Guidare un’Alfa Romeo

Alfa-Romeo-Giulia-abitacolo_02Parliamo di cose futili (dai, siamo in vacanza!). Premetto anche che non sono un fanatico dell’automobile, uno che la lucida ogni giorno ed ha paura di lasciarla al parcheggio. Mi piace però guidare – e la macchina mi serve. Visto che costa anche molto comprarla e mantenerla, almeno cerco di avere un’auto che mi dia delle sensazioni piacevoli quando la guido – e non parlo solo di prestazioni. L’automobile può essere molto più che un mero strumento, a volte necessario. E’ la sintesi di tecnica e design, per molti è uno status symbol. Certo non per me. Io cerco altro in un’auto.

Un po’ di storia

Le Alfa Romeo mi danno una sensazione particolare. Sento che abbiano una certa personalità, diversa dalle altre. E’ anche un fatto di mero design, per come la vedo io anni luce avanti rispetto a tutti gli altri. Poi c’è la loro storia: poche case automobilistiche vantano una storia come l’Alfa Romeo, fatta di imprese sportive, audacia, temerarietà, innovazione. L’Alfa Romeo, oltre ad aver dato vita alla Ferrari, ha insegnato al mondo a fare auto in un certo modo. Nessuno aveva mai osato farlo prima. Poi, è vero, gli altri hanno imparato e anche bene. Ma rimane il fatto che quando uscirono le prime Alfa con scocca completa, come ad esempio la 1900, il mondo dell’auto veniva sconvolto dal loro look sportivo e prestazioni sempre al top della gamma. alfa-Romeo_Giulietta_Sprint_01

La Giulietta Sprint degli anni 50 fu un’ulteriore passo avanti – gli addetti rimasero a bocca aperta. La Giulia consolidò poi il mito. Le Alfa erano auto che vincevano le corse e potevano essere acquistate, non dico da tutti, ma da gente comune, non come le Ferrari. Alfa Romeo non avrebbe mai rinunciato alle prestazioni: tenuta di strada leggendaria, sterzo di una precisione unica perché direttamente derivato dalle corse. In origine anche le prestazioni di accelerazione e velocità erano sempre imbattute. Poi, come dicevo, anche gli altri hanno imparato e questo non è più possibile, come è logico che sia.


L’Alfa Romeo, oltre ad aver dato vita alla Ferrari, ha insegnato al mondo a fare auto in un certo modo. Nessuno aveva mai osato farlo prima. Poi, è vero, gli altri hanno imparato e anche bene.


alfa-romeo-155-1Dopo l’acquisizione da parte della FIAT, molti alfisti puri hanno rifiutato l’idea di un’Alfa Romeo a trazione anteriore direttamente derivata dalla stessa piattaforma delle omologhe FIAT. Il punto è che se l’Alfa non fosse stata inglobata dalla rivale italiana molto probabilmente sarebbe sparita o magari finita in mani straniere. Alcuni di quegli alfisti avrebbero preferito. Io no. Ma non mi interessa molto questo dibattito.

Le sensazioni “di una volta”

Quando parlo di guidare un’Alfa Romeo non penso solo alle prestazioni. Anche una Alfa Romeo moderna (ribattezzata col dispregiativo Alfiat dai summenzionati irriducibili) conserva qualcosa della storia del mitico marchio milanese. E’ come se la storia gloriosa del marchio trasparisse anche dal solo osservare un modello Alfa attuale o di pochi anni fa. C’è qualcosa che trasuda da un’Alfa Romeo che non trasuda da un’Audi o da una BMW. E’ davvero come se le Alfa avessero un loro DNA che viene tramandato da un modello al successivo, dagli anni 50 ad oggi.

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La mia Alfa 156 mi ricorda la 1900, la Giulietta degli anni 50, la Giulia degli anni 70. E’ come se non avesse dimenticato il suo passato e lo rispettasse onorandolo con il mero aspetto estetico sia della linea esterna che dei suoi interni. Non mi interessa che sia un diesel a trazione anteriore made in FIAT; non mi interessa che la sua massima velocità sia solo circa 190 km/h (per quanto il 1.9 JTD sia un bel motore brillante e duraturo). Mi interessa che quando mi avvicino alla mia auto, già solo a guardarla ripenso a come erano fatte le cose una volta, a come si viveva quando non c’era internet e non c’erano i cellulari. Strana associazione? Può darsi, ma è quello che provo. Anche alla guida, la sola conformazione della plancia, dei controlli, eccetera, rispecchia le Alfa di una volta pur essendo moderni i materiali sia le tecnologie. E’ come fare un salto nel passato senza perdere le tecnologie moderne. Avere la bellezza delle linee di “una volta” con materiali e tecnologia attuali.

alfa-156_01Il ritorno del mito

Quando fu progettata, l’Alfa 156 aveva l’arduo compito di riconnettere la casa del biscione al glorioso passato. Serviva una berlina di classe media, che all’epoca era la poco amata 155, la prima fatta in FIAT, stessa piattaforma di Tempra e Lancia Prisma. Sebbene la sua versione sportiva, la Quadrifoglio Verde Q4, vincesse corse contro BMW e Audi, non entrò mai davvero nel cuore degli alfisti. Ci voleva qualcosa che ricordasse le gloriose Alfa del passato. Ai progettisti fu ordinato di ispirarsi alla 1900, alle 1750 e 2000, nonché alla Giulia, anche in versione Sprint. Il risultato fu notevole: un’auto che nella versione berlina ricordava una coupé, con dettagli quali le maniglie col pulsante come ai vecchi tempi e quelle posteriori nascoste nel montante della portiera, facendola sembrare una 2 porte sportiva. Nonostante la trazione anteriore, la mitica tenuta di strada era al top, grazie ad un avantreno da auto da corsa, con poco raggio di sterzata ma di contro una precisione in curva impareggiabile.

alfa-159-1750-tbi-f2Fedele al suo passato

Ma la cosa per me importante era il rispetto del passato, di ciò che Alfa Romeo è stata e che ha significato per i suoi estimatori. E’ un po’ come rispettare le generazioni passate, che continuano a vivere in noi. Agendo in base a ciò che di buono ci hanno insegnato ne onoriamo la memoria. Secondo me le Alfa Romeo sono le uniche auto che possono fare una cosa del genere. L’auto moderna deve tutto all’Alfa Romeo. Se oggi non c’è una gran disponibilità di modelli è un problema di altro tipo, che esula da ciò che voglio qui affrontare. Sono certo che per me dopo la 156 ci sarà una 159. Compro rigorosamente usato sicuro, quindi magari un giorno anche la nuova Giulia, forse dopo un intervallo Giulietta?

Esterofilia

L’Alfa 159 è stato un modello non capito e poco apprezzato, ma è tutt’ora una gran macchina anch’essa, che rispetta in pieno le sensazioni che cerco io in un’Alfa. Del resto l’auto italiana in genere non è apprezzata qui in Italia, dove l’auto tedesca la fa da padrone; ottime auto, ci mancherebbe! Ma non capisco una cosa dei miei concittadini: parlando in modo molto generalistico, un certo tipo di italiano medio guarda i “crucchi” con audi a4-alfa159sospetto, quasi disprezzo; non gli piacciono e li trova insopportabilmente prepotenti econimicamente e politicamente all’interno dell’Europa. Beh, è quasi sempre lo stesso italiano medio che apprezza la loro tecnologia e compra auto tedesche contribuendo al loro strapotere economico!

A me invece i “crucchi” stanno simpatici, ho diversi amici tedeschi (ho anche felicemente posseduto un’Audi), ma non penso che le loro auto siano mediamente superiori. Penso che abbiano un’offerta, una possibilità di scelta decisamente superiore, in particolar modo nelle motorizzazioni. Fino a pochi mesi fa non esisteva più una berlina italiana di classe media da poter acquistare (e questo sì che era assurdo): l’ultima berlina FIAT era stata la Marea (2003)! La Lancia Lybra uscì di produzione nel 2005 e l’Alfa 159 nel 2011 – tutte senza un sostituto immediato! Questo è incomprensibile e dà una certa ragione a chi non compra italiano, visto che non può fare altro!

Sono  convinto che, quando  possibile, sia anche conveniente comprare un’auto italiana, non foss’altro per i costi di manutenzione decisamente inferiori, visto che ci troviamo all’interno del mercato d’origine. Sono anche convinto che a parità di classe di mercato, un’Alfa Romeo non abbia nulla da invidiare ad una BMW o Audi (che da quando entrò in VW si ispirò fortemente ad Alfa Romeo) della stessa categoria – semmai è vero il contrario…


…a volte faccio foto con la pellicola ed ascolto musica su dischi in vinile, guido un’Alfa Romeo per non perdere il contatto con quel modo di essere che il mondo digitale vuole farci dimenticare. Guido un’Alfa Romeo per rimanere in contatto con la mia umanità.


Un po’ come negli anni ’70…

Il mio ricordo degli anni 70 è quello di un bambino. Ma a volte ho come una nostalgia di quando non era possibile essere raggiunti in ogni istante in ogni luogo, di quando non si era alfa_romeo_giulia_1974_pictures_1bombardati da una mole di informazioni assurda ed ingestibile; per fare una foto ci voleva uno con una macchina fotografica vera; per sentire musica bisognava spolverare un disco in vinile. Si aveva meno tecnologia ma si era più liberi. Non so se si vivesse davvero meglio ma forse lo si faceva più intensamente. Guardo un’Alfa Romeo passare e mi ricorda le auto di quegli anni. Guido la mia ed è come un salto nel passato, verso quei tempi forse più veri. Così come a volte faccio foto con la pellicola ed ascolto musica su dischi in vinile, guido un’Alfa Romeo per non perdere il contatto con quel modo di essere che il mondo digitale vuole farci dimenticare. Guido un’Alfa Romeo per rimanere in contatto con la mia umanità…

Oo=V=oO

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