Chi rompe paga…

iPad_Mini_Screen_Repair_nycDa qualche anno sono utente Apple e mi sono sempre trovato bene, sia con i Macintosh che con l’iPhone.

Nel giugno ho accettato di acquistare un iPad per mio figlio di 5 anni, con l’idea che il futuro che lo attende sarà anche più tecnologico, che un giorno si studierà su tablet, che esistino app educative che laoaiuteranno fin d’ora a sviluppare certe capacità. Ho scelto il più piccolo iPad Mini, niente 3G, niente schermo Retina, poca memoria. Lo usa solo in modalità aereo per evirtare flussi di dati in wireless mentre lo ha addosso. Ed è sempre sotto sorveglianza con cronometro alla mano. Quando è troppo scatta l’allarme e lui è bravissimo a smettere subito. Ma un giorno gli è caduto e si è rotto il vetro.

Ed è lì che ho scoperto che con la Apple non è sempre tutto rosa e fiori.

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Tutta un’altra musica


Come ascoltate la vostra musica preferita? Infilate un CD nel lettore, auricolari nell’iPod, playlist dal computer? Ve ne state lì seduti a godervela o state in giro a fare altro? Provo a buttarla lì: al primo posto è l’ascolto con auricolari mentre si va in giro, al secondo c’è l’ascolto in auto mentre si è alla guida, al terzo il CD in un lettore da quattro soldi che ingloba pure le due casse. Quanti oggi sono interessati a (o sono addirittura consci che esista) un modo per ascoltare musica infinatemente più godibile di questi? Pochi credo, molto pochi. Andiamo troppo di fretta oggi per poterci permettere un ascolto rilassato e di qualità, concentrato solo sulla musica, per mezzo di strumenti opportuni, gli unici che possono garantire un’esperienza davvero sensazionale, simile al “live”: una sorgente, un amplificatore e due (dico 2) diffusori posizionati opportunamente.

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L’assenteista

pasqQuando ci si prende la responsabilità di un corso di Aikido ci si affeziona molto a chi decide di allenarsi con noi. L’Aikido ha la capacità di mettere in relazione le persone in modo molto speciale. Il risultato è un legame intimo tra praticanti, ad un livello diverso di quello che si sviluppa tra compagni di palestra o di squadra, o tra colleghi di lavoro. Non dico che si diventi tutti amici, ma certamente si è compagni di un percorso molto particolare, intimo direi, di sviluppo del potenziale umano, un percorso in cui il responsabile del corso è solo un po’ più avanti ma è comunque sulla stessa strada.
Per chi organizza il corso però le cose sono un po diverse. Nei confronti di coloro che hanno scelto il suo dojo per praticare Aikido con lui, nasce un legame particolare, un po’ simile a quello che c’è tra padre e figli, con le dovute differenze, ci mancherebbe. Sicuramente subentra una sorta di istinto paterno, per cui se qualcuno dei praticanti lascia il dojo, una piccola quantità di sofferenza è inevitabile.

La ricerca del bambino perduto

USA - Mickey Mouse Sfilata 4 luglioInseguire i sogni o diventare “adulti”?
Credo che gli Stati Uniti abbiano fatto un ottimo lavoro di esportazione culturale facendoci sognare. C’è chi, non a torto, la chiama proprio colonizzazione culturale. Sono cresciuto a pane e fumetti Marvel, quindi la mia prima contaminazione è stata dovuta all’amore per l’Uomo Ragno (oggi si dice Spiderman anche in Italia, la colonizzazione è più spinta), ma il legame più profondo era per Devil (Daredevil nella lingua originale), anche se non ero certo immune ad Iron Man, Capitan America, Thor, Fantastici 4 e gli altri. Tutto si svolgeva negli Stati Uniti. Aggiungiamo che in infanzia giocavo con soldatini dei Marines americani e che pure il mio fumetto preferito italiano, Zagor, è ambientato nelle foreste del nordest degli Stati Uniti della prima metà del 19º secolo ed il gioco era fatto…

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Mono, stereo o multichannel

SD8_Silver-6-1024x662L’inerrastabile avanzata della tecnologia che ci “migliora la vita”… (?)
Fin da bambino rimasi colpito dalla magia della riproduzione audio. A tre anni circa cominciai a cantare, a 10 mi regalarono un registratore a cassette e cominciai i primi esperimenti. Poco dopo ascoltai il primo impianto stereo a casa di uno zio, affascinato dall’effetto creato da due diffusori che emettevano suoni diversi.

Nel l’innocenza dell’epoca pensai che magari, con un diffusore per ogni strumento si sarebbe potuto riprodurre un evento musicale in modo più realistico. Ma non è così che funziona. Per farla breve, abbiamo due orecchie e così due diffusori ricreano al meglio l’esperienza dal vivo di un evento musicale.

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Spin the black circle!

Così cantavano i Pearl Jam nel lontano 1994, nel loro album Vitalogy, il primo dei loro che ho comprato, ma in formato CD. Mentre il “black circle” è il disco nero, quello in vinile. Hanno scritto una canzone apposta per decantare le lodi del loro supporto musicale preferito. Beh, che dire, sono miei coetanei e sono cresciuti con i dischi in vinile, i 33 giri, i 45 giri, il mangiadischi, ecc. Tutto molto bello. Ma oggi? Ne vale ancora la pena? Sono in tanti a pensare di no, davvero molti. Eppure da qualche anno le vendite dei CD sono in calo costante; quelle degli LP crescono. Intendiamoci, non si parla di sorpasso, non accadrà mai. Ma c’è una possibilità: che il CD scompaia definitivamente distrutto dalla musica liquida, quella su file, l’LP no… 😉

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Non chiamatemi maestro…

pasqIl “maestro” in italiano (senza scomodare vocabolari) è una persona particolarmente capace in una data materia od arte, che sa usare in modo ammirevole uno strumento qualunque. Nelle arti marziali il maestro ha un’aura mistica, è maestro di vita, anche. Io insegno Aikido dal 2010 e ogni tanto a qualcuno “scappa” di chiamarmi così, anche se sa che mi dà fastidio…

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Ho scoperto di essere un criminale!

photoIo un criminale? Mah… in realtà faccio il geologo, ho lavorato anche come rilevatore, in contatto con la natura, ho fatto un po’ di ricerca all’università, mi sono sempre considerato un ambientalista (magari tenendo in considerazione che anch’io guido la macchina, uso energia, ecc.). Ora sono in una piccola azienda che si occupa di esplorazione e ricerca di idrocarburi. Ma forse non dovrei dirlo in giro…

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Io e l’Aikido

pasqHo cominciato a praticare Aikido con Valter Francia nel 2001 e glie ne sarò sempre grato. E’ stato lui a iniziarmi in questa arte e non lo dimenticherò mai. Ricordo benissimo la sensazione di euforia all’inizio di ogni giornata che avrebbe previsto un allenamento. La giornata cominciava meglio sapendo che in serata ci sarebbe stato l’Aikido. Chi mi conosce bene sa che è così e che quello che dico/scrivo non ha mai secondi fini, non c’è niente tra le righe. Mai.

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