Pressione della testina e antiskating

hifi-Thorens_TD166_ArmA questo punto bisogna assicurarsi che la pressione della testina sul solco del disco (VTF = Vertical Tracking Force) sia quella prevista dal costruttore. A tal scopo bisogna abbassare l’alzabraccio e, tenendo il braccio con la mano (fuori dalla superficie del disco!), avvitare o svitare il contrappeso di regolazione della pressione della testina (nella foto a sinistra quello del TP-11) finché il braccio, con testina e monta testina al loro posto, sia perfettamente orizzontale, in equilibrio fra la massa della testina e del contrappeso. A questo punto si sposta la ghiera dei valori in modo che l’indicatore corrisponda allo zero. Poi si avviterà il contrappeso fino al valore previsto dal costruttore della testina (facilmente reperibile su internet), 1,5 mg per la mia Grado (valore piuttosto comune). Meglio ancora, procurarsi con poche decine di euro una bilancina per fonorivelatori, in grado di misurare la pressione della testina con precisione nettamente superiore a questo noto metodo.

hifi-antiskatingL’antiskating (letteralmente “anti pattinamento”) consiste nel contrastare la forza centripeta che tende a spostare il nostro braccio verso l’interno del disco durante la lettura. Le pareti interne del solco (quelle verso il centro del disco) contengono il segnale del canale sinistro, quindi questo dovrebbe essere più “evidenziato” se non si utilizzasse l’antiskating o se se ne utilizzasse troppo poco (in genere si noterebbe che il canale destro è un po’ attenuato e le frequenze più alte, specie le sibilanti, sono più distorte sullo stesso canale). Col tempo ciò porterebbe all’usura precoce sia di un lato del solco che della puntina. Fornendo una forza contraria (centrifuga) di opportuna entità, anche la parete esterna del solco, il canale destro, otterrà la giusta evidenziazione, ed essendo la pressione della puntina esercitata sul solco uguale su ambo i lati, l’usura della stessa sarà più lenta e quella del disco, se ben pulito, quasi nulla.

Il braccio TP-11 del Thorens TD-165/166 è fornito di un pesetto legato a due asticelle orizzontali con 6 scanalature ciascuna (figura a destra). A seconda del peso da applicare alla nostra testina, il manuale del Thorens suggerisce in quali scanalature dobbiamo inserire il filo a cui è attaccato il piccolo peso di contrasto. Nel mio caso (VTF di 1,5 g)  il manuale indica entrambe le scanalature numero 1 (il valore minimo di antiskating).

Nel TP-16 del mio Thorens TD-160, il peso di esercizio della testina è regolato dinamicamente: una volta azzerato il braccio, ossia messo in orizzontale spostando avanti e dietro il contrappeso, si ruota la ghiera dei valori VTF al valore desiderato. Quest’ultima regolazione avviene tramite una molla che varia il valore di VTF impostato quando, ad esempio, un disco deformato solleva la testina; in pratica reagisce dinamicamente alle variazioni di “quota” del disco. Se si dispone di una bilancia digitale si può correggere il valore, se necessario, agendo su una manopola sul retro del braccio.

il sistema di regolazione dell’antiskating fa uso di alcuni magneti che a seconda di come vengono regolati forniscono un contrasto alla forza centripeta subita dal braccio. La regolazione è effettuata tramite apposita manopola, da posizionare al valore ottimale da leggere su una scala piuttosto criptica (a lato e in basso a destra).

20628817296_75eac0b7b4_oAlcuni ritengono che l’antiskating non sia necessario se si aumenta leggermente la pressione verticale (VTF) esercitata dalla testina. Io sento che è meglio applicare una forza centrifuga sul braccio per bilanciare l’attrazione centripeta della testina. In seguito ho utilizzato il disco test di HiFi News per verificare il corretto settaggio dell’antiskating sia sul Thorens TD-165 che sul TD-160. Alcune tracce del disco forniscono alcuni toni che devono essere riprodotti senza distorsione su entrambi i canali; In entrambi i giradischi il canale destro risultava troppo distorto ed il sinistro era più evidenziato – segno di una forza di antiskating troppo bassa. Tra le tracce test in questione c’è anche uno spazio vuoto (non inciso) molto lungo (ampio), più o meno a metà disco. E’ molto utile per verificare l’efficacia della forza di antiskating applicata. In entrambi i giradischi, facendo scendere la puntina nel mezzo dello spazio tra due tracce, essa scivolava abbastanza rapidamente verso il centro – ulteriore conferma del troppo ridotto antiskating. Nel TP-11 sul Thorens TD-165 ho dovuto spostare il filo del pesetto sulle seconde scanalature dei braccetti per ottenere che la puntina rimanesse pressoché immobile all’interno dello spazio tra due tracce. Nel Thorens TD-160 ho pure dovuto ruotare la manopola avanti e dietro, procedendo per tentativi, per ottenere il giusto bilanciamento, anche qui con una forza di antiskating applicata maggiore di quella calcolata in base al peso di esercizio della testina (VTF).