Le mie chitarre

“A guitar is one of the few things a person can own that is theirs exclusively.
You don’t share ownership with anyone.
It’s not the family guitar.
You don’t share it with your sister.
You don’t co-own it with your brother.
It is yours and yours alone.”

C.A. Turner, liutaio

dimarzio_powered_b&wIl mio primo grande amore è stata la chitarra…
Ho cantato da quando ho cominciato a parlare. Il mio orecchio musicale era subito evidente da come imitavo anche i suoni degli strumenti delle canzoni che cantavo. Quando poi ho scoperto come fare a suonare io con la chitarra la base musicale su cui sfogare le mie velleità canore, è stato un colpo di fulmine. La vera cantante di famiglia è mia sorella, gran voce. Ma io mi difendo bene. Quando lei aveva circa 9 anni ed io 11 (parliamo quindi del 1975 o giù di lì) scoprì per prima la chitarra, una vecchia Framez del ’57 o forse ’54 (niente di vintage o antiquariato, solo roba vecchia) che mio padre aveva comprato usata durante il servizio militare. Era rimasta a casa dei nostri nonni dove il suo fratello più giovane viveva ancora e la strimepellava con un po’ più di cognizione di causa. Mia sorella era incantata dal suono delle corde, imbracciava la chitarra come se già sapesse come fare, premeva sui tasti con i polpastrelli facendomi notare, affascinata, come i “suoni” cambiassero.

Così, visto l’interesse, mio padre e il fratello ci insegnarono i primi accordi. Già da tempo io e lei cantavamo in coppia le canzoni di Wess e Dori Ghezzi. Che ridere a ripensarci! Eravamo l’autoradio dei nostri genitori. Ricordo bene come, seduti sul sedile posteriore della vecchia Simca 1000, allietavamo i nostri viaggi o spostamenti col nostro repertorio. Ora potevamo suonare anche la nostra base musicale! la vecchia chitarra classica con corde metalliche ci distrusse i polpastrelli creandoci i famosi calli da chitarrista già in tenera età. Che dolore i primi tempi, ma la passione era enorme! Un bel giorno mio padre fece una sorpresa a mia sorella che, di ritorno da una gita scolastica, trovò a casa una chitarra nuova: una Eko da 25 mila lire! L’abbiamo letteralmente consumata…

Non ho una collezione di chitarre. Ho solo una chitarra elettrica ed una acustica. Non essendo un professionista non ho mai ritenuto necessario spendere cifre esorbitanti in chitarre di vario tipo a seconda del genere musicale da suonare. Ho scelto qualcosa che mi piacesse e che mi potessi permettere.

Da ragazzo il mio mito era la Fender Stratocaster, creata da Leo Fender negli anni 50. Pare che il mondo si divida in amanti della Stratocaster e quelli della Gibson Les Paul. Non so che dire a riguardo. Il mio mito è stato la Stratocaster e forse le sono un po’ più affezionato. Ma non ho mai potuto permettermi una chitarra di quel livello. Sognavo la Stratocaster da ragazzo “appiccicandomi” alla vetrina del negozio, notando ogni volta il prezzo irraggiungibile: solo 1 milione negli anni 70 – se l’avessi potuta acquistare, oggi varrebbe diverse migliaia di euro….

Ma quando nell’agosto del 1980 mio padre pensò che fosse bene investire in musica per i figli e decise di comprarmi una chitarra elettrica praticamente come regalo per i miei 16 anni, finii per portarmi a casa una imitazione della Stratocaster di una marca indefinita ma con ottimi pick-up della ditta americana Di Marzio, spesso montati anche da alcune Fender. L’emozione che provai ha lasciato il segno…

PRS_EG4Negli anni 90, “da grande”, ebbi la possibilità di comprare una Stratocaster: ma mi diedero la possibilità di provare una “piccola” Paul Reed Smith, la EG4 “Bolt-on” che alle Strato si ispirava. Non ci fu confronto. La PRS batteva la Fender Stratocaster con ponte Floyd Rose e pick-up attivi Lace Sensors su tutti i fronti, in particolare sulla qualità e precisione di manico e tastiera. Ci rimasi molto male e comprai la PRS nel 1993. L’ho poi venduta a fine 2016 per comprare una Stratocaster e coronare il mio sogno di gioventù.

A molto meno di quanto ho venduto la PRS ho trovato una bellissima Stratocaster made in Mexico nel 2006, Surf Green e con specifiche vintage del 56, una riedizione per il 60° anniversario. Questa volta però non sfigurava per nulla rispetto alla PRS. Oggi mi chiedo perché all’epoca non provai qualche Strato in più. Mi feci scoraggiare dal feeling della prima che provai; chissà se le PRS all’epoca avrebbe vinto su qualunque Stratocaster. Oggi sono felicissimo delle prestazioni della mia Stratocaster Classic 50s, il mio suono piace a tutta la mia band e finalmente ho realizzato il sogno.

Uso la chitarra acustica per cantare tra me e me quando posso. Quando dopo della PRS decisi di acquistare una acustica usata, mi imbattei per caso in una Seagull, un marchio canadese del gruppo Godin. Mi innamorai di quel suono. Non lo trovai in nessun’altra chitarra acustica di quella fascia di prezzo ma dicono che anche le chitarre ben più costose non fanno molto di più. Tornai a cercarla ma era stata venduta. Ci misi qualche giorno ma trovai la mia attuale Seagull M6 elettroacustica in un negozio di chitarre usate del centro. Il rapporto qualità prezzo era molto alta dato che all’epoca risparmiavano evitando la pubblicità e concentrandosi sulla qualità.

Oggi ho ripreso a suonare in un gruppo e a studiare chitarra per conto mio quando trovo il tempo. La bella Paul Reed Smith è finalmente tornata attiva per qualche mese prima di rivenderla, grazie ai nuovi amici che mi hanno invitato ad unirmi a loro, risvegliando una passione immensa che era rimasta sopita per un paio di decenni…

Ho finalmente realizzato il sogno di gioventù di avere una Fender Stratocaster e sono soddisfattissimo delle mie due chitarre: ho scelto quanto di meglio potevo all’epoca ed oggi, nei limiti delle mie possibilità. E poi diciamocelo, una Stratocaster me la merito a questo punto della mia vita. Mi sembra almeno giusto…

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