Due parole (2) sui virus?

La parola virus deriva dal temine latino per veleno. Insomma, non cominciamo bene. Molti non ritengono che i virus siano una forma di vita. In biologia si dividono gli essere viventi in 5 regni: batteri, protisti, funghi, piante, animali. I virus non sono compresi perché a loro manca una caratteristica fondamentale degli esseri viventi: la capacità di riprodursi autonomamente. Metti un virus su un tavolino e non farlo entrare in contatto con nessuno e lui sta lì per millenni senza muoversi o cambiare. Ma in contatto con la cellula giusta eccolo che si “anima”, si riproduce e si diffonde. Allora possono essere guai. Ma la fortuna sta nel fatto che i virus sono estreamamente specializzati: una dato virus attacca solo certi tipi di cellule di certi esseri viventi. E la cosa può anche tornare utile agli essere umani…

capsidIl virus non è altro che una capsula che contiene materiale genetico (DNA o RNA). La capsula è fatta di proteine e viene detta capside. Il tutto è coperto da un involucro di lipidi (grassi). Ad esempio, il corona virus tanto famoso in questi giorni si chiama così perché ha un involucro che al microscopio sembra una corona (foto in alto). Il materiale genetico in un corona virus è sempre RNA. Tanti altri virus possono avere il DNA. Non c’è molta differenza, è solo che la base zuccherina della molecola dell’RNA è fatta di ribosio. Al ribosio del DNA manca un atomo di ossigeno e viene definito deossi-ribosio = ecco la D in DNA. Questo porta in genere l’RNA a mostrare una sola elica, non la doppia elica come il DNA. La più grossa differenza è in uno dei 4 componenti che formano i famosi “gradini” del DNA, che è diverso nell’RNA (vedi figura in basso).

rna_dnaReplicare il materiale genetico è la dote che hanno gli esseri viventi che consente loro (noi) di riprodursi. Il virus non può farlo da solo. Deve utilizzare il meccanismo di riproduzione delle cellule viventi. Quindi trova un modo per entrare in una cellula e libera il suo DNA o RNA nella cellula ospite. Quando il nucleo della cellula ospite manda fuori una copia del suo DNA per riprodurlo, quello del virus si mette in mezzo ed utilizza il sistema di copiatura della cellula infettata per riprodurre il prorpio materiale genetico. Un virus quindi si impossessa del sistema di riproduzione cellulare forzandolo a copiare le proprie informazioni anziché quelle dell’ospite. Un vero e porprio dirottamento. E così il virus si diffonde nel corpo dell’essere infettato e nel frattempo si modifica. Un dato virus usa solo un tipo di cellule. Infatti il corona virus di questi giorni attacca solo cellule dell’apparato respiratorio umano o i reni. Si dice che è partito dagli animali, cioè era specializzato per infettare certe cellule di certi animali. Ma riproducendosi si modifica, come succede anche agli esseri viventi (evoluzione) e ad un certo punto può acquisire la capacità di inserirsi in cellule di animali diversi, uomo compreso.

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E’ importante sapere che parecchi virus sono specializzati nell’attaccare batteri, organismi viventi fatti di una sola cellula. Vengono chiamati batteriofagi e per questo possono tornarci utili. Alcuni batteri ci sono infinitamente necessari, ad esempio quelli della flora intestinale che ci aiutano a digerire. Altri, come i virus, ci portano malattie anche gravi. Grazie alla scoperta degli antibiotici possiamo combattere diverse infezioni batteriche, ma anche i batteri, riproducendosi, cambiano ed evolvono. I pochi che sopravvivono ad una strage ad opera di antibiotici passano il loro materiale genetico, resistente agli antibiotici, alle loro generazioni future e l’uomo deve utilizzare antibiotici di tipo diverso per combatterli. Si sta arrivando a un punto in cui alcune infezioni batteriche non sono trattabili con antibiotici. E’ molto pericoloso. Per questo è bene non utilizzare antibiotici se non strettamente necessario: un virus se ne infischia di un antibiotico. Mentre il virus del raffreddore o dell’influenza sta utilizzando il nostro DNA per replicare il suo, noi soffriamo di mal di gola, raffreddore, febbre. Se prendiamo un antibiotico, al virus facciamo un baffo. Il virus non si può curare, si possono curarne ed alleviarne i sintomi nell’attesa che le difese immunitarie abbiano il sopravvento. Possiamo impedire o limitare il contagio utilizzando vaccini, essenzialmente fatti dello stesso virus morto o “addormentato”, così che le difese immunitarie si scatenino prima dell’arrivo del virus “sveglio” e siano ben pronte all’invasione per limitare o evitare i danni. Se l’infezione è dovuta a batteri l’unica soluzione a volte sono gli antibiotici, nella speranza che il batterio non sia una forma evoluta immune ad essi.

batteriofagiMa esistono i virus batteriofagi, acerrimi nemici dei batteri. Il loro capside ha una specie di siringa con cui iniettano il materiale genetico dentro il batterio. Al momento della duplicazione, il materiale genetico del virus si infila in quello del batterio replicandosi al suo posto, generando dverse copie di se stesso che distruggono la cellula batterio e si diffondono alla ricerca di altre in cui iniettare il proprio DNA o RNA. Si sta cercando di creare dei virus batteriofagi che siano estremamente specializzati a infiltrarsi in certi batteri a noi nocivi ma che siano totalmente innocui per le cellule umane. E’ la soluzione alla sempre più vasta immunizzazione dei batteri nei confronti degli antibiotici, dovuta anche al nostro uso sconsiderato degli antibiotici stessi (in pratica li usiamo così tanto da aver “abituato” i batteri). Potremo curare infezioni batteriche con dei virus anziché con gli antibiotici. Come esistono batteri buoni e batteri cattivi esisteranno anche virus buoni e virus cattivi.