Le avventure di una Papalfa

Avevo fatto un sogno. Era notte e dei fari di una automobile illuminavano un cancello di una villa di campagna. Era come se li guardassi di lato alla loro altezza, come fossi un bambino. Provavo quella sensazione di sicurezza e calore di rientrare a casa con la tua famiglia, una sensazione molto positiva che mi è rimasta impressa con quella stessa immagine del sogno. I fari dell’auto erano tondi e cromati. Erano quattro. Al centro una griglia a V con un logo rotondo sul lato alto che per me ha sempre ricordato un periodo in cui la vita era diversa, aveva un altro ritmo, più naturale. Un periodo in cui quando viaggiavi o facevi semplicemente un giro non eri rintracciabile e per chiamare qualcuno dovevi cercare un telefono pubblico. Era anche il periodo più glorioso del marchio di quel logo e io lo associo alla mia infanzia e ad un periodo pre-digitale, dai ritmi più umani. Era il logo Alfa Romeo su un frontale tipico di quegli anni: Oo=V=oO.

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Le cose cambiano

Le cose cambiano. La vita è un divenire. Quello che succede ha delle conseguenze. E’ naturale. I grossi cambiamenti della vita, quelli che segnano, che causano il maggiore stress e quindi richiedono un maggiore riadattamento delle vita di una persona arrivano prima o poi per tutti: lutti, cambi o perdita di lavoro, trasferimenti, matrimoni e separazioni, nascite di figli. Sono stress sia positivi che negativi. Non si è più gli stessi quando si diventa genitori, né quando si perde una persona cara. Per quello che riguarda la mia vita, lo stress positivo più bello e intenso è stata la nascita di mio figlio: ho scoperto che non si può descrivere come ci si sente, lo capisci solo quando succede ache a te; la sensazione che descrivo a chi me lo chiede è che mi sentivo “completo”. Per ora lo stress negativo peggiore che mi è accaduto è stata la perdita del lavoro.

Due cose hanno reso la cosa più pesante di quanto non fosse normalmente: la strada, le lotte e i sacrifici fatti per arrivare al lavoro che sognavo e l’età critica in cui poi l’ho perso, poco dopo i 50 anni. Come essere nella terra di nessuno, troppo giovane per la pensione, troppo anziano per essere assunto di nuovo.

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I miei dischi fondamentali

Sono nato e cresciuto in Italia ed ovviamente sono stato esposto alla cultura musicale nostrana. Ho cominciato a canticchiare le canzoni da prima di andare a scuola. Cantavo anche le parti musicali, per il divertimento dei numerosi zii che mi ronzavano attorno. Poi ho cominciato a mettere le mani su una tastiera giocattolo per approdare infine alla chitarra attorno agli 11 anni. Ovviamente suonavo le canzonette italiane che ascoltavo alla radio. Ma una voce dentro di me mi diceva che avevo bisogno di qualcosa di più…

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Il sito delle cause perse…

HiFi? E chi ascolta più musica con due casse ben posizionate ed un impianto con componenti separati? Streaming in auricolari e via!

La chitarra elettrica non è più la protagonista della musica, il “musicista” figo balla e fa scena, non sa certo suonare. I giovani non si sacrificano certo ad imparare uno strumento…

I computer sono molto attuali ma Internet non è più quella di una volta, la cultura informatica non serve da quando un PC si usa per fare attività social e gaming.

Geologia? E cosa è? Ma serve? Mi ci sono laureato ed io stesso sono finito a fare un altro lavoro. La Geologia non è dovutamente considerata tra le scienze. E’ un grave errore ma continua ad essere ignorata;

Fotografia? La pellicola? Manco a dirlo! Basta uno smartphone, che ce frega dell’esposizione!

Le automobili con un certo carattere? Mah… lo stereotipo tedesco=figo va per la maggiore. Invece il made in Italy meriterebbe ma …chi ci crede a parte me?

Aikido! Arte dell’armonia? Ma io voglio fare a botte, sennò a che serve un’arte marziale? La strada è pericolosa e io ho bisogno di difendermi: MMA e BJJ!

Saranno cause perse ma mi ci diverto …e mi sfogo! E’ tutto cominciato con la curiosità di capire come funziona un sito web. Poi la cosa mi ha preso la mano ed è cresciuta negli anni. E’ una cosa che faccio per me stesso, cosciente del fatto che magari nessuno mi legge. Se poi invece a qualcuno risulteranno utili le cose che legge qui, sarò il blogger più felice di internet… 😉

Buona lettura!