Microsoft non è poi così male

Il cosiddetto gigante di Redmond non mi è mai stato veramente simpatico. L’effettivo monopolio sui sistemi operativi e il software per l’ufficio ne faceva ai miei occhi una sorta di bullo che approfittava della propria superiorità commerciale, ma non tecnologica. Le mie simpatie andavano alla Apple di Cupertino. Non che mostrassero meno i muscoli, ma ero convinto della superiorità tecnologica dei loro prodotti e condividevo maggiormente il “pensare diversamente” di Steve Jobs piuttosto che gli scopi meramente commerciali di Bill Gates. Almeno così la vedevo mentre muovevo i primi passi sul PC a cui ero costretto a causa dei costi proibitivi dei Macintosh degli anni ’80.

A dire la verità, ad un certo punto sono stato anche grato a Microsoft per aver “copiato” l’idea dell’interfaccia grafica con icone, menù a tendina e mouse. Almeno così potevo usare un PC alla stregua di un Mac, tramite le pessime prime versioni di Windows che, almeno fino all’arrivo di Windows 2000, non erano altro che una copertura del famigerato ed obsoleto DOS (al cui uso però devo molta della mia dimestichezza col software).
Sempre per onore del vero, bisogna precisare che ben prima di Windows 2000, Windows NT era stato un sistema operativo davvero multitasking (quando MacOS ancora non lo era) e pensato per le reti. All’epoca richiedeva risorse hardware esorbitanti, ma fu quella tecnologia a decretare il successo di Windows 2000, a cui seguì XP e così via.

Ma Windows era secondo me anche nato grazie al cinismo di Microsoft, che l’aveva creato dopo l’abbandono del progetto OS/2, ottimo sistema operativo disegnato con IBM. Priva della tecnologia di MS, Big Blue non poté portare avanti il potente e versatile OS/2, mentre a Redmond quelle basi servirono a creare Windows 3 (praticamente l’interfaccia grafica di OS/2 ribattezzata – a lato). OS/2 fallì miseramente nonostante fosse nettamente superiore a Windows. Del resto i prodotti Apple sono sempre stati superiori all’accoppiata Windows/PC, ma hanno venduto sempre molto, molto meno.

Poi arrivò Internet e con essa il World Wide Web ed il primo browser: Mosaic. Poi una giovane ditta creò il primo browser come li conosciamo oggi: Netscape Navigator. Con lui si navigava agli albori di Internet. Netscape era sinonimo di Internet. Poi Microsoft inserì il suo Internet Explorer gratuitamente in Windows, nessuno sentì più il bisogno di acquistare Netscape e la ditta fallì. Dannata MS! Beh… però dobbiamo a loro la gratuità dei browser Internet, tutti. In seguito la Netscape rilasciò il codice di Navigator alla fondazione Mozilla che da esso creò Firefox.

Nonostante l’antipatia, da libero professionsta finii persino per acquistare Microsoft Windows 98 ed Office 2000, stanco di essere un utente pirata come tutti. Allora presi ad utilizzare Explorer ed Outlook visto che li avevo pagati. Dopo qualche anno, divenuti obsoleti quei prodotti, non li aggiornai e cercai di lottare contro l’arrogante monopolio di Microsoft (che devo dire? Del resto non avevo mai avuto una SIM Tim, il telefono fisso con Telecom, l’auto Fiat. Poi è successo ;-)). Sposai la causa del software libero ed utilizzai il gratuito ed ottimo OpenOffice, andando incontro alle critiche dei vari collaboratori che lamentavano l’incompatibilità totale con Office quando ci scambiavamo i documenti (non era vero: erano loro ad avere versioni di MS Office troppo vecchie). Morale: il professionista serio usa i prodotti Microsoft. Che rabbia! Altra cosa che mi dava davvero sui nervi era la Patente Europea del Computer: a quei tempi era solo una spudorata patente di utente Windows+Office (per fortuna poi le cose sono cambiate). Insomma, il messaggio era: se sai usare prodotti Microsoft puoi certificare le tue capacità “informatiche” (e tra l’altro Windows te lo trovi preinstallato su qualunque laptop, “compreso” nel prezzo – provate a rifiutarvi di installarlo e chiedete il rimborso). E se non hai i soldi per Windows+Office e ti installi gratis Linux ed OpenOffice? Sei un ignorante informatico? Ma andiamo!

Infatti, stanco di virus, malfunzionamenti, prestazioni che peggioravano col tempo, mi decisi a lottare contro i mulini a vento e passai a Linux, nelle varie versioni fino all’adozione di Ubuntu, imparando davvero molto dell’informatica. Ma alla fine mi resi conto che tra DOS, Windows vari, Linux vari, passavo più tempo a configurare i computer che ad usarli. Stanco, decisi di vendere l’ultimo PC laptop e di acquistare il primo Apple: un MacBook bianco. Meraviglioso! Ero libero dalle configurazioni (se poi uno vuole, c’è sempre Unix nel cuore del Mac, una modifica open source di BSD Unix ribattezzata Darwin), potevo utilizzare il computer per divertirmi o lavorare (anche se con la splendida interfaccia Aqua di OSX non sembra neanche di stare a lavorare).

Ma in ufficio ero constretto all’accoppiata Windows/Office. Acquistai un iPhone per poter avere un Mac palmare con me e “depurarmi” dall’uso quotidiano di Windows 7 al lavoro ;-). “Reagii” anche rifiutando categoricamente l’uso di Internet Explorer ed Outlook. Eroicamente, utilizzai un po’ tutti i browser alternativi ad Explorer (persino l’ultima versione di Netscape fino al suo abbandono definitivo anche da parte di AOL). Non usavo più client email, ormai legato alla praticità della webmail, essendo passato da Hotmail (ormai caduta nelle mani del nemico) a Yahoo per finire a Gmail. E qui cominciai a vedere le cose con meno pregiudizi: Google, che da pioniere no-profit che era agli inizi, stava ormai invadendo sempre più le nostre vite e la nostra privacy, non era quindi tanto meglio di Microsoft; Apple ci cambiava la vita facendoci abituare ad avere un palmare in tasca, Internet e posta elettronica a portata di mano, sempre. Per non parlare della connessione costante ai social network. Anche Facebook mi pareva, sempre più, peggio di Microsoft sotto diversi aspetti. Ad un certo punto l’azienda per cui lavoro passò ad un sistema di posta elettronica basato su Microsoft Exchange Active Sync, un protocollo di scambio posta e sincronizzazione ben più avanzato dell’IMAP, figuriamoci del POP. Si trattava di Office365. Pian piano mi resi conto della qualità e della sicurezza di questo servizio, tanto da utilizzarlo in Outlook (!) in ufficio e da desiderarne uno analogo per uso personale! Diverse volte avevo provato ad abbandonare Gmail, in particolare per tutte le voci su come scansionano la posta per capire i nostri gusti e mirare opportunamente la pubblicità. Un paio di volte sono tornato a Yahoo, per cui ho sempre nutrito una certa simpatia, ma alla fine non era facile rinunciare alla facilità con cui Gmail mi consentiva di gestire diversi account in un posto solo, di inviare posta da diversi indirizzi, ognuno con la propria firma. In più Google Sync mi permetteva di tenere sincronizzati su Mac e iPhone tutti i miei contatti, messaggi, calendari. Come? Incredibile: tutto tramite Microsoft Exchange…

Esisteva già un servizio gratuito basato su Exchange: Microsoft, che nel frattempo aveva pure acquisito Skype (facendomi anche meditare su come sostituirlo – ma era adottato dalla mia azienda…), stava trasformando la storica Hotmail in un servizio web basato su Exchange Active Sync chiamato Outlook.com, in cui confluivano i servizi che una volta erano MSN, Windows Live e a breve pure Skype. La webmail di Microsoft si stava trasformando in qualcosa di serio, che mi ricordava anche l’efficenza del sistema Office365 che utilizziamo in ufficio. Lo provai (avevo ancora il mio antico account Hotmail), ma come sempre tornai a Gmail con la coda tra le gambe: all’inizio il servizio Microsoft non consentiva di inviare messaggi da indirizzi diversi senza poter personalizzare il nome del mittente e nascondere la reale provenienza da Outlook.com. Con l’uso che faccio dei miei indirizzi di posta non andava proprio bene. E poi, cosa piuttosto assurda, Mac OSX mal supporta il servizio Exchange, al contrario di iOS che invece ci si trova benissimo!
Lasciai da parte Outlook.com dei primi passi e, preso come ero dall’entusiasmo “all-things-apple”, mi buttai su iCloud e acquistai la suite per ufficio di Apple per Mac e iPhone (l’economicissimo iWorks), sincronizzando il tutto. Una figata? No, per niente. Con iCloud non è assolutamente possibile inviare messaggi da altri indirizzi. Lo spazio per la posta è limitato (a meno di non pagare un bel po’). Le applicazioni iWorks non si sincronizzano poi così bene sull’iPhone (almeno per la mia esperienza) e su PC non sono utilizzabili. Nel frattempo Microsoft aveva messo a disposizione lo SkyDrive, un hard disk virtuale che per quelli come me, da anni titolari di un account Hotmail, era di addirittura 25 Gb, poi, cosa negativa, ridotto per tutti, nuovi e vecchi iscritti, a 7 Gb, comunque più di Google Drive e Dropbox (con 8 euro l’anno si hanno i 27 Gb e c’è da considerare che lo spazio per email è illimitato e gratis). Una sorpresa positiva è stata invece che aprendo documenti Office si ha a disposizione l’interfaccia di Word, Excel o Powerpoint su browser (anche su Mac)! Su iPhone esistono App come CloudOn, in grado di creare un’interfaccia Office che non sarebbe nativamente disponibile (evviva la concorrenza). Insomma, chi non possiede MS Office non ha un reale bisogno di acquistarlo ora che internet è così diffusa: accanto alla webmail ora c’è anche il “web(MS)office” gratuito, accessibile da qualunque computer connesso a internet. Perché la Apple non ci ha pensato? (E’ solo arrivata dopo: ora esiste anche iWorks per iCloud…)

Ciliegina sulla torta, il suocero ci regala MS Office per Mac, per consentirci di aiutarlo col suo lavoro. Scopro un relax prima ignoto nel poter aprire i miei documenti su PC e Mac, magari salvandoli su Dropbox o SkyDrive (nel frattempo diventato OneDrive) per averli a disposizione ovunque. E rifletto… Perché demonizzare a priori qualcosa? Come avrei dovuto ormai imparare da tempo, niente è bianco o nero. Apple vedeva IBM come il nemico, agli inizi. Poi si resero conto che il nemico lo avevano in casa ed era quel produttore di software che creava Word ed Excel per Mac, aiutando concretamente il successo dei computer Apple, ma allo stesso tempo approfittando delle conoscenze acquisite su MacOS per copiare l’idea dell’interfaccia grafica. Ma a ben vedere la Apple la aveva già copiata dalla Xerox, che per prima pensò al puntatore mouse, alle icone, eccetera. Solo che non sapevano che farci sulle loro fotocopiatrici! Anche Apple fa cose assurde come impedire l’uso di iCloud sul vecchio sistema operativo Leopard e permetterlo agli utenti Windows 7! La sua suite per ufficio, che legge e scrive formati MS, è molto più economica ed esiste anche per iPhone/iPad (solo da poco è offerta con interfaccia web come quella di Microsoft), ma in pratica, se si utilizzano i programmi Apple, su PC non ci si può lavorare.
Morale? Il bello è che possiamo scegliere, non dobbiamo per forza sposare un solo marchio e un solo modo di fare le cose. Ok, per l’ufficio è stabilito che MS Office è ormai uno standard troppo affermato per rinunciarvi: Office base non costa più così tanto e, male che va, abbiamo a disposizione le potenzialità essenziali tramite l’interfaccia web registrandosi al servizio online (del resto alzi la mano chi utilizza questi software al più del 10% delle loro potenzialità). Come motore di ricerca Google è ancora il migliore, anche se Bing di Microsoft non è poi così male. Per sincronizzare i nostri dispositivi portatili ci sono diverse alternative ad iCloud di Apple. Finché supportava Exchange su iPhone e iPad, anche qui Google Sync sembrava il servizio migliore. Ma nelle ultime versioni dei dispositivi Apple, Gmail non offre più tale possibilità a meno di non utilizzare la loro App. La cosa mi aveva fatto pensare di nuovo ad un tentativo di abbandono di Gmail. Scoprivo con piacere che Outlook.com aveva da poco ottimizzato la gestione degli account esterni nel modo in cui io e molti altri ne avevamo bisogno. La sorpresa è stata particolarmente piacevole in quanto a suo tempo avevo fatto proprio quel suggerimento inserendolo nella apposita pagina feedback di Outlook.com. Microsoft sta lavorando alacremente al miglioramento di questo servizio. Alla fine sono tornato ad utilizzarlo e ad apprezzarne la semplicità dell’interfaccia. E tutto fa pensare che seguiranno miglioramenti ed ottimizzazioni a valanga. Su iPhone noto la maggiore velocità di Active Sync rispetto a Gmail, che non potevo più utilizzare con Exchange sul nuovo melafonino. Pazienza se per ora non potrò usare firme diverse per ogni account o gestire outlook-comOutlook.com in OSX Mail, ma ho suggerito a Microsoft di aggiungere anche queste caratteristiche. Beh, ora è possibile usare Outlook.com in Apple mail con l’IMAP su Mac OSX Mavericks…
Inoltre, a giudicare dal sito in cui spiegano le caratteristiche del loro nuovo servizio, a Microsoft sembrano aver abbandonato i vestiti dei seri professionisti aziendali sposando un’immagine più giovanile,  spensierata e divertita che era stata più tipica della Apple, acquistando anche in simpatia…

La superiorità di Google Maps con StreetView sembra indiscussa, ma non è detto che Gmail sia ancora irrinunciabile. Oggi come oggi Outlook.com sembra un’ottima alternativa, senza pubblicità e senza scansione dei nostri messaggi. Con Active Sync è ottima su qualunque dispositivo. Nella mia opinione i dispositivi Apple rimangono i migliori, sia Mac che quelli mobili.

Diversifichiamo quindi:

  • ricerca web con Google e Google Maps (ma con un occhio a Bing);
  • web browser: Safari su Mac e Chrome su Windows (con un occhio a Firefox). Degno di nota il nuovo Maxthon
  • spazio online per salvare i dati con l’ottimo Dropbox (ma OneDrive potrebbe rivelarsi anche migliore, specie in sinergia con Outlook.com);
  • se possiamo, usiamo computer Apple (Windows 7 è meglio dei predecessori ma ancora lontano da MacOSX; Windows 8…?)
  • software per l’ufficio: Microsoft Office non costa più moltissimo ed è disponibile pure da browser gratuitamente; se vogliamo e possiamo, la suite opensource LibreOffice è ottima
  • dispositivi mobili: opinione personale – nonostante i Galaxy, i Lumia, ecc., gli iPhone/iPad rimangono i migliori;
  • posta e sincronizzazione: Exchange Active Sync di Outlook.com;

hotmail-logoDal canto mio, ho anche ripreso ad usare il vecchio indirizzo di posta originale, il primo che abbia mai avuto: @hotmail.com (non .it, che all’epoca non c’era), non optando per la sua conversione a @outlook.com (con cui però posso avere tutti gli alias che voglio). Nel lontano ’97, in previsione di una lunga permanenza al Cairo, scoprii l’esistenza dell’allora unico servizio webmail al mondo: Hotmail. HoTMail (nome originale) era stata lanciata da Jack Smith e Sabeer Bhatia nel luglio 1996 e già a dicembre ’97 fu acquisita da Microsoft diventando MSN Hotmail. Per un po’ resistetti e godetti in modo forse pionieristico dei primi messaggi istantanei con MSN Messenger e le prime telefonate gratuite negli USA che per un po’ quella tecnologia ha permesso – una sorta di Skype ante litteram. Poi abbandonai Hotmail per Yahoo nella mia avversione per i monopòli.

Oggi rimango felice utente di dispositivi Apple nati dal genio di Steve Jobs, che avrà avuto certamente le idee più innovative, la mente più aperta e creativa, ma non si è certo tirato indietro quando c’era da essere spietati. E penso che una persona come Bill Gates, che ha lasciato ad altri l’azienda per curare la fondazione benefica che aveva creato con la moglie, che non l’ha banalmente data in eredità ai figli così che potessero imparare a conquistare la loro fortuna da soli, non può essere poi così male come la immaginavo. Se la Microsoft offre oggi un buon servizio, gratuito, senza pubblicità, che rispetta la privacy, non evito di apprezzarlo per pura presa di posizione. La mia vecchia Hotmail la riesumo con piacere…

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Aggiornamento dell’altalena Gmail-Outlook.com:
da settembre 2013 mi ero trovato costretto a tornare ad utilizzare, ancora una volta, Gmail, poi nel giro di un paio di mesi ero tornato ad Outlook.com, anche se rimane il problema di non poter avere firme separate per ogni account esterno e quello di una gestione piuttosto macchinosa dei contatti. Nel frattempo, la sincronizzazione dei contatti Gmail su iPhone è tornata possibile; del push dei messaggi che non è più disponibile per palmari Apple non mi interessa proprio nulla (l’avevo disattivato, anche per l’utilizzo che fa della batteria e comunque lo trovo fastidioso). Poi ho cominciato ad avere problemi con l’invio da account diversi da quello MS. Quindi, con l’anno nuovo, ero ancora costretto a rientrare in Gmail. Poi Gmail attiva l’autenticazione a 2 passi, rendendo complicata la vita a chi utilizza più di un dispositivo, costretto a generare password per ognuno di essi. Cominciava a diventare davvero scomodo – rieccomi in Outlook.com da fine giugno 2014. Per quanto? 🙂
Neanche 10 giorni: comincio a pensare che a una certa età non si riesca a cambiare abitudini…