La Genesi delle Catene Montuose

geo-IpsograficaLa superficie del nostro pianeta presenta notevoli variazioni di quota. In effetti circa i ¾ sono ricoperti dall’acqua dei mari il cui livello medio è stato convenzionalmente scelto come riferimento per le quote della superficie. L’analisi statistica delle elevazioni della superficie terrestre ci fa notare qualcosa di interessante: la percentuale maggiore delle quote si attesta intorno a due valori particolari che sono il livello medio dei fondali oceanici (circa –3790) e quello medio delle terre emerse (intorno agli 840 m).

Sul relativo grafico di distribuzione percentuale delle aree rispetto alle quote, detto “curva ipsografica”, si può notare che le porzioni di superficie che raggiungono le quote minime ( i circa –11000 m della Fossa delle Marianne) e quelle massime (gli 8850 m del Monte Everest) sono una frazione molto piccola del totale.

In poche parole le catene montuose sono quasi un’eccezione, così come le fosse oceaniche, sulla superficie della Terra. Esse si presentano in cosiddette fasce, notevolmente più sviluppate in una direzione che nell’altra. Ma cos’è che le tiene in piedi a quote così eccezionali rispetto alla maggior parte delle terre emerse?

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Vi spiego i terremoti…

Titolo un po’ altisonante. Vi spiego i terremoti. Ma chi credo di essere? Beh…. sono un geologo, conosco il problema. Se volete sapere di infarti chiedete a un cardiologo, no? Se vi perde il rubinetto chiamate l’idraulico, non il cardiologo. O sbaglio? Il geologo sa di terremoti. Deve. Per forza. Anche se non se ne occuperà in carriera, deve conoscere bene il fenomeno, fa parte di una parte consistente dei suoi studi universitari. Quindi, per formazione accademica sa benissimo che si tratta di un fenomeno del tutto naturale su cui l’uomo non ha la benché minima influenza. E’ dovuto al fatto che la litosfera terrestre (l’involucro roccioso più superficiale del pianeta) è suddiviso in una serie di placche e microplacche; lungo i loro margini è distribuita la maggior parte dei terremoti perché le placche si muovono una rispetto all’altra. Ed enormi blocchi di roccia che “si strofinano” l’un l’altro fanno un bel casino. Il “casino” sono i terremoti: roccia che si spacca e l’energia rilasciata al momento della rottura si propaga in tutte le direzioni sotto forma di onde sismiche, oscillazioni del corpo roccioso che coinvolgono pure la superficie su cui noi viviamo. Sono onde del tutto simili a quelle generate da un sasso gettato in acqua (ma non sono solo quelle – è solo per rendere l’idea).

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Terremoti a Roma

Roma è stata colpita in passato da terremoti. Ci sono le prove anche sui monumenti, a partire dal Colosseo, oltre che testimonianze d’epoca. A livello generale, non mi preoccuperei molto del “se”. L’Italia è una zona sismica, c’è poco da fare. E i terremoti sono un fenomeno naturale, inevitabile. Sono diventato geologo con una tesi su delle strutture geologiche nelle immediate adiacenze di Roma. L’idea del relatore partiva da lineamenti morfologici (delle “incisioni” lineari visibili da satellite – non c’era Google Earth ad aiutarci) che in direzione nord sud sembravano poter interessare l’area della capitale. La domanda era: corrispondono a strutture sismogenetiche, cioè in grado di generare terremoti? Così ci mettemmo a cercare tracce di eventuali faglie simili sul terreno …e le trovammo.

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Le passioni servono poi a qualcosa…

Come è evidente da questo sito, sono sempre stato una persona dai molteplici interessi. Non mi sono mai focalizzato su un solo oggetto. Ho bisogno di variare, spaziare. Per me fare sempre la stessa cosa è un po’ come essere in prigione. Chiaramente, chi concentra tutte le energie su un solo argomento ha molte possibilità di avere successo in quel campo. Io mi sono sempre autocriticato per aver disperso le mie energie su tante cose senza farne mai una davvero al meglio. Poi qualcuno mi ha fatto notare che esistono anche e pentatleti e decatleti. E’ una caratteristica personale. E al giorno d’oggi devo dire che è stata la mia fortuna…

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Due parole (2) sui virus?

La parola virus deriva dal temine latino per veleno. Insomma, non cominciamo bene. Molti non ritengono che i virus siano una forma di vita. In biologia si dividono gli essere viventi in 5 regni: batteri, protisti, funghi, piante, animali. I virus non sono compresi perché a loro manca una caratteristica fondamentale degli esseri viventi: la capacità di riprodursi autonomamente. Metti un virus su un tavolino e non farlo entrare in contatto con nessuno e lui sta lì senza muoversi o cambiare. Ma in contatto con la cellula giusta eccolo che si “anima”, si riproduce e si diffonde. Allora possono essere guai. Ma la fortuna sta nel fatto che i virus sono estreamamente specializzati: una dato virus attacca solo certi tipi di cellule di certi esseri viventi. E la cosa può anche tornare utile agli essere umani…

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