HiFi – Il futuro

Musica liquida e Network Players – la lenta fine del CD…

hifi-naim_hdxCertamente il futuro è la cosiddetta “musica liquida”, acquistabile e scaricabarile in rete in un formato nettamente superiore a quello del CD, quindi occupante anche uno spazio nettamente superiore. Si parla di frequenze di campionamento che vanno dai 48 ai 192 KHz e profondità fino a 24 bit, in file scaricabili da siti di case come Linn, Naim, HD Tracks, Deutsche Grammophon. I formati sono dall’mp3 (per risparmiare soldi e spazio, ma qualità inferiore al CD) a formati cosidetti “lossless” (non compressi = senza perdite) quali il PCM (WAV in Windows, AIFF nel Mac) o il FLAC (quello open source), in pratica l’alta definizione (HD) della musica. La musica liquida è riproducibile al computer, da hard disk o scheda flash, supporti meno problematici del CD. Da evitare la scheda audio del computer, oggi esistono convertitori D/A di ottima qualità e prezzo irrisorio da collegare alla porta USB. Con un semplice laptop, anche economico, e un DAC USB siamo a cavallo, purché si privilegino registrazioni almeno allo standard CD. Estraendo il segnale CD totale con semplici software, possiamo riprodurlo al computer senza i problemi di instabilità che il disco ottico pone, quindi con una qualità superiore al CD stesso da cui li abbiamo estratti. Con standard più elevati (PCM o FLAC) si può forse cominciare a parlare di comparazioni con un sistema analogico ben tarato in quanto a prestazioni audio.


Il CD tende a scomparire. I formati alternativi più evoluti, quali il SACD, HDCD ed il DVD-Audio sono nati morti. La Ford ha smesso di fornire i CD player nelle loro auto e la Pioneer non li offre più nei suoi prodotti car stereo di punta. A tale riguardo è utile notare che la scozzese Linn, produttrice del mitico giradischi Linn Sondek LP12 (tuttora in catalogo!), ha invece smesso dal 2009 di produrre lettori CD e di fornirne assistenza. Si tratta di splendidi lettori CD che avevano fatto davvero scalpore quando apparvero, non solo per l’ottima qualità, ma anche per il ritardo rispetto alle altre case, dato che la Linn era sinonimo di analogico per antonomasia. Oggi produce costosissimi lettori digitali Ethernet come il Klimax, l’Akurate o il Majik per riprodurre al massimo della qualità la musica immagazzinata su computer, su hard disk o su internet. L’inglese Cambridge Audio ha in catalogo prodotti simili ben più abbordabili. Sempre in Inghilterra, la prestigiosa Naim produce altrettanto costosi lettori CD (per l’estrazione) con hard disk (in alto a destra il Naim HDX) e capacità di streaming in rete di altissima qualità audio. Compaiono intanto anche sistemi più economici come il Cocktail Audio X10 (a destra), capace di streming internet, estrazione e catalogamento automatico delle tracce da CD, nonché di suonare qualunque formato audio da penna USB o hardisk esterno.

Lo streaming via internet è sicuramente il futuro: servizi come Apple MusicSpotify e Deezer consentono di accedere a milioni di brani di tutti i generi da qualunque dispositivo mobile a circa 10 euro al mese. Fanno utilizzo di formati audio compressi che, sebbene non siano poi tanto male, non sono proprio paragonabili al suonare file Flac su PC con  software dedicati, ma sono comunque meglio di certi streaming in MP3. Col tempo è molto probabile che questi servizi saranno in grado di fornire tracce ad alta risoluzione, come Tidal, che utilizza un algoritmo Flac per la compressione ma costa il doppio degli altri. Insomma, la tendenza è sempre più quella di sganciarsi dal supporto fisico per fruire della musica da immensi database internet in movimento o da casa.

C’è compatto e compatto (meno interfacciamenti, più serenità)…

Un’altra tendenza di cambiamento è quella che vede la nascita di alcuni sistemi integrati sorgente+amplificazione. Normalmente rabbrividivo alla sola idea. Oggi non è più così. Non sto parlando di “compattoni”, i sistemi “HiFi” da negozio di elettrodomestici pieni di lucette inutili. Sto parlando di prodotti costruiti con la vera Alta Fedeltà in mente, fatti per suonare bene la Musica, come del resto lo stesso Cocktail Audio di cui sopra. Lo scopo è certamente anche quello di eliminare il problema dell’interfacciamento e della presenza quindi di numerosi cavi. Un prodotto unico che contenga amplifcatore, sintonizzaotre e lettore CD o addirittura DVD, progettati per dare il massimo insieme, risolve anche l’annoso problema dell’ingombro e facilita notevolmente l’installazione e il hifi-arcam_soloposizionamento nell’arredamento, aiutandoci a far digerire un po’ meglio la presenza dell’impianto alle nostre compagne o mamme (eh si, la maggior parte, se non la totalità, degli audiofili è di sesso maschile).
Aziende come l’inglese Arcam, nota per l’elevatissima qualità dei suoi prodotti, propose tempo fa il sistema integrato Arcam Solo, degno dei migliori sistemi a componenti separati di pari livello. Persino la Linn ha prodotto un oggetto simile, il Classik, come il Solo ancora reperibile nel mercato dell’usato, qualora si volesse semplificare il proprio impianto senza cedere nulla in termini di qualità audio. In questi casi, si sa, il lato negativo è che l’upgrade dell’impianto si fa solo cambiandolo completamente. Altra cosa è aver un impianto modulare, in cui cambiando, che so, il lettore CD si ottiene un miglioramento. Se non si hanno problemi di ingombro o di estetica forse conviene cercarsi il miglior componente per ogni sezione dell’impianto, considerando al limite che lettore digitale e amplificatore integrato della stessa marca sono oggi progettati per lavorare al meglio in sinergia.

Impianto mio, se diventi invisibile è meglio…

naim musoCominciano a vedere la luce soluzione totalmente integrate come l’ottimo Naim Mu-So, un lettore bluetooth e network player che fa pure da soundbar di qualità (con Naim non si scherza). L’ingombro è ridotto al minimo, le casse spariscono e la facilità d’uso è massima.

Altro che i tempi in cui si cercava di accoppiare al meglio meccanica CD e convertitore! Oggi l’acquisto stesso di un lettore CD integrato può essere messo in dubbio. Ultimamente si tende a riconoscere che meno componenti si utilizzano, meglio è, per via del fatto che i problemi di interfacciamento diminuiscono e che la tecnologia è oggi in grado di proporre amplificatori integrati e lettori CD integrati di carattersitiche tali da scoraggiare la scelta di moduli separati, almeno sotto una certa (considerevole) cifra in denaro. La praticità di un sistema come quello Arcam o Linn è quindi notevole se bisogna sistemare un impianto HiFi nel normale arredamento senza perdere nulla in qualità e scordandosi di tutti i problemi di accostamento tra sorgente e amplificatore. Per chi volesse davvero minimizzare, i sistemi Linn possono essere connessi ai diffusori Linn da interno parete Sekrit IW10!

hifi-arcam-rcubeNiente da fare, sedersi ad ascoltare musica non va più…

Ho l’impressione che la tendenza del futuro sia questa: sistemi integrati di qualità ottima a cui collegare un lettore Ethernet come il Mu-So od un Linn di cui sopra e un preamplificatore fono per il nostro amato giradischi analogico (difficile trovare la presa fono in un sistema del genere). Ho però anche l’impressione che i grossi nomi dell’Alta Fedeltà stiano cominciando a cercare di dare una risposta al mercato che da anni chiede compattezza e semplicità, versatilità (magari anche a discapito della qualità). Si sa che ai più interessa poter ascoltare la musica preferita in movimento, con l’iPod/iPhone o simili, non importa che il segnale musicale sia povero di informazioni. I produttori di Alta Fedeltà stanno cercando di recuperare fasce di mercato proponendo oggetti compatti come anche lo rCube della stessa Arcam (a destra), in cui inserire l’iPod al rientro a casa ed ascoltare la musica in mobilità e in qualità (?): lo si può portare in giro come il mangiadischi di una volta o i compattoni a nastro o CD. Risolto anche il problema delle casse? No. Scordatevi l’effetto stereo, la scena sonora, la profondità dell’immagine, il dettaglio (per quello rassegnatevi, ci vogliono diffusori da pavimento opportunamente posizionati in una stanza debitamente arredata). Oggi la musica però si fruisce in movimento, non seduti in poltrona, non c’è tempo, si sta in giro per casa a fare altro mentre si ascolta distrattamente (e si perde via via la capacità di riconoscere ed apprezzare una corretta riproduzione sonora). Allora che senso ha perdere tempo a scegliere la migliore sorgente, il miglior amplificatore e le migliori casse compatibili? Tanto vale prendere un cubo Arcam, infilarci lo smartphone e lasciarsi sorprendere da cosa esso sceglierà dalla nostra libreria musicale con l’impostazione shuffle! Sono volutamente sarcastico, ma fino a un certo punto: badate bene, il formato non deve essere per forza mp3, l’iPod/iPhone suona anche file ad alta definizione in formato Apple Lossless (AAC e ALAC). Ce ne entrano di meno ma la qualità è ottima; a quel punto meglio usare un computer come sorgente, purché dotato di ottimo convertitore D/A connesso alla porta USB: Alta Fedeltà garantita. E c’è sempre Tidal se proprio vogliamo l’Alta Fedeltà in streaming…

Il migliore? Il computer, ma vuoi mettere …il vinile?

Riassumendo, il vinile rimane la fonte sonora più godibile che abbiamo mai avuto a disposizione. Il CD, per quanto sia comodo, ci è stato venduto come il sistema evoluto ed eterno che proprio non è, ma al tempo era necessaria una operazione commerciale che riaprisse il mercato discografico stagnante. Oggi sono in crisi le vendite dei CD a causa della facile reperibilità di musica compressa scaricabile da internet, quindi non certo ad Alta Fedeltà. Probabilmente la disponibilità di musica HD in rete (questa sì ad Alta Fedeltà), con la diffusione di memorie flash sempre più capaci, cambierà radicalmente la nostra idea di sorgente sonora digitale. Il computer è attualmente il miglior candidato economico a sorgente digitale principale, essendo già praticamente in tutte le case. Chi potrà, godrà di sofisticati lettori HD e/o streaming (ma ricordiamoci che nel digitale le differenze tra economico e costoso sono sfumature). Nel frattempo possiamo approfittare della svendita di alcuni titoli su CD che da oltre 20 euro sono passati a 10 o 5 (!) e suonarli in un ottimo lettore CD (che non è detto che sfiguri poi così tanto rispetto alla musica HD), godendo comunque di tanta musica ad Alta Fedeltà.


Scarica musica liquida da Linn Records
Scarica musica liquida da Naim Label
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