Effetti a pedale

Quando, in età “avanzata”, ho ripreso a suonare la chitarra attivamente in un gruppo, sapevo poco o nulla sui pedali ad effetto. Da ragazzo avevo solo un distorsore, il Boss Heavy Metal HM-1. Molto più avanti optai per un multieffetti digitale della Zoom. Poi il nulla per anni. Anche dopo i miei nuovi inizi, presi un multieffetti Zoom, l’ottimo Multistomp. C’è da ammettere che fa un lavoro egregio, è consigliabilissimo, specie per chi, come me, non lavora da professionista, tantomeno in studio. Al mio livello non servirebbe niente di più.

Però qualcuno mi fece sentire due pedali che mi hanno poi costretto a cambiare impostazione: l’overdrive/boost MXR/CAE MC-402 e il famoso Fulltone OCD. Potrebbero sembrare due pedali che in parte si equivalgono, con l’OCD che è forse il più raffinato dei due. Le sonorità che mi piacciono sono quello blues-rock, tipo amplificatore a valvole al limite della saturazione, da mandare oltre quando serve per assoli o altro. Ma un amplificatore a valvole non ce l’ho. Qundi agli inizi basavo il mio suono sull’OCD, che tenevo a basso gain per mimare un valvolare al limite di saturazione, usando l’MXR come distorsore, quando avevo bisogno di andare oltre. Non ne ero molto soddisfatto però, il bellissimo MXR suona troppo “fuzz” per i miei gusti con la manopola del gain troppo oltre ore 12.

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Il temibile Fulltone “Obsessive Compulsive Drive” (OCD): quando l’hai provato non ne puoi più fare a meno…

Dell’OCD mi piaceva il modo in cui suonava con livelli di gain medio/bassi: risponde benissimo alla dinamica della mano destra e al volume della chitarra, pulendo il segnale fino a diventare quasi “clean” quando si abbassa il volume della chitarra (troppo trascurato dai più) o quando si pizzicano più delicatamente le corde; alzando il volume o aumentando la dinamica delle plettrate, il suono si distorce progressivamente, mimando molto bene il comportamento di un amplificatore a valvole che va in saturazione (che io non ho, quindi per me è cosa ottima).

Se si possiede un ampli a valvole di qualità, l’ideale sarebbe usare il suo canale distorto al limite della saturazione, ed utilizzare un overdrive (OCD o altri) per “boostare” il segnale ed aumentare la distorsione quando serve – è il motivo per cui sono stati originariamente progettati i pedali overdrive, a partire dall’Ibanez Tube Screamer o il Boss Blues Driver.

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L’ottimamente costruito MC-402, frutto di una collaborazione tra la MXR di Jim Dunlop e la Custom Audio Electronics. Due pedali in uno e qualità allo stato dell’arte.

Più tardi ho scoperto che anche l’ottimo MXR/CAE MC-402 di Jim Dunlop, utilizzato da Kenny Wayne Shepard, fa questo molto egregiamente: quindi lo utilizzo con la manopola del gain sotto le ore 12, quando si comporta come overdrive puro e non come distorsore fuzz. Da quando l’ho utilizzato così la prima volta, inserendo l’OCD per distorsioni più pesanti (lavoro che svolge mostruosamente bene), ho basato il mio suono sullo splendido MXR, tra l’altro costruito in maniera eccellente e dotato di una sezione boost pulita, che aumenta solo i decibel del segnale, quando serve più spinta.

Per me l’MXR MC-402 è come la testata a valvole dell’amplificatore a tubi che non ho (ho un ottimo amplificatore a transistor: il Peavey Bandit 112 Solo Series): regolo il gain dell’MXR a seconda dello scopo ma sotto le ore 12. Il suono è davvero ottimo, caldo e rispondente alla dinamica quasi quanto un ampli valvolare. La sezione boost mi dà più volume quando serve. L’OCD pensa alle distorsioni più pesanti, dove si comporta molto meglio dell’MXR, ma fa anche da boost overdrive nei confronti dell’MXR, come se quest’ultimo fosse il mio ampli e l’OCD il suo overdrive a pedale con cui saturarlo.

Per il resto uso un delay Boss DD-3 ed un compressore Boss CS-3 che mi dà anche sustain quando serve. In casi più rari ho anche un MXR Phase 90 per effetti phaser nei brani che lo richiedono. Niente più, oltre all’accordatore. Sono convinto che in questo campo la semplicità è tutto. Se avessi un amplificatore valvolare di gran classe, magari vintage o ottima replica, il suono base lo ricaverei da quello, usando un overdrive/boost di qualità per i suoni più distorti. Delay, phaser, compressore, mi servono solo in casi particolari, per sonorità meno blues-rock, magari più ricercate (li uso nelle cover dei Pink Floyd). Non avendo un valvolare ma un buon transistor (lo stesso vale per valvolari con ampia dinamica – che non vanno facilmente in saturazione – tipo gli Hiwatt), utilizzo l’MC-402 per ricreare una leggera distorsione simil-valvolare come suono base.

Prendo esempio dal mio chitarrista attivo preferito, Joe Bonamassa, che si è liberato della pedaliera per fare tutto con dei Fender Tweed vintage in serie ed un volume a pedale. Less is more…

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Piccolo approfondimento sul concetto di distorsione e/o overdrive
signal_clippingQuando l’ampiezza di un segnale viene amplificata oltre le capacità del sistema (i picchi arrivano al limite superiore e inferiore della dinamica consentita), essi vengono in qualche modo smussati: la capacità di amplificazione del segnale è stata raggiunta e qualunque ampiezza superiore al limite di saturazione delle valvole o dei transistor viene tagliata (clipped). Può accadere in modo dapprima meno drastico (soft clipping = overdrive), poi sempre più pesantemente (hard clipping = distorsione). Al limite la forma d’onda scompare e rimane il cosiddetto dente di sega, un segnale di forma quadrata il cui suono estremamente distorto è detto “crunch” o “fuzz”. Gli effetti a pedale per chitarra replicano questo fenomeno con i loro circuiti elettronici. I pedali overdrive possono essere usati per aumentare la saturazione del segnale che arriva ad un amplificatore valvolare, spingendolo ad un clipping più pesante (una distorsione sempre più intensa). E’ da evitare su un amplificatore a transistore dove anche il soft clipping non genera un bel suono; meglio utilizzare il pedale overdrive per “mimare” la saturazione di un amplificatore a valvole. Se l’amplificatore a valvole è così potente (80-100W, ad esempio) da non andare in saturazione molto facilmente, bisognerebbe utilizzare livelli di gain così elevati da risultare esagerati in una situazione di studio, sala prove o piccolo palco. Meglio generare l’overdrive solo grazie al giusto pedale. Altrimenti un amplificatore a valvole meno potente (30-40W) potrebbe raggiungere la saturazione e donarci il bel suono che desideriamo a volumi più bassi ma sempre sufficienti per suonare live con una batteria. L’amplificatore a transistor per questi casi è meglio sia almeno di 60-80W, abbastanza per non arrivare al clipping e per farsi sentire – sempre regolare il volume dei pedali in modo che non tolgano, né aggiungano volume al segnale originale (unity gain).