Giradischi digitale Oppo DV-980H

hifi-philips_cd16Il mio primo giradischi digitale fu un Philips CD-16 (a destra) acquistato nella seconda metà degli anni 80. Mi fu venduto da un noto negozio di Roma come lettore con convertitore D/A basato sulla allora nuova tecnologia bitstream (detta “a 1 bit”), sempre della Philips, che all’epoca dichiarava di dotare i lettori CD budget di una sonorità di ben altro rango. Invece, come scoprii appena arrivato a casa, era un semplice CD con convertitore D/A a 16 bit, come si poteva facilmente evincere anche dal suo nome. Lo tenni lo stesso, anche perché ragionai che la Philips aveva inventato il CD, che era basato proprio su uno standard digitale a 16 bit. Poi mi piacque la sonorità, dato che da anni non avevo più un giradischi analogico (e quello che avevo sarà stato sempre starato, visto che all’epoca non ne sapevo nulla di regolazioni). E poi ero abituato ai registratori a cassetta come sorgente primaria, figuriamoci se la qualità del CD non sembrasse superiore….

hifi-jvc_xl_z431Qualche anno dopo, leggendo le riviste del settore, fui colpito dalla prova di un JVC XL-Z431 (a sinistra) che utilizzava la tecnologia bitstream per davvero. Il prezzo era estremamente invitante, poco meno di 200.000 lire, e le prestazioni promettevano di far impallidire i rivali. Vendetti il CD Philips e acquistai il nuovo JVC in coppia con l’amplificatore Onkyo A-8200 (in un negozio diverso, ovviamente). Quando a fine 91 aggiornai l’impianto con le casse TDL e l’amplificatore Unison Research, il pur valido ma modesto lettore JVC fece subito notare la sua inferiorità rispetto al resto dell’impianto. Ero neolaureato senza lavoro, sognavo di inserire nella catena lo splendido lettore CD Meridian 506, ma non potevo certo permettermi un altro componente da 1 milione e spiccioli. Rassegnato, cercai quindi tra le rimanenze di magazzino dei modelli appena usciti dal mercato venduti a prezzi decisamente inferiori.

hifi-cd_pioneer_pd8500_aIncappai in un Pioneer della serie Reference, il PD-8500, niente di eccezionale ma buona meccanica, peso non indifferente, base con struttura a nido d’ape, porta CD molleggiato e gli osannati convertitori D/A Burr-Brown a 24 bit (altro che 1 bit! Dopo qualche anno i convertitori multibit si erano dimostrati superiori, almeno in certi casi). Con 230.000 lire, nel gennaio 1993 andò a migliorare la fonte sonora del mio impianto, rimanendo l’anello debole, ma in misura minore. Potevo finalmente godere di ciò che potevano fare i miei adorati diffusori!

hifi-cambridge_cd6Qualche anno dopo, nel 2001, lo permutai (nello stesso negozio che mi aveva venduto il primo Philips) per un Cambridge Audio CD-6 usato, ottima meccanica, suono caldo. Ironia della sorte, montava convertitori Philips bitstream; i suoi successori sarebbero passati al 24 bit Burr-Brown, ma avevo ascoltato il CD6 rispetto a un Marantz di recente produzione e mi era piaciuto di più. Il Cambridge utilizzava tre alimentatori separati per le sezioni digitale, analogica, e ottica e disponeva anche di uscite bilanciate XLR (che non ho mai utilizzato). Me ne ero innamorato durante una permanenza di un mese a Leeds, in Inghilterra. Lo cercai usato al mio rientro e lo trovai nel famoso negozio a €600 (€200 più il Pioneer in permuta – ottima vendetta per il tiro giocatomi anni prima!). Lo splendido Cambridge Audio era il lettore top della gamma, costava 1 milione di listino ai suoi tempi (1996). L’impianto era finalmente bilanciato e mi tolsi molte soddisfazioni. Ma si trattava pur sempre di tecnologia anni 90, cosa che nel rapido progresso tecnologico digitale conta.

I modelli economici di oggi suonano decisamente meglio di quelli di 10 anni fa. Figuriamoci quelli di 15 anni fa! Dato che il mio vecchio lettore DVD stava stirando le zampe, cominciai a valutare qualcosa che solo pochi anni prima mi avrebbe fatto orrore: utilizzare un DVD per musica e film! Da qualche anno una casa americana che produce in Cina, la Oppo Digital, faceva parlare molto di sé per dei lettori DVD dalla qualità video eccezionale e costo incredibilmente basso. La stupefacente qualità video si deve a degli ottimi processori digitali che tempo fa esistevano solo come componenti esterni professionali a costi esorbitanti. Gli ultimi modelli sono in grado di interpolare le linee di una immagine DVD standard per riprodurla secondo le specifiche HD (upscaling). Non è la vera HD del formato Blue-Ray ma con uno di questi Oppo il film su DVD dà davvero il massimo. Ed è davvero il massimo, per quel che può importare a me della qualità video. Quel che mi interessa è la parte audio. Dopo qualche tempo qualcuno si accorse che i poco appariscenti lettori che tanto clamore avevano suscitato nel mondo della Home Theatre, capaci di leggere qualunqhifi-cambridge_cd6_1ue tipo di disco compreso ovviamente il normale CD audio, suonavano anche dannatamente bene. La realtà è che non è possibile che un lettore DVD da €150 surclassi completamente dal punto di vista sonoro un lettore CD progettato solo per quello e dal costo di €1000-2000. Il problema nell’alta fedeltà è che si tratta di sfumature, specie per quel che riguarda i lettori digitali. Il dettaglio e l’ariosità di un grosso lettore possono non significare nulla per molti, i quali certamente non spenderebbero mai centinaia, figuriamoci migliaia di euro per delle sfumature.

Anni prima ebbi l’occasione di tenere a casa per una settimana il primo lettore CD creato dalla Linn, che fece scalpore proprio perché il grande produttore scozzese è famosissimo per i suoi giradischi analogici e si era rifiutato fino ad allora di convertirsi al digitale. Per tenermelo per sempre avrei dovuto sborsare 5 milioni di lire! Lo confrontai a lungo con il mio Pioneer PD-8500 Reference. Era chiaro che suonasse meglio, ci mancherebbe, ma le sfumature che presentava in più non giustificavano la differenza di prezzo: 230 mila lire spese per il Pioneer (usato) contro 5 milioni per il Linn! E’ chiaro che il resto della mia catena audio, sebbene di tutto rispetto, valeva quasi 1/5 a componente rispetto al Linn, quindi non ero in grado di sentire ciò che il lettore scozzese era davvero in grado di fare, ma non avrei speso neanche 1 milione per avere quelle stesse sfumature in più. Al giorno d’oggi, in cui Linn è tornata a produrre giradischi solo analogici, gli Oppo permettono un suono incredibilmente di alta qualità a prezzi veramente molto bassi. Non sfigurano davanti ai giganti proprio perché costano così tanto meno, annientano completamente la concorrenza nella loro fascia di prezzo e anche molto di più. Ed inoltre permettono di riprodurre qualunque supporto digitale, anche Blue-Ray negli ultimi modelli (ma per questi il costo sale abbastanza).hifi-oppo_980h Nel 2010 ho trovato il mio Oppo DV-980H usato su eBay per €150 in condizioni eccezionali. Suona molto bene, almeno quanto, se non meglio, del mio Cambridge venduto su eBay per €60 ad un appassionato di vecchi lettori CD. Per quel che riguarda l’audio, è dotato di convertitore D/A a 192 KHz a 24 bit e può suonare SACD, HDCD e DVD Audio (formati nati morti che non userò mai). Insomma un affare, anche per l’ingombro visto che sostituisce pure il mio vecchio e mediocre DVD. In questo ha delle prestazioni eccezionali, una qualità video assolutamente al di fuori della categoria, grazie al processore video Mediatek che permette al 980H di interpolare le linee di un normale DVD per farle arrivare alle 1080 linee dell’alta definizione (porta i DVD a Full-HD, ma non legge i Blue Ray!). Inserendo un semplice codice si abilita il 980H a leggere DVD da qualsiasi regione del mondo. In più c’è la chicca di una presa USB frontale che mi permette di vedere foto o riprodurre filmati in formato DivX scaricati da internet e modulati dall’Oppo per migliorarne al massimo la qualità. Purtroppo niente musica liquida visto che per qualche assurdo motivo i progettisti ne hanno limitato le possibilità ai soli formati compressi. Nella mia situazione economica attuale non potrei chiedere di meglio. Certo potrei sognare Unison Research, Meridian, Rega, Audio Analogue, Naim, ma i soldi? Ne vale la pena? Adesso no e va benissimo così.

Possibilità future

Un upgrade di altissima qualità potrebbe essere sicuramente il nuovo Oppo BDP-105 (a lato il modello BDP-103, ben più economico). Gli odierni multiplayer, oltre a leggere dischi Blue Ray, possono anche suonare file PCM e FLAC dalla porta USB e potrebbero quindi essere ottimo candidato a sorgente principale. Cosa non da poco, spesso sono disponibili utilissimi ingressi digitali, che rendono il lettore un’ottima soluzione anche per far suonare un computer o altre sorgenti.

Cambridge Audio spesso “ispira” i suoi multilettori agli Oppo, come l’Azur 650BD, una alternativa più che valida ed economica essendo da mercato dell’usato, oltre che sarebbe per me un ritorno al passato, dato che ero felice possessore di un lettore CD Cambridge Audio. hifi-Cambridge 752BDIl modello successivo, Azur 751BD è stato poi aggiornato dall’attuale 752BD (a lato); testato su TNT-Audio, se la batte davvero alla pari con l’ultimo eccellente Oppo BDP-105 (che a sua volta non sfigura neanche rispetto all’eccezionale Astin Trew!).

Insomma, i moderni multilettori universali di rete dovrebbero essere oggi la scelta più sensata.hifi-nos-minidac Da un certo punto di vista, la cosa più intelligente sarebbe però riversare su un grosso hard disk tutta la discografia digitale ed analogica in alta risoluzione e collegarlo all’ingresso USB di un multilettore o di un buon convertitore D/A (come il Metrum Acoustics DAC Quad qui a lato ad esempio) e collegarvi anche il mio MacBook Pro con cavo ottico toslink. La lettura di occasionali CD potrebbe essere così demandata ad un economico lettore Blue Ray da collegare anch’esso al DAC di qualità.

CD5i-OpenCerto, rimane il sogno di un lettore CD dedicato di alto lignaggio tra i marchi Unison Research, Astin Trew, Meridian, Audio Analogue, Rega o Naim (a sinistra l’eccellente CD 5i). Dal mio punto di vista, archiviare la discografia su hard disk non sembra una cosa tanto tranquilla: mi preoccuperebbe il guasto informatico imprevisto, l’idea di poter perdere tutto l’archivio in un batter d’occhio. Mi piace il supporto fisico (prediligo il vinile!), anche se mi alletta l’idea di un formato digitale “liquido” superiore al CD, che sembra sia nella fase del tramonto. Si diceva anche del vinile che fosse finito, ma continuo ad ascoltare LP (così come a fare foto su pellicola), quindi cosa ci sarebbe di strano a rimanere legato anche al supporto CD ed aggiornare la mia sorgente digitale con un lettore di alto lignaggio? Forse niente. Ma a quel punto si potrebbe prefigurare di nuovo il Made in Italy: Unison Research Unico CD Primo. Gode di recensioni a dir poco fantastiche, ha uno stadio di uscita a valvole ed una sonorità che ricorda il vinile. Può essere utilizzato anche come DAC tramite un ingresso digitale coassiale, nel modello più recente (ma meno “raggiungibilie”) affiancato persino ad una porta USB. Così potrei inkelav_5216sperimentare parallelamente la musica liquida, sebbene alcuni sostengano che la qualità dell’ascolto non sia poi così legata alla densità dell’informazione digitale (insomma, pare che lettori CD di un certo calibro non facciano desiderare i formati HD più di tanto). Per quanto non abbia amato particolarmente lo standard CD, oggi come oggi ancora non mi dispiacerebbe continuare a cambiare disco nel lettore piuttosto che organizzare playlist col computer. E poi un lettore CD della stessa marca del mio attuale amplificatore sarebbe una scelta sensata sia per rimanere nell’ambito della stessa impostazione, sia nell’ottica di un futuro aggiornamento dell’amplificatore con un più moderno modello della stessa casa veneta, sempre della serie Unico, come nella foto a lato.

 


< Il giradischi Thorens TD-160

Il DV-980H sul sito Oppo Digital
Recensione dell’Oppo DV-980H su steo.it

Geoff Husband confronta i lettori Oppo 980H e 983H su tnt-audio.com
Arvind Kohli compares the Cambridge Audio BD-752 and the Oppo BDP-105 on tnt-audio.com
Bebo Moroni confronta i lettori Oppo 970H, 980H e 983H su videohifi.com
Oppo – l’alta definizione a basso prezzo, su lastampa.it
Recensione del 980H su prillaman.net
Recensione dell’Oppo DB-105 su tnt-audio.com
Sito opposhop.eu

Il convertitore D/A Metrum Acoustics Octave su tnt-audio.com