Giradischi Thorens TD-160

Thorens TD160-Grado 8mx

Il mio giradischi attuale è un bel Thorens TD-160 degli anni 70 che acquistai ad un prezzo eccezionale nel 2015 a sostituire il mio storico TD-165. Al momento ho solo coibentato il pannello inferiore con fogli bituminosi adesivi ed installato dei piedini più larghi. Ho sostituito il poggiadischi iniziale con il Funk Firm Achromat ed installato la testina Grado 8MX con stilo Gold1. Infine ho sostituito i cavi con dei Van Damme OFC a bassa capacità, rivedendo i collegamenti a massa. Ecco come ho ricominciato ad utilizzare dischi in vinile.

Il mio ritorno ai dischi in vinile

A metà degli anni 80, la mia sorgente analogica era ormai limitata a un registratore a cassette, prima il vecchio Technics M7, poi un Aiwa, poi un Teac V1050, per niente eccezionale ma di tutta dignità. Il giradischi analogico aveva qualche problema di età. Non avevo buttato gli LP ma non li suonavo più. Alla fine anch’io arrivai ad acquistare un lettore CD di base e cominciai a creare la mia collezione digitale. Come molti fui incredulo quando cominciai a sentir dire e leggere di quale inganno avessero perpetrato le case discografiche e i produttori di CD ai nostri danni, convincendoci della superiorità del digitale solo per rinnovare il mercato. Ma accade in ogni campo.
Lo stesso amico che aveva acquistato il mio giradischi digitale JVC e l’amplificatore Onkyo aveva un vecchio giradischi analogico che era stato del padre. Pronto ad abbracciare qualunque nuova tecnologia, il mio amico aveva da tempo relegato a soprammobile il vecchio Thorens TD-165, un progetto del 1972, e da tempo gli chiedevo di farmi un prezzo. Quando un giorno vidi il povero Thorens buttato in un soppalco, non resistetti e gli dissi che se proprio lo doveva tenere così era meglio se lo usavo io. Quindi, per la prima volta nella vita, ottenni un po’ di Alta Fedeltà gratis. Molti anni dopo, avendo imparato molto su questo storico giradischi, pensai di provare ad acquistarne altri da riparare, mettere a punto e rivendere. Nel maggio 2015 incappai in una ottima occasione e cedetti alla tentazione: acquistai un TD-160 in ottime condizioni…

thorens tonearm

Breve storia di Thorens

La Thorens esiste da poco dopo che Edison inventasse il primo fonografo. Herman Thorens fondò nel 1883 l’azienda a St. Croix in Svizzera, fabbricando “scatole musicali” e “movimenti sonori”. Nel 1928 avevano 1200 dipendenti, calati a 800 con la crisi dell’anno dopo,  e cominciarono a fabbricare motori elettrici per grammofoni. Le macchine per incisione di dischi iniziarono nel 1940 ed il primo cambiadischi arrivò nel 1943. Nel 1957 nacque il primo mitico giradischi, il Thorens TD-124. Aveva un telaio pesante e rigido ed un piatto in metallo molto massiccio. La qualità di costruzione era superba – lo stato dell’arte dell’epoca. Fu un successo. Già da quegli anni la Thorens produceva anche giradischi più economici del suo mostro sacro. Poco dopo, nel 1959, arrivò la stereofonia e tutti i modelli Thorens furono preparati a poter suonare dischi stereo. Nel 1963 la produzione fu spostata in Germania, a Lahr, nel bel mezzo della Foresta Nera, e Nel 1965 la Thorens produsse il primo giradischi a contelaio flottante e trazione a cinghia, il TD-150. La Thorens comincio così una intensa collaborazione con la vicina EMT, che fabbricava giradischi professionali. Il frutto fu l’evoluzione del TD-124, il Thorens TD-125 del 1968, con controllo elettronico del motore anziché magnetico e sempre a controtelaio flottante e trazione a cinghia. Questa tecnologia consentiva un ottimo isolamento acustico e meccanico e permetteva l’uso di basi meno complicate ed ingombranti, favorendo il successo di massa e permettendo ai giradischi Thorens, capitanati dal rivoluzionario TD-150, di entrare più diffusamente nelle case, grazie alla loro facilità di posizionamento nell’arredo medio. Il TD -150 MKII vide quindi la luce nel 1969 e nel 1973 uscirono il TD-160 ed il TD-165 come base gamma, il TD-125 MKII poco dopo.

Comparazione fra Thorens TD-160 e TD-165 – caratteristiche tecniche dei piatti Thorens dell’epoca

Confronto tra i due Thorens che ho avuto:  TD-165 e TD-160 (in inglese)

Tipici giradischi a controtelaio flottante, i Thorens usano un sistema di sospensione su tre molle per isolare il telaio dalle vibrazioni ambientali ma soprattutto dal ronzio del motore. I principali concorrenti dell’epoca erano Linn, ERA, Garrard e AR. Il Thorens TD-165 era equipaggiato con braccio TP-11 e montatestina TP-60. Appena più evoluto era il TD-160, che aveva un controtelaio metallico con perno da 10 mm (il TD-165 lo ha normalmente in resina con perno da 7 mm, ma molti, come quello che avevo io, lo avevano da 10 mm) ed un braccio TP-16, a detta di alcuni più avanzato, ma per altri più problematico perché più complesso; il TP-16 aveva un contrappeso diverso ma in particolare era dotato di sistema anti-skating magnetico, mentre sul TP-11 in dotazione del TD-165 c’era un elegante sistema basato su un pesetto fissato ad un filo di nylon; per il resto sono identici.

ready-to-play-thorens-td-160-turntable-restoring-hifi-analog_17441336719_oLa finitura estetica del 160 presentava una banda nera sul lato dei comandi, rendendolo immediatamente riconoscibile. Le manopole erano metalliche, mentre sul 165 erano di plastica nera. Il motore del TD-160 aveva la puleggia in plastica con frizione, cioè un sistema che frenava la rotazione del piatto una volta spento; sul TD-165 la puleggia è in plastica ma non c’è frizione, il piatto ruota fino a fermarsi per attrito o va fermato a mano. Il maggior peso del contropiatto (circa 500 g in più) metallico del TD-160 necessitava forse (?) molle più resistenti per le sospensioni. Per il resto i due giradischi si equivalgono e sono molto belli da vedere. Secondo alcuni il TD-160 è nettamente superiore dal punto di vista sonoro, secondo altri le differenze sono minime, percepibili ma non fondamentali, come il maggior senso del ritmo e il controllo sui bassi. Si ritiene che i migliori Thorens dell’epoca fossero il TD-124/125 e proprio il TD-160, che aveva una base semplificata e meno elettronica rispetto al TD-125, ma stesso piatto, braccio e motore. Il TD-160 ed il TD-165 sono direttamente derivati dal TD-150. Nel 1976 il TD-165 fu sostituito dal TD-166 solo per aggiungere la frizione al motore ed il TD-160 vide la sua prima rivisitazione nel TD-160 MKII.

Le testine che ho usato

Un Thorens anni 70 è forse il primo passo nel mondo della vera Hi-Fi che si può fare con il vinile. Se regolati bene suonano tutti una meraviglia. Il Thorens TD-165, l’entry level della ditta svizzera a metà degli anni 70, In Italia costava circa 95.000 lire. Il TD-165 fa della semplicità la sua forza: poche cose ma fatte bene. Il TD-160 è universalmente riconosciuto come un giradischi che può stare a pieno merito ancora oggi in impianti di alta caratura.

Goldring Elan
Quando rilevai il TD-165 dal mio amico, la prima cosa che feci fu acquistare una nuova testina a magnete mobile (MM). Chiesi consiglio in un negozio Hi-Fi che mi vendette una Goldring Elan per 80.000 lire, dichiarando che più di tanto era inutile spendere per quel “piatto”. In seguito sostituii i ridicoli cavetti di segnale con dei semplici cavi microfonici coassiali a bassa capacità e mi liberai anche del vecchio cavo di alimentazione.

hifi-grado_prestige_goldQualche anno dopo, sulla rete, scoprii che ben più poteva meritare un “piatto” simile. Nel 2005, ancora su consiglio del sempre disponibile Lucio Cadeddu di TNT-Audio, acquistai un fonorivelatore Grado Prestige Gold che a tutt’oggi è operativo sul Thorens TD-160, con lo stilo della Gold1 dal 2010; nel 2015 acquistai lo stilo Grado 8MZ Signature ed ottenni un incredibile aumento di qualità sonora, paragonabile a detta di molti al suono delle testine Grado di classe superiore quali la Sonata! E con soli 100 euro! Purtroppo mi è caduto mentre lo spostavo da un corpo testina ad un altro ed il danno ne ha causato solo una brusca diminuzione di livello sonoro.

grado 8mrNel 2016 acquistai usto dagli USA un corpo testina Grado Signature 8MX del 1986 che montai su una headshell TP60 aggiuntiva. Al momento lo sto usando con lo stilo Grado Gold1 e con risultati eccellenti sul TD-160 in funzione nel mio impianto dal 2015, a cui ho aggiunto cavi Van Damme Silver Plated OFC con connettori Neutrik placcati oro connessi ad un eccellente pre fono Lehman Black Cube, nonché un ottimo poggiadisco Funk Firm Achromat. Ad ognuno di questi upgrade, nell’ordine Achromat, Black Cube, cavi Van Damme, ho notato chiaramente un aumento netto delle prestazioni del Thorens TD-160.

 

Miglioramenti futuri
audiomods1La Grado 8MX è ancora migliorabile con stilo 8MZ che però al momento è danneggiato e funziona col segnale più basso. Un sicuro upgrade sarebbe uno stilo MCZ (che però va caricato diversamente tramite opportuno pre fono o con una serie di resistenze). Ed immagino quale suono possa venire fuori dal mio giradischi con un braccio adeguato alla sua classe (per alcuni il TP16 di serie sul Thorens TD-160/145 è un braccio dignitoso ma si può avere di meglio). Un classico braccio SME 3009 in versione versione II “Improved” sarebbe un’ottima accoppiata col mio Thorens TD-160. Forse si potrebbe raggiungere qualità ancora superiori acquistando dall’Inghilterra un braccio Rega modificato dalla Origin Live o ancora meglio un più economico kit Audiomods (a sinistra, ancora un Rega modificato). Nella versione più economica darebbe già ottimi risultati, forse anche un po’ al di sopra del livello del pur ottimo Thorens TD-160. Il problema dei bracci Rega e derivati sembra sia che, avendo una base troppo alta, sia necessaria una modifica permanente al piatto Thorens (“limare” un po’ di legno per montare il braccio Rega all’altezza giusta). Probabilmente l’accoppiata ideale sarebbe Thorens/SME con la attuale Grado Signature 8MX dotata di stilo 8MZ o MCZ. Alternative si potrebbero trovare in bracci Grace o Mayware. Resterei comunque in ambito MM con stilo intercambiabile, dato che l’usura che si fa sentire di più è quella sulla puntina. Le MC sono mediamente più costose e non prevedono il ricambio della puntina, cosa che non le rende molto appetibili per me, visto il livello ormai raggiunto dalle MM.

Frequenza di risonanza del sistema braccio-testina

Bisognerebbe tenere conto dell’abbinamento braccio-testina calcolando la frequenza di risonanza del cantilever, il braccetto a cui è attaccata la puntina, considerando la massa effettiva del braccio (Me), il peso della testina (Mc) e la sua cedevolezza (C = “Compliance”, indice della resistenza al peso imposto), e anche il peso delle viti, spessori, ecc. utilizzati (Mf), da inserire in questa formula:

hifi-formula

Si ottiene così il valore in hertz di tale frequenza, che deve ricadere nell’intervallo 8 – 15 (8 – 12 per alcuni) per essere ottimale, ossia lontano dalle tipiche risonanze del piatto rotante (attorno a 4 hz) ma anche dal limite inferiore della gamma udibile (20 hz); insomma, l’ideale è attorno ai 10 hz. Nella mia situazione attuale ho il TP-16 MKI che ha massa effettiva dichiarata di 16.5 g; l’ho alleggerito di circa mezzo grammo eliminando la piastrina col logo sullo shell ed un’altra in plastica. La mia Grado Gold pesa 5.5 g (anche se è dichiarata a 6 g) ed ha una cedevolezza di 20 x10^6 cm/dyne. Considerando circa 0.7 g di viti e spessori, ottengo una frequenza di risonanza di circa 7.5 hz, purtroppo fuori dal range consigliato sebbene non presenti problemi di sorta. In effetti, ho poi acquistato il disco test di HiFi news HFN 003: la traccia di controllo della frequenza di risonanza mi dà un valore di circa 13 Hz – molto meglio! Alcuni ritengono che il disco di HiFi news abbia le frequenze sballate; in pratica significherebbe che il mio risultato sarebbe in realtà 11 Hz – perfetto! Ancora di più perché anche la famigerata traccia 9, la tortura delle testine, che le butta impietosamente fuori dai solchi, è stata tracciata senza grossi problemi! Sono davvero molto soddisfatto. Anche il corpo testina Grado 8MX attualmente in uso ha dato risultati soddisfacenti con disco test: la frequenza di risonanza misurata sembrerebbe attorno ai 9-10 Hz, quindi in realtà circa 8 Hz, al limite inferiore di quella consigliata, forse perché è montata sulla shell non alleggerita.

Dovrei cercare una testina con cedevolezza ancora minore secondo la matematica? Pare che la formula sia poco affidabile, ma c’è anche chi ritiene che gli stili della Grado abbiano una cedevolezza molto inferiore a quella dichiarata: facendo un calcolo per una Grado Gold, con una frequenza di risonanza di 11 Hz, la cedevolezza C verrebbe da 9,5 a fronte dei 20 x10^6 cm/dyne dichiarati! Potrei montare un braccio meno pesante come lo SME 3009 II Improved da 6.5 g (o alleggerire in qualche modo il mio), ma a quanto pare le Grado su trovano meglio del previsto nei bracci Thorens. Un braccio migliore il mio Thorens potrebbe anche meritarlo un giorno, ma dovrà battersela con questi lusinghieri risultati del TP-16 MKI…

turntable-aurora-angle-2jpeg_575_01Il livello della qualità di riproduzione del vinile potrebbe salire con un upgrade del piatto; dubito che sarei soddisfatto con dei moderni ed economici Rega o Pro-Ject a telaio rigido. Il loro look non è certo all’altezza del Thorens, ma non sarebbe importante se non fosse per la sonorità che molti non ritengono paragonabile ad un vecchio Thorens anni 70 a telaio flottante. Probabilmente preferirò continuare a far suonare il buon vecchio ed affascinante TD-160 piuttosto che spendere soldi per un Rega RP2 e Pro-Ject Debut, anche se in teoria dovrebbero essere basi superiori per il solo fatto di essere frutto della tecnologia moderna. Mi piacerebbe fare una prova, non sono convinto. Mi tengo stretto il Thorens che, vale la pena ricordarlo, è comunque considerato ancora molto valido anche in impianti top. Se proprio dovrò cambiarlo, varrebbe la pena solo se potessi arrivare a giradischi da sogno come un Origin Live Aurora (in alto a sinistra), un mitico Michell Gyro o l’ottimo Clearaudio Concept.

Molti non immaginano minimamente la netta superiorità del suono di un giradischi ben regolato (fermo restando che esistono vinili pessimi, registrati malissimo, e CD ottimi, registrati magistralmente). L’idea generale è che il rumore di fondo del vinile lo penalizzi in partenza. In realtà è il digitale ad essere penalizzato in partenza dai numerosi problemi intrinseci, a cominciare dal rumore (appunto) di quantizzazione. Anche se non è una cosa che si può sentire quando la musica è al minimo o tra una traccia e l’altra, degrada la qualità generale del suono – e non è forse peggio? Certo, esistono CD registrati meglio dei corrispondenti vinili ed in quei casi si deve preferire il supporto digitale. Ma se entrambe le registrazioni sono comparabili in qualità, la capacità di restituzione delle informazioni che ha il sistema analogico giradischi/piatto/testina è nettamente superiore a quella di un lettore CD anche molto più costoso, sia in termini di qualità sonora che di ricostruzione della scena musicale (a meno che non ve lo facciano pagare parecchio di più del corrispondente CD solo perché il disco nero è “più figo”).

Forse un giorno la tecnologia digitale supererà i suoi difetti di oggi, ma dubito che per l’analogico orecchio umano sia sostituibile il gusto della riproduzione analogica. Oggi ascolto raramente la musica tranquillamente seduto e rilassato nel mio punto d’ascolto. Più spesso inserisco un CD e lascio che la musica riempia la casa mentre faccio altro. E’ la necessità degli impegni di una vita da padre di famiglia col bimbo piccolo, di lavoro, aikido, ecc. Ma quando posso preferisco di gran lunga ascoltare un bel disco in vinile…


Manuale del Thorens TD-160 su theanalogdept.com
Manuale del Thorens TD-165 su theanalogdept.com

Come riconoscere i vari bracci SME 3009 su analogue-classics.com

Braccio Rega modificato Audiomods su tnt-audio.com

Braccio Rega Modificato da Origin Live su tnt-audio.com

La Grado Prestige Gold1 su tnt-audio.com
La Grado Prestige Gold su needledoctor.com, su HiFi Choice e su stereophile.com
Intervista a John Grado su head-fi.org
La Goldring G 1042 MM su tnt-audio.com
La Denon DL-103 su tnt-audio.com