Testine moderne o dei bei vecchi tempi?

hifi-grado_prestige_goldA volte mi chiedo quanto ci manchino davvero i tempi andati, al punto tale di credere sul serio che si stava meglio prima. Gli anni 70, per esempio, sono tanto di moda oggi. Anch’io provo nostalgia per certe cose e mi manca il senso di libertà che avevamo quando non utilizzavamo cellulari, social network e computer. Non mi mancano gli anni di piombo, però. Quindi qual è il problema? Probabilmente si tende ad affezionarsi al periodo in cui si è stati giovani e più spensierati, quindi i nati negli anni 60 come me hanno nostalgia degli anni 70 e 80. Niente di più semplice… Continue reading “Testine moderne o dei bei vecchi tempi?”

Non è solo qualità sonora

back-to-the-vinyl-640x360Il boom del disco in vinile di questi ultimi anni viene spesso spiegato come una riscoperta da parte di appassionati vecchi e nuovi della qualità sonora superiore dell’analogico rispetto al digitale. Molti neanche immaginano come possa suonare bene un disco in vinile, ma ci sarebbe da discutere anche su che tipo di digitale si prenda in considerazione. Il punto è un altro. Il fascino del vinile è completamente diverso. In più la cosa è diventata ormai una moda, sulla scia della voglia di “vintage” che sta prendendo un po’ tutti, quasi come se i tempi moderni non fossero mai belli come quelli andati e gli oggetti che ci ricordano come eravamo appaiono sempre più desiderabili. Ma c’è dell’altro…

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Dilemmi “vinilici”

thorens td165 reflectionE’ un po’ di tempo ormai che nella rare occasioni che ho di ascoltare musica col mio impianto hifi metto su un disco in vinile sul mio vecchio Thorens TD-165 piuttosto che ascoltare un CD. Non è ormai che tipo di musica ascoltare, ma si tratta proprio di ascoltare un disco in vinile: aprirlo, pulirlo, far scendere la puntina, sono una serie di gesti quasi di altri tempi che fanno parte del processo di rilassamento che ti dà l’uso del giradischi. Sarebbe più sbrigativo mettere su un CD e via, ma sarebbe in linea con la vita frenetica del mondo d’oggi. Io cerco proprio un momento di fuga da questo tipo di stress: andiamo sempre di corsa, quindi se ho il tempo di godere di un po’ di musica approfitto e mi prendo una pausa dalle frenesie. Per preparare l’ascolto di un vinile ci vuole tempo – ed è proprio questo il punto.

Per lo stesso motivo ho pensato ad una attività semicommerciale: ripristinare vecchi giradischi come il mio e godere del lavoro manuale necessario ad eliminare i pochi difetti dovuti all’età del progetto e poi rivendere il prodotto, approfittando del ritorno al vinile degli ultimi anni.
Dov’è il dilemma? Il “mio” Thorens TD-165 mi fu regalato da un amico che non lo usava. Era la base della prduzione degli anni 70, il più economico. Il top all’epoca era il TD-160, che per questo oggi si vende ben più caro ed è ritenuto ancora degno di impianti hifi di alta caratura. Se devo lavorare come “restauratore” di vecchi Thorens, il TD-160 è sicuramente uno dei modelli su cui puntare. Ma come potrei avere dei 160 tra le mani per settimane e poi separarmene senza nemmeno pensare di tenerne uno per me? Continue reading “Dilemmi “vinilici””

I “Grado Labs” e le scelte di cuore in campo HiFi

Quanto è conveniente seguire i sentimenti, fare scelte di cuore quando si cerca un componente HiFi? Ammetto che sia piuttosto pericoloso, l’Alta Fedeltà è una passione piuttosto costosa, anche parecchio in certi casi. Prima di spendere certe somme di denaro che ci siamo guadagnati così duramente sarebbe bene essere cauti, si dovrebbe usare la razionalità scegliendo cosa è meglio per noi. Sempre? Non necessariamente, specie quando la qualità non è certo in dubbio. Continue reading “I “Grado Labs” e le scelte di cuore in campo HiFi”

Dilemmi analogici

thorens tonearmIl bello di un giradischi analogico è che è passibile di miglioramenti graduali che ne aumentano le prestazioni in modo tale che per avere qualcosa di paragonabile con un lettore CD bell’e pronto bisogna spendere cifre ben più alte. Ad esempio, il fonorivelatore, detto comunemente testina, è il maggior responsabile della qualità sonora di un giradischi. Il suo stilo, la puntina di lettura, è la parte sottoposta a pesante usura, il cui degrado inficia fortemente il suono (e danneggia pure il supporto). Leggendo una recensione di una puntina di ricambio sulla mia rivista audio di riferimento, mi era venuta un’idea per migliorare forse ancora un po’ le prestazioni del mio giradischi; ma si trattava anche di una possibile strategia per fare in modo che il cambio per usura della puntina non incidesse troppo sulla gestione economica del sistema.

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Dilemmi digitali

CDvsDACForse mi ripeterò un po’ rispetto a qualcosa che ho già scritto in questa sede, ma tant’è che questo sito è il mio, non è commerciale e ci scrivo quel che voglio, anche per chiarire le idee a me stesso. Parlo molto di HiFi in questo sito, anche perché tento di diffonderne la conoscenza, visto che oggi per molti HiFi significa un impianto multicanale con sorgente digitale, mentre io mi ostino a dire che l’alta fedeltà vera si raggiunge solo con la stereofonia e che il suono del vinile è molto spesso superiore o più godibile a quello del digitale. Il soggetto di oggi è questo: il “collo di bottiglia” del mio impianto stereo è forse il mio lettore CD. Ha senso oggi come oggi acquistare un lettore CD nuovo (e di un certo livello, visto il resto dell’impianto), anche alla luce del fatto che prediligo il vinile?

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Tutta un’altra musica


Come ascoltate la vostra musica preferita? Infilate un CD nel lettore, auricolari nell’iPod, playlist dal computer? Ve ne state lì seduti a godervela o state in giro a fare altro? Provo a buttarla lì: al primo posto è l’ascolto con auricolari mentre si va in giro, al secondo c’è l’ascolto in auto mentre si è alla guida, al terzo il CD in un lettore da quattro soldi che ingloba pure le due casse. Quanti oggi sono interessati a (o sono addirittura consci che esista) un modo per ascoltare musica infinatemente più godibile di questi? Pochi credo, molto pochi. Andiamo troppo di fretta oggi per poterci permettere un ascolto rilassato e di qualità, concentrato solo sulla musica, per mezzo di strumenti opportuni, gli unici che possono garantire un’esperienza davvero sensazionale, simile al “live”: una sorgente, un amplificatore e due (dico 2) diffusori posizionati opportunamente.

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Mono, stereo o multichannel

SD8_Silver-6-1024x662L’inerrastabile avanzata della tecnologia che ci “migliora la vita”… (?)
Fin da bambino rimasi colpito dalla magia della riproduzione audio. A tre anni circa cominciai a cantare, a 10 mi regalarono un registratore a cassette e cominciai i primi esperimenti. Poco dopo ascoltai il primo impianto stereo a casa di uno zio, affascinato dall’effetto creato da due diffusori che emettevano suoni diversi.

Nel l’innocenza dell’epoca pensai che magari, con un diffusore per ogni strumento si sarebbe potuto riprodurre un evento musicale in modo più realistico. Ma non è così che funziona. Per farla breve, abbiamo due orecchie e così due diffusori ricreano al meglio l’esperienza dal vivo di un evento musicale.

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Spin the black circle!

Così cantavano i Pearl Jam nel lontano 1994, nel loro album Vitalogy, il primo dei loro che ho comprato, ma in formato CD. Mentre il “black circle” è il disco nero, quello in vinile. Hanno scritto una canzone apposta per decantare le lodi del loro supporto musicale preferito. Beh, che dire, sono miei coetanei e sono cresciuti con i dischi in vinile, i 33 giri, i 45 giri, il mangiadischi, ecc. Tutto molto bello. Ma oggi? Ne vale ancora la pena? Sono in tanti a pensare di no, davvero molti. Eppure da qualche anno le vendite dei CD sono in calo costante; quelle degli LP crescono. Intendiamoci, non si parla di sorpasso, non accadrà mai. Ma c’è una possibilità: che il CD scompaia definitivamente distrutto dalla musica liquida, quella su file, l’LP no… 😉

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