Being who we really are

Not many of us are lucky enough to be who they really artumblr_oav00tykwc1vpv2xso1_400e. The luckiest at least just “know” who they really are even if they actually aren’t that. I’ve always admired people who made a life out of their passions. It takes a lot to do it, unless your passion is working for a bank or be a government employee. You study and work in order to get a job and you’re done. What if you want to be a painter? The entire world will tell you not to do it, you will be starving, you need at least a plan B. But the ones who keep on and succeed in this are the one who did not listen… Continue reading “Being who we really are”

Thanksgiving my ….?

thxThis year I had the chance to celebrate the Thanksgiving with some American friends of mine. I am completely Italian and I still have many doubts about celebrating Halloween in our country or having a Black Friday here. But I am the same one who didn’t believe McDonald’s had a chance in the country of pizza and I am still dubious about any business for Starbucks here. But I was proved wrong, so I gladly enjoyed the thanksgiving dinner in Rome with some dear American friends.

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Dieci anni, sono passati dieci anni…

Brooklyn Bridge, Jan 2005Il grosso pick up blu della Ford brontolava, fermo nella fila di luci rosse lungo la U.S. 1, transennata e ridotta ad una corsia. Che c’erano i lavori me l’avevano detto, lo sapevo, ma già ero partito in ritardo dall’ufficio e non me la sentivo di tentare una strada alternativa visto che non ero pratico della zona. Il tempo previsto da Norwood, New Jersey, per raggiungere Jersey City, la sorella di New York oltre fiume, era di 45 minuti senza traffico ed io correvo sempre il rischio di sbagliami. In più era il 2 dicembre, un giovedì, ma qui come a Roma l’avvicinarsi del periodo natalizio si vede anche dal traffico. Era solo un mese che cercavo di districarmi tra le strade delle contee a cavallo del confine tra lo stato di New York e quello del New Jersey. E mi perdevo sempre, immancabilmente. C’era qualcosa nella segnaletica USA che mi confondeva. Forse erano i cartelli con il nome della strada che erano appesi, ben visibili, in corrispondenza dell’incrocio: designano la strada che si sta per incrociare, io invece ero portato, forse per abitudine europea, a pensare che fosse il nome della strada che stavo percorrendo – con conseguenze facilmente immaginabili… Continue reading “Dieci anni, sono passati dieci anni…”

Ho scoperto di essere un criminale!

photoIo un criminale? Mah… in realtà faccio il geologo, ho lavorato anche come rilevatore, in contatto con la natura, ho fatto un po’ di ricerca all’università, mi sono sempre considerato un ambientalista (magari tenendo in considerazione che anch’io guido la macchina, uso energia, ecc.). Ora sono in una piccola azienda che si occupa di esplorazione e ricerca di idrocarburi. Ma forse non dovrei dirlo in giro…

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Io e Roma

Dopo 7 anni a vivere fuori, lontano (anche se non troppo) dalla mia città, nel corso del 2012 ero tornato ad essere “cittadino romano”. Ma sono andato via di nuovo già all’inizio del 2014, costretto, si, da precarietà lavorativa e spese esorbitanti, ma anche da caos, sporcizia, inquinamento. In una parola: degrado. Questo degrado l’ho visto crescere, peggiorare di anno in anno. Negli ultimi tempi avevo assistito allo scempio da pendolare. Dopo il lavoro me ne tornavo nelle campagne a nord della città e mi rilassavo, mi ricaricavo.
Quando ero andato via dalla città, abitavo in periferia. Erano più di 20 anni che non vivevo in una zona centrale. Prima avevo abitato, vivendo con i miei, in tre angoli diversi del quartiere Tuscolano. Il ritorno recente era avvenuto nel quartiere della Vittoria, nome emblematico visto che un passo del genere poteva solo essere nei miei sogni anche meno di 10 anni fa.

Captain’s Log, Nov 11, 2004.

A cavallo ddsc00096el 2004 e del 2005 ebbi l’occasione di lavorare negli USA, tra New York e New Jersey per circa tre mesi. Esperienza dura ed intensa. Quello che segue è un resoconto inviato agli amici italiani dopo un paio di settimane, mentre ero a bordo di una vecchia nave oceanografica nella baia di New York. Ovviamente quello che scrivo è anche frutto dello stress a cui ero sottoposto. Diverse cose sono cambiate da quell’anno nei miei rapporti con New York. A distanza di 9 anni il ricordo di quel periodo è molto più positivo di quello che traspare dal testo.
Dopo meno di un mese, colei che ora è mia moglie sarebbe venuta a trovarmi per un weekend e la nostra storia iniziò a New York, dove tornammo per coronarla nel giugno 2007, sposandoci a sorpresa prima dell’amico (il datore di lavoro di allora) che ci aveva invitati al suo di matrimonio.
L’ultima volta tornammo nell’estate del 2010 per far conoscere il nostro piccolino, allora di 7 mesi, ai parenti. Oggi posso dire che sia loro che The City mi mancano, e parecchio…

Diario di bordo della Atlantic Twin, 11 novembre 2004.

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