jpg\" alt=\"foto-loadfilm\" width=\"334\" height=\"222\" \/><\/a><\/span><\/span><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;\">E poi volete mettere: con la pellicola si comincia a costruire l&#8217;immagine dalla scelta di quella giusta per l&#8217;occasione. Quando decidiamo di fare nuove foto la prima cosa da pensare \u00e8 qual \u00e8 la pellicola pi\u00f9 adatta all&#8217;occasione? Una volta montata nella nostra fotocamera preferita, prima di scattare si rifletter\u00e0 molto. Ogni fotogramma \u00e8 prezioso, non va sprecato. il digitale \u00e8 comodissimo e permette di sperimentare pi\u00f9 facilmente e pi\u00f9 economicamente, ma porta a perdere concentrazione, ad affrettare i tempi, a dare meno valore allo scatto, che se non va pu\u00f2 essere ripetuto senza sprechi. Con la pellicola abbiamo un rapporto pi\u00f9 intimo con la fotografia che vorremo creare. Forse dovremmo distinguere tra fotografie (analogiche) ed &#8220;immagini&#8221; (digitali).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">In questo senso \u00e8 un&#8217;immagine digitale anche qualunque foto che vedete su questo o altri siti, in quanto \u00e8 necessario scansionare la stampa o la pellicola sviluppata per ottenere un file da visualizzare su computer. Il problema \u00e8 che non esiste ancora uno scanner in grado di riprodurre l&#8217;intera risoluzione e gamma di colori di una pellicola. Non esiste neanche un monitor che ne sia in grado. Per comparare la risoluzione di una fotografia e di una immagine digitale bisognerebbe comparare un&#8217;immagine digitale non compressa visualizzata su un monitor di qualit\u00e0, con un ingrandimento, magari stampato otticamente (ma chi lo fa?), di una fotografia su pellicola di grande formato (non la 35 mm). Non ci sarebbero storie (e forse anche con il 35 mm). Ancora di meno se si provasse una sfida tra stampa digitale da file e stampa chimica da pellicola grande formato. Neanche un sensore da 24 megapixel terrebbe il passo&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Proviamo ad avvicinare le immagini digitali alle fotografie: prendiamo una fotocamera digitale, meglio se reflex. Oscuriamo o disattiviamo, se il software lo permette, il display (in caso di compatta \u00e8 necessario che sia presente il mirino, cosa non facile da trovare). Scegliamo la scheda di memoria pi\u00f9 piccola possibile e regoliamo il formato immagine da utilizzare in modo che nella scheda ne entrino solo poche decine: ad esempio si potrebbe, a seconda della macchina, scattare in RAW+Jpeg, in Tiff, cos\u00ec che dopo 30-40 scatti ci dobbiamo fermare. Vietato cancellare. Vietato guardare il risultato in macchina. Al limite cambiamo la scheda di memoria con una uguale e continuiamo cos\u00ec.<br \/>\nE&#8217; essenziale non cedere alla tentazione di guardare il display per vedere come \u00e8 venuta la foto. Aspettiamo di rientrare a casa e di avere il tempo di visualizzare il nostro lavoro al computer. Potrebbe essere l&#8217;occasione per ritrovare o scoprire il rapporto pi\u00f9 umano che la pellicola consente tra il fotografo e le sue immagini, fatto di tempi lunghi, non di fretta, di riflessione, non di raffiche da cui poi selezionare il meglio in un secondo momento che poi magari neanche verr\u00e0. Ovvio che la cosa non vale se si sta lavorando, ma se abbiamo tempo, anche per noi stessi, perch\u00e9 non godersi una bella passeggiata con la nostra fotocamera a caccia di pochi scatti ma ben pensati e sentiti, cercando cos\u00ec di riscoprire il piacere della fotografia? Il passo successivo potrebbe essere quello di utilizzare la macchina digitale in modalit\u00e0 completamente manuale e scegliere noi le coppie apertura\/tempo a seconda della nostra necessit\u00e0, per un miglior controllo dell&#8217;immagine che vogliamo ottenere. E magari fare anche a meno dell&#8217;esposizione automatica e valutare noi di volta in volta le condizioni di luce. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><span style=\"font-size: x-small;\">Fonti<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Digitale contro analogico su <a href=\"http:\/\/www.kenrockwell.com\/tech\/filmdig.htm\" target=\"_blank\">kenrockwell.com<br \/>\n<\/a><\/span><span style=\"font-size: x-small;\">Risoluzioni a confronto su <a href=\"http:\/\/www.widerange.org\/resolution.html\" target=\"_blank\">widerange.org<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">La Nikon F100 su <a href=\"http:\/\/www.nital.it\/download\/pdf\/reflex35\/f100.pdf\" target=\"_blank\">nital.it<\/a><\/span> <span style=\"font-size: x-small;\"><br \/>\nLa Nikon D100 su <a href=\"http:\/\/www.nital.it\/download\/pdf\/reflexdigitali\/d100.pdf\" target=\"_blank\">nital.it<\/a><\/span><span style=\"font-size: x-small;\"> e su <a href=\"http:\/\/www.kenrockwell.com\/nikon\/d100.htm\" target=\"_blank\">kenrockwell.com<\/a><br \/>\nLa Nikon F80 su <a href=\"http:\/\/www.nital.it\/sguardi\/1\/reflex.php\" target=\"_blank\">nital.it<\/a> e su <a href=\"http:\/\/www.kenrockwell.com\/nikon\/n80.htm\" target=\"_blank\">kenrockwell.com<\/a><br \/>\nLa Nikon D5100 su <a href=\"http:\/\/www.nital.it\/press\/2011\/d5100.php\" target=\"_blank\">nital.it<\/a> e su <a href=\"http:\/\/www.kenrockwell.com\/nikon\/d5100.htm\" target=\"_blank\">kenrockwell.com<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Film division (Kodak) stille profitable &#8211; su <a href=\"http:\/\/www.bjp-online.com\/british-journal-of-photography\/news\/2140216\/-film-division-profitable-kodak\" target=\"_blank\">bjp-online.com<\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fotografie digitali non me le godo davvero. Quando scatto in pellicola le foto sono pi\u00f9 poche, pi\u00f9 intense. E&#8217; molto pi\u00f9 bello starle a guardare. Eppure le guardo al computer pi\u00f9 che in stampa. Di solito le mie pellicole le faccio scansionare direttamente da chi me le sviluppa, quindi le fruisco allo stesso modo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":768,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/832"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=832"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":842,"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/832\/revisions\/842"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}