{"id":8255,"date":"2025-10-25T11:49:49","date_gmt":"2025-10-25T09:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/?page_id=8255"},"modified":"2026-08-27T15:49:10","modified_gmt":"2026-08-27T13:49:10","slug":"boss-dd-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/borntoplayguitar\/english-effetti-a-pedale\/boss-dd-3\/","title":{"rendered":"Boss DD-3"},"content":{"rendered":"<p>Avevo cominciato ad usare singoli pedali analogici come l\u2019MXR MC-402 e il Fulltone OCD accostati allo Zoom Multistomp per gli effetti di modulazione. L\u2019amico che mi aveva fatto conoscere l\u2019OCD, mi fece notare che era uno spreco avere una bella chitarra e poi degradare il suono con effetti digitali. Cominciai a pensare che mi sarebbe bastato un delay e avrei potuto eliminare il multieffetti. Mi misi alla ricerca e il miglior rapporto qualit\u00e0\/prezzo lo trovai nel Boss DD-3.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il mio primo pedale era stato un Boss: negli anni 80 mi serviva un distorsore (era quello che credevo, non sapevo della differenza con un overdrive), sono entrato in un negozio, ho detto \u201cmi serve un distorsore\u201d e il tipo ha immediatamente risposto \u201cprendi questo\u201d; e con 80mila lire mi sono portato a casa un pedale nero, il Boss HM-2 Heavy Metal (ma io mica suonavo metal!). Non so perch\u00e9 non mi avessero proposto un pi\u00f9 ovvio DS-1 o un OD-2, forse perch\u00e9 gli HM-2 non si vendevano. Oggi invece per la versione made in Japan che avevo io ci vogliono 150-200 euro. E io l\u2019ho dato via assieme alla mia prima Stratocaster; oggi me ne pento. Ma tutto questo preambolo \u00e8 per dire che l\u2019idea di riprendere un pedale Boss mi stuzzicava. Benvenuto quindi al DD-3!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img width=\"750\" height=\"714\" src=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3077.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8254\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3077.jpg 750w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3077-300x286.jpg 300w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3077-53x50.jpg 53w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3077-84x80.jpg 84w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quando, tempo dopo, passai ad un amplificatore a valvole, la chiarezza di quel suono mi sembrava un po\u2019 attenuata nel passaggio tra i pedali. Mi prese la smania di trovare il pedale colpevole. Usavo tre overdrive, compressore Boss CS-3, phaser e DD-3. Mi capit\u00f2 di leggere che i vecchi buffer jfet dei pedali Boss penalizzavano il segnale. Provai con e senza e pensai davvero di sentire la differenza. Eliminai i pedali Boss e come delay presi un TC Electronic Flashback.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Col tempo mi resi conto che continuavo a abbassare il livello del Flashback. Certo era molto versatile ma sembrava invadente. Forse avevo fatto una fesseria. L\u2019amico che mi aveva fatto conoscere l\u2019OCD, dopo un live col mio gruppo mi disse che forse il mio suono aveva troppo delay. Ok, venduto il Flashback presi di nuovo un DD-3\u2026<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A dire il vero feci la stessa cosa anni dopo: provai ancora col Flashback per tornare di nuovo ad un DD-3. I primi due che avevo avuto erano dei reissue anni 2000. Stavolta mi incurios\u00ec l\u2019etichetta rosa e risalii alla data di produzione di maggio 1995. Era comunque made in Taiwan ma incuriosito mi informai sulla storia di questo pedale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img width=\"1024\" height=\"647\" src=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-1024x647.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8264\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-1024x647.jpg 1024w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-768x485.jpg 768w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-79x50.jpg 79w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-127x80.jpg 127w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078-1536x971.jpg 1536w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/img_3078.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Era il 1983 quando Boss decise di produrre un delay a pedale. A quai tempi i delay erano grosse unit\u00e0 da rack o da studio se non macchine analogiche basate a nastro magnetico. Boss decise di crearne uno compatto usando il famoso chip Roland MN3005 della loro unit\u00e0 delay da studio. Nacque cos\u00ec il Boss DD-2, primo costosissimo delay a pedale. Si tratta di un delay digitale a 12 bit con stadi di missaggio e feedback analogici. Praticamente l\u2019unica parte digitale \u00e8 il chip Roland. Il segnale in ingresso viene diviso in due. Una parte va al chip che lo campiona a 12 bit e ne crea la copia digitale. La codifica a 12 bit non \u00e8 neanche troppo fine, il segnale riprodotto non \u00e8 fedelissimo. Questo viene poi passato a un convertitore digitale-analogico per generare le ripetizioni e viene riunito a quello originale (analog play through). Cos\u00ec le ripetizioni degradano via via, risultando in un suono caratteristico di questi primi delay digitali a 12 bit, non troppo discosti da quello dei delay analogici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel 1986 i prezzi dei chip sono crollati enormemente rendendo i delay compatti accessibili a tutti. Il crollo dei prezzi convinse la Roland a produrre il suo delay Boss sotto un nuovo nome e cos\u00ec nacque il DD-3. Quindi il DD-2 e i primi DD-3 sono esattamente la stessa cosa. La qualit\u00e0 del loro suono \u00e8 ritenuta da molti superiore alle versioni che li avrebbero seguiti. Ad esempio, il famoso tecnico di David Gilmour, Pete Cornish, ha usato un DD-2 per costruirgli attorno l\u2019ingombrante e costoso delay TES Tape Echo utilizzato prima dai Pink Floyd e poi anche da John Mayer. Dal corpo del TES spuntano le 4 famose manopole Boss\u2026<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8273\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-38x50.jpg 38w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-60x80.jpg 60w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3119.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il long chip installato nel mio DD-3 made in Japan &#8211; \u00e8 praticamente un DD-2 in una scatola rimarchiata<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nei primi anni 90, poco prima di passare la produzione del DD-3 a Taiwan, Boss ha ridisegnato l\u2019intero circuito per diminuire i costi di produzione: hanno ridotto drasticamente il numero di piccoli cavi da saldare a mano e sostituito il chip Roland con un pi\u00f9 piccolo Mitsubishi M50195 o M50290, di forma quadrata. Questa versione \u00e8 definita DD-3A e \u201csquare chip\u201d dagli appassionati, in contrapposizione alla \u201clong chip\u201d originale, identica al DD-2. Entrambe queste versioni del DD-3 riportano la scritta Made in Japan su etichetta blu (\u201cblue label\u201d). I Boss DD-3 made in Japan, blue label e long chip sono tra i pi\u00f9 ricercati perch\u00e9 identici al DD-2. Bisogna fare attenzione perch\u00e9 gli ultimi Made in Japan non hanno il long chip anche se sono blue label.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img width=\"1024\" height=\"649\" src=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-1024x649.jpg\" class=\"wp-image-8274\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-1024x649.jpg 1024w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-768x487.jpg 768w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-79x50.jpg 79w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138-126x80.jpg 126w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/img_3138.jpg 1166w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019etichetta blue del mio DD-3 di inizio 1989<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In seguito Boss ha trasferito la produzione a Taiwan e le etichette sono diventate rosa per la prima met\u00e0 degli anni 90 (il mio pink label \u00e8 del 95), per poi adottare l\u2019odierna etichetta grigio scuro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel 2002 il DD-3 ha subito ancora un ammodernamento: si \u00e8 passati ai componenti discreti e ai circuiti stampati, semplificando enormemente la produzione. Le elettroniche occupano decisamente meno spazio ma il suono \u00e8 diventato pi\u00f9 preciso e dettagliato, togliendo al DD-3 il \u201ccalore\u201d che lo aveva caratterizzato. Sono possibili delle modifiche (high-cut mod) che lo rendono pi\u00f9 simile alle versioni precedenti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Boss ha prodotto negli anni delle versioni aggiornate del duo delay, DD-5, 6 , 7 e 8. Ma per la sua moderna serie di reissue Waza Craft ha prodotto il DD-3T, basandolo sul modello originale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Recentemente ho voluto provare un delay digitale ritenuto tra i migliori di sempre, utilizzato anch\u2019esso in passato dai gi\u00e0 citati Pink Floyd e John Mayer: il danese T-Rex Replica. Ho acquistato un esemplare della prima versione ma era difettoso e ho dovuto restituirlo. Il Replica \u00e8 considerato un delay digitale dal suono \u201ccaldo\u201d, in contrapposizione ai moderni delay digitali le cui ripetizioni sono ognuna identica alla precedente. I delay a 12 bit come i vari Boss non hanno questa alta fedelt\u00e0, quindi risultano pi\u00f9 caldi di un delay digitale moderno. Probabilmente questo \u00e8 il motivo che mi faceva abbassare il livello del Flashback e mi ha portato due volte a tornare al DD-3. Quindi probabilmente un buon delay Boss \u00e8 affine a un T-Rex Replica (che e comunque generalmente considerato superiore). Entrambi non sono per\u00f2 \u201cscuri\u201d quanto un delay analogico, il cui segnale degrada pi\u00f9 rapidamente per via della tecnologia con cui le ripetizioni vengono riprodotte. Si tratta ovviamente di una questione sia di gusti che di utilizzo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Alla fine il mio delay digitale \u00e8 rimasto tuttora un Boss DD-3, sostituito pi\u00f9 volte ma sempre riacquistato. A quel punto, se non un DD-2, ho preso un definitivo DD-3 del febbraio 1989, blue label, long chip, made in Japan\u2026<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo cominciato ad usare singoli pedali analogici come l\u2019MXR MC-402 e il Fulltone OCD accostati allo Zoom Multistomp per gli effetti di modulazione. L\u2019amico che mi aveva fatto conoscere l\u2019OCD, mi fece notare che era uno spreco avere una bella chitarra e poi degradare il suono con effetti digitali. 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