{"id":1042,"date":"2014-10-14T09:37:44","date_gmt":"2014-10-14T07:37:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/blog\/?page_id=1042"},"modified":"2014-10-30T10:13:25","modified_gmt":"2014-10-30T09:13:25","slug":"i-sogni-di-ragazzo-le-piccole-grintose","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/en\/memorie-tramite-le-auto\/i-sogni-di-ragazzo-le-piccole-grintose\/","title":{"rendered":"I sogni di ragazzo &#8211; le piccole grintose"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;avvicinarsi dei 18 anni cominciai a sognare di avere un&#8217;auto mia, in modo pi\u00f9 concreto. La mia auto preferita dell&#8217;epoca rimaneva un&#8217;Alfa Romeo, la Giulietta (1977-1985), ma anche altre auto, per lo pi\u00f9 a carattere sportivo, stuzzicavano la mia fantasia.\u00a0Non ho mai sognato Ferrari o Porsche. Mi piacevano i modelli di tutti i giorni, un po&#8217; perch\u00e9 erano quelli che, osservandoli quotidianamente in giro per la citt\u00e0, avevano stuzzicato la mia attenzione sin da bambino, un po&#8217; perch\u00e9 forse sentivo che un giorno sarebbero stati sogni realizzabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una di queste era una grintosa francese, la Renault 5 nella versione <em>Alpine<\/em>: montava un 4 cilindri da 1397 raffreddato ad acqua, lo stesso motore utilizzato sulle R5 TX e TS, ma rivisto in profondit\u00e0, in modo da arrivare ad erogare 93 CV a 6400 giri\/min, in luogo dei 63 CV erogabili sulle due versioni pi\u00f9 tranquille. Tale motore era dotato di testata emisferica in alluminio, e riusciva ad erogare una maggior potenza grazie ad interventi come l&#8217;aumento del rapporto di compressione e l&#8217;adozione di un carburatore invertito doppio corpo Weber. Con tali rivisitazioni, anche la coppia motrice aument\u00f2 in maniera considerevole, arrivando ad 11.8 kgm di picco massimo a 4000 giri\/min. La distribuzione era del vecchio tipo ad asse a camme laterale mosso da catena, e distribuzione ad aste e bilancieri. L&#8217;impianto frenante era di tipo misto, cio\u00e8 con dischi anteriori da 228 e con tamburi al retrotreno. I cerchi erano da 13 pollici, dimensioni ridotte che permettevano alla Alpine uno scatto bruciante, tale da coprire in circa 9 secondi l&#8217;accelerazione da 0 a 100 km\/h da garantirle un allungo di 175 km\/h, considerevole all&#8217;epoca per una piccola vettura pepata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-RENAULT-5-alpine-turbo-4054.jpg\"><img class=\"aligncenter size-full wp-image-1044\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-RENAULT-5-alpine-turbo-4054.jpg\" alt=\"auto-RENAULT-5-alpine-turbo-4054\" width=\"800\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-RENAULT-5-alpine-turbo-4054.jpg 800w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-RENAULT-5-alpine-turbo-4054-300x244.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><em>La Renault 5 &#8220;Alpine&#8221; Turbo<\/em><\/p>\n<p>Tra le piccole italiane\u00a0ero molto affascinato\u00a0dalla\u00a0Autobianchi A112, in particolar modo\u00a0nella\u00a0versione &#8220;Abarth&#8221;. La A112 era la risposta italiana all&#8217;inglese Mini. Il nuovo modello Autobianchi, che dal 1968 era nel gruppo FIAT, era apprezzato per la facilit\u00e0 di guida, l&#8217;eleganza delle finiture e la versatilit\u00e0 d&#8217;uso, anche determinata dal portellone posteriore. Dopo aver verificato l&#8217;impossibilit\u00e0 di proporre un nuovo modello in tempi brevi, la Innocenti, che produceva delle Mini italiane su licenza della British Motor, corse immediatamente ai ripari presentando il modello &#8220;Cooper MK3&#8221; che si rivolgeva ad una clientela prettamente maschile, disposta a sopportare un rilevante aumento di spesa pur di sfoggiare una prestigiosa immagine sportiva.<\/p>\n<p>L&#8217;idea per fronteggiare la &#8220;Cooper MK3&#8221; venne dall&#8217;opera di Carlo Abarth che, in occasione del &#8220;Saloncino dell&#8217;auto sportiva&#8221; del 1970, aveva realizzato un prototipo su base &#8220;A112&#8221;, con potenza di 107 CV e distribuzione a testa radiale, espressamente pensato per le corse, ottenendo il corale consenso della stampa specializzata. Ultima realizzazione autonoma di Carlo Abarth, il prototipo era il tentativo di convincere la FIAT a fornire le basi meccaniche per realizzare, in piccola serie, autovetture destinate ai piloti privati, risollevando economicamente il glorioso marchio dello scorpione. Cos\u00ec non fu. Il colosso torinese scart\u00f2 subito l&#8217;ipotesi di mettere in cantiere una costosa automobile da corsa, ma le soluzioni di Carlo Abarth vennero accolte per realizzare la versione sportiva della &#8220;A112&#8221;, con la quale contrastare la &#8220;Cooper MK3&#8221;. Due prototipi di costruzione FIAT, uno con 63 CV a testata convenzionale e l&#8217;altro di 74 CV a testata radiale, svolsero i primi test su strada nel gennaio 1971, proprio mentre la FIAT stava concludendo la trattativa per l&#8217;acquisizione della Abarth.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-A112Abarth.jpg\"><img class=\"aligncenter wp-image-1048\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-A112Abarth.jpg\" alt=\"auto-A112Abarth\" width=\"700\" height=\"483\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-A112Abarth.jpg 500w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-A112Abarth-300x207.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><em>Autobianchi A112 Abarth<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 sembrare strano, ma c&#8217;era un&#8217;altra piccola italiana in versione sportiva con cui sognavo di andare a prendere la mia prima ragazza (che devo dire, questi erano i sogni dei giovani appassionati di auto dell&#8217;epoca). Era la Fiat 127 Sport 70 HP. La 127 era uscita nel 1971 segnando una svolta nel mondo delle \u201cpiccole\u201d: presentava la trazione anteriore, la linea a due volumi disegnata da Pio Manz\u00f9 e il motore di 903 cc, rivoluzionando il concetto di utilitaria da famiglia. Il successo che arrise al nuovo modello, di gran lunga superiore alle previsioni, fece pensare che ne sarebbe stata derivata subito una versione sportiva. Invece la variante \u201ccattiva\u201d arriv\u00f2 soltanto nel settembre 1978, una volta messi da parte i timori post-crisi energetica. La nuova 127 Sport 70 HP non era per\u00f2 sportiva nel senso tradizionale del termine. Non era un coup\u00e9 n\u00e9 una cabriolet o una spider: era pi\u00f9 un \u201callestimento sportivo\u201d della berlina base, con la personalizzazione estetica e il motore potenziato, secondo tendenze diffuse all\u2019estero, dove era di moda derivare, da auto di grande diffusione, una versione caratterizzata in modo vistoso e con prestazioni intonate alla brillantezza e al piacere di guidare. Questa strategia catturava nuovi clienti e aveva un effetto di traino sulla vendita delle versioni base del modello. Da noi, invece, le \u201cderivate sportive\u201d incontravano qualche resistenza, tuttavia la Fiat non si era del tutto estraniata da questa realt\u00e0: l\u2019aveva per\u00f2 seguita indirettamente, lasciando alla sola Autobianchi (con la A 112 Abarth), una volta tramontata la 128 Rally, il compito di dare una risposta efficace. Ma la VW Golf GTI, e poi la Renault 5 Alpine, avevano ormai ampiamente mostrato che le versioni sportive di normali medie da famiglia rappresentavano un\u2019importante presenza nella gamma di qualsiasi grande Casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-127sport.jpg\"><img class=\"aligncenter wp-image-1045\" src=\"http:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-127sport.jpg\" alt=\"auto-127sport\" width=\"700\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-127sport.jpg 450w, https:\/\/www.pasqualerobustini.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/auto-127sport-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><em>La Fiat 127 Sport 70 HP<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: right;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pagina_principale\" target=\"_blank\">Wikipedia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;avvicinarsi dei 18 anni cominciai a sognare di avere un&#8217;auto mia, in modo pi\u00f9 concreto. 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